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La luce oltre il coprifuoco: De Gasperi muore alle 23, piazza Volta e le altre godono

Poco prima delle 23, piazza De Gasperi offre il classico panorama di una qualsiasi città turistica. Camerieri che invitano i passanti a sedersi, passeggiate lente, qualche venditore di rose.

Sotto gli ombrelloni del Bar Giuliani, un gruppo di ragazzi veneti ha preso una bottiglia di Valpolicella da finire dopocena. Qualcuno ha ordinato un dolce. Altri semplicemente si attardano in una chiacchiera al tavolo.


Ma alle 23 tutto cambia. Camerieri visibilmente imbarazzati pronunciano frasi impacciate come: “Signora, purtroppo deve finire il suo dolce ed entrare. Abbiamo perso una causa contro un residente e dobbiamo spostare tutti entro le undici” o “ragazzi, finite la bottiglia dentro?”


Ormai da un anno, dal giugno del 2018, infatti, la piazza affacciata su viale Geno, storico salotto della movida comasca, è sottoposta a un coprifuoco imposto dal Comune e sancito dal tribunale di Como, a seguito di un’azione legale intentata da un residente contro il Bar Giuliani per gli eccessivi livelli di rumore generato dagli avventori.

Stefano La Tassa, general manager del Bar Giuliani, è costernato nello spiegare la situazione ai clienti ignari. “Abbiamo cominciato a spostare le persone all’interno ma cominciamo ad essere al completo – ci spiega – come dici a dei clienti che devono alzarsi perché abbiamo perso una causa contro un residente?”.


Il malessere di Stefano è condiviso dal proprietario del Bar Giuliani, Carmine Giuliani, che a un anno dall’istituzione del coprifuoco ha difficoltà a trovare parole che non siano intrise di amarezza per descrivere l’obbligo di dover allontanare i propri clienti. “È una situazione assurda a cui si potrebbe mettere rimedio facilmente – spiega il proprietario – questo tipo di problemi non esistono solo a Como.

Molti altri posti hanno trovato soluzioni alternative. Ricorreremo in appello, poi speriamo che il Comune prenda una decisione che possa permettere una deroga per i mesi estivi, ad esempio. Ma per adesso dover spiegare ai nostri clienti ogni volta perché chiudiamo alle 23 è un dolore costante”.

Per Giuliani poi tutta la saga di piazza De Gasperi riflette il modo in cui Como pensa di far fronte al numero crescente di visitatori che ogni sera, specialmente con la bella stagione, si riversa in città senza poi trovare un’offerta turistica degna di una Como sempre più internazionale. “Per usare un parallelismo è come avere uno stadio in cui vengono ammassati decine di migliaia di tifosi – spiega l’imprenditore – una volta che sono tutti dentro non fai giocare i calciatori, non c’è una partita da guardare. Lo stesso succede a Como. Una volta che arrivi non hai nulla da fare”.


La delusione, in effetti, non è solo di Giuliani. Molti degli avventori non risparmiano un sopracciglio alzato davanti alle cortesi pressioni dei camerieri. Nicola e Tilde, una coppia svizzera che si è concessa una serata in riva al lago, sta in piedi con un calice di vino rosso, davanti all’entrata del bar. “Veniamo spesso a Como per fare qualcosa di diverso” spiega Tilde, con Nicola che le fa subito eco: “È però strano lasciare il Ticino per una sera e poi vedere una piazza così bella spegnersi tanto presto”.


Poco più in là, Alessandra, unica comasca di una compagnia di amici venuti da Torino e Roma, ha un commento netto sul cortocircuito de Gasperi: “Non siamo più negli anni ‘90. La ricchezza della seta è andata. Dobbiamo renderci conto che Como è entrata in una nuova fase e se la sera non vuoi essere disturbato dalla musica di un locale è meglio che tu vada a vivere in campagna”.


Quando gli ombrelloni del bar Giuliani si chiudono e piazza De Gasperi si svuota (racconto qui a fianco), la massa di turisti e comaschi si dirige verso altri punti della città non coperti da coprifuoco.
Piazza Mazzini e piazza Volta accolgono generosamente i profughi del sabato sera. Incrociamo nuovamente Alessandra e i suoi amici incontrati poco prima e che si sono prontamente spostati in piazza Volta. “Solo qui troviamo qualcosa che ci piace davvero, ci sono molti locali e c’è vita”, spiegano.


Con i suoi tavoli sempre pieni e l’allegro vociare di chi si concede un ultimo bicchiere prima di ritirarsi, piazza Volta sembrerebbe, in effetti, un prototipo di movida diventato finalmente sostenibile, a misura di residente, turista e avventore, che non creerebbe attrito tra chi vuole divertirsi e chi vuole riposare.

In questo delicato ecosistema, il bar Krudo è indubbiamente il polo di attrazione della piazza e un punto di riferimento per i nottambuli del centro storico.

Davide de Ascentis, socio fondatore del locale insieme alla moglie Lara e l’amico Cesare, ha aperto prima nel 2013 come bar gelateria, trasformandolo poi nel Krudo di oggi: fascino vintage, pentatoniche blues, mixologia ricercata e musica live. “Il tipo di eventi che ospitiamo non ha musica pesante che potrebbe dare fastidio. E i nostri vicini sono comunque piuttosto tolleranti” ci spiega quando ci accomodiamo all’interno del locale.


L’imponente varietà di distillati disposti sulla parete che domina il bar in entrata è forse un simbolo dello spirito di iniziativa del locale. “Stiamo sviluppando il nostro gin bar. In altri posti a Como è già tanto se hanno un Gordon Dry Gin”. Dai cocktail alla musica, infatti, Davide ha sempre voluto offrire qualcosa di diverso ai propri clienti.


Nel luglio del 2018, insieme a 4 altri esercenti della piazza, ha costituito un’associazione che, con l’aiuto del Comune, intendeva organizzare eventi di musica live. Ma quella che sembrava una blindatissima macchina da guerra degli eventi di piazza Volta, quasi un anno dopo, si è fermata.

“Oggi aspetto ancora i soldi dal Comune per gli eventi che abbiamo organizzato – spiega Davide – quindi ho deciso di rinunciare ad organizzarne altri”.


La popolarità del Krudo continua a crescere e Davide stesso ammette che la razionalizzazione di piazza Volta voluta negli anni dal Comune, che ha compattato tavolini e ombrelloni vicino ai locali, ha fatto bene agli affari. Ciononostante, De Ascentis denuncia il disinteresse dell’amministrazione nella promozione gli eventi in città: “Se non viene data una linea dall’amministrazione non possiamo fare altro che limitarci ad organizzare set di musica dal vivo per i nostri clienti. Non è compito dei privati riempire le piazze”.


“Il mondo sta cambiando ma la città non se n’è accorta – prosegue Davide – Como ha una domanda folle dai turisti stranieri cui non fa corrispondere offerta. Per usare un esempio dal nostro quotidiano, l’altro giorno qualcuno mi ha chiesto un bloody mary, in un mixing glass, con una colatura di alici. È stato un piacere poterlo accontentare. Se poi gli altri vogliono fermarsi a vendere caffè, succhi di frutta e Coca Cola facciano pure”.

In luce della riflessione di Davide, un’inquietudine di fondo si aggira tra chi, in piazza, si chiede se oltre a un cocktail ci sia di più, specialmente in un sabato sera d’estate.

Camilla, Luca e Tiberio si stanno domandando cosa fare con quello che rimane della serata, senza trovare grandi risposte. “C’è un limite agli aperitivi che puoi fare o alle birre che puoi bere – spiega Camilla – vorrei che Como offrisse di più oltre ai soliti bar”.

“Infatti qui il centro storico si è svuotato. Mentre quello di Cantù si è riempito” interviene Tiberio, suggerendo altre piazze in cui passare un sabato sera di divertimento. Al coro si unisce anche Luca che ammette la mancanza di alternative al solito giro di cocktail in piazza, ragione per cui esce poco: “Si sente la mancanza di eventi come il Wow Festival. In confronto a Lecco o Varese qui non c’è nulla da fare e non è solo una questione di eventi estivi. Anche a d’inverno la città è deserta”.

  1. Davide Fent

    Ma non doveva essere COMO CITTÀ TURISTICA ? La chiusura della piazza alle 23 prevede il silenzio assoluto entro tale orario, ciò significa che tavolini e sedie dovranno essere sistemati in anticipo, insomma la clientela dovrà essere allontanata prima della deadline. Davvero vogliamo vivere con il Turismo? In una città che muore alle 23? Eventi culturali e musicali estivi? Una Piazza che deve chiudere alle 23 con migliaia di turisti…
    Marciapiedi rotti, musica no, eventi ad agosto? Da 6 anni che arrivano centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo, d’estate alle 23 a letto …. Io come Robert De Niro in “C’ era una volta in America” sono anni che vado a letto presto, ma è una scelta personale. Vorrei che la mia Città fosse viva, un cinema serale in Piazza Grimoldi, un bicchiere di vino in Piazza De Gasperi (Piazza Funicolare), musica Jazz in tutta la città, pop, free, punk inglese, cantautori, folk, country, classica…. Un milione e mezzo di euro dalla tassa di soggiorno…. “Non è grande uomo chi sa molto, ma chi ha molto meditato”(Luigi Settembrini) …. COMO MORTA LA SERA?????
    Adelante, Pedro, con juicio….
    Davide Fent
    @davidefent

  2. Luisa Corti

    Ma nessuno pensa ai residenti che erano già lì da prima? Le persone hanno diritto al riposo.

  3. Davide Fent

    Buonasera,
    Ovviamente per Piazza De Gasperi (Funicolare) la musica dopo le 23 solo all’ interno, ma permettere a Turisti, a trentenni, quarantenni, cinquantenni, sessantenni, settantenti ect. di fare due chicchere e bere un bicchiere di rosso, bianco, birra o tonica, e cenare non credo che provochi rumori cosi ‘’Molesti’. Ho vissuto per un certo periodo in Piazza Colonna a Roma zona Pantheon 🏛 di notte altro che Formentera, mi sono attrezzato.
    Qui parliamo in questa zona 23 niente più musica all’ aperto e persone che chiacchierano civilmente…
    Poi che Como decida se vuole essere Turistica o Città dormitorio, e via tutti verso Lugano, Milano ….
    Però allora la tassa sul turismo non è più dovuta…
    Baci e Abbracci e state Sereni 🤗🤗🤗✒️✒️✒️🗞🗞🗞💖🎥🎥🎥
    Davide Fent
    @davidefent

  4. Ritorno alla vita

    Comprendo chi si alza alle 5, penso anche che educazione e rispetto dovrebbero essere alla base di questa società….Ma perchè al posto che obbligare i locali a chiudere persto, a non far rumore alle 23.15, a far tornare la gente e i turisti a casa presto invece che stare in giro a divertirsi e spendere perchè non vi comprate dei caxxo di tappi per le orecchie e la smettete di lamentarvi???? Non danno fastidio…e costano pochissimo!!!! Lasciate che la gente si diverta, fatelo anche voi che magari vi aiuta a liberarvi delle vostre frustrazioni!!

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