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“La Santarella era un villaggio per senzatetto”. Ma dal rogo il Comune incassa 294mila euro

Il devastante rogo che scoppio all’interno della Santarella, nell’area Ticosa, il 29 aprile 2016, frutta al Comune di Como 294mila euro. A tanto, infatti, ammonta il risarcimento pagato dalla compagnia di assicurazioni Allianza a Palazzo Cernezzi in seguito ai danni subiti dall’immobile.

Nel riepilogo dei fatti e nel corso delle motivazioni per il risarcimento a favore dell’amministrazione, viene anche affermato che l’incendio scoppiò “per cause ancora da determinare” ma soprattutto viene ratificato anche da un documento ufficiale del Comune stesso che “l’edificio era diventato rifugio di senzatetto che avevano creato al suo interno una sorta di lottizzazione, con piccole costruzioni in legno su buona parte della superficie del piano terra e per tutto quello che restava del piano primo. Proprio queste costruzioni e gli effetti personali contenuti al loro interno hanno costituito il notevole carico di combustibile che ha reso difficile e complicato il lavoro dei Vigili del Fuoco, i quali sono riusciti a domare le fiamme dopo diverse ore, utilizzando circa otto autobotti”. Insomma, un situazione di pericolosissima illegalità che per puro caso non è sfociata in una tragedia, ma che comunque non evita all’amministrazione di incassare i benefici economici della polizza come risarcimento danni per una struttura abbandonata da oltre 30 anni.

Da notare, inoltre, che la corresponsione dei 294mila euro da parte dell’assicurazione non comportano per l’amministrazione nessun “obbligo di ripristino” della Santarella e vengono elargiti “indipendentemente dallo stato di agibilità dell’immobile pre-incendio”. Eppure, come si legge nelle relazioni tecniche del dopo-rogo, i danni all’edificio sono stati davvero rilevanti: “Sin dalla una prima stima sommaria è risultato evidente che l’incendio ha gravemente compromesso la struttura della soletta del primo piano, già in parte demolita, causandone il completo sfondellamento; la struttura costituita da travi in acciaio e solaio in lamiera grecata, a chiusura della parte superiore dello stabile, è stata danneggiata in modo importante nell’angolo sud-est dell’edificio, dove l’elevata temperatura raggiunta ha deformato le travi e la soletta in modo permanente. La deformazione di tali travi, dapprima in allungamento per dilatazione termica, poi in flessione, ha determinato una serie di effetti le cui conseguenze sono ancora da approfondire”.

  1. Benita Fumagalli

    Non c’è più niente da commentare !!!
    È stato detto chiaramente tutto ciò che c’era da dire : il cittadino comune inorridisce davanti a certe nefandezze e si sente sempre più impotente di fronte al disinteresse “interessato” …. di chi dovrebbe preoccuparsi delle necessità impellenti della città .
    Povera Como ! Povera Italia !

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