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La Ticosa dei comaschi: sì a verde e parcheggi, no a centri commerciali. Nì al trasferimento del Comune

Fondazione Alessandro Volta lo scorso 14 marzo ha lanciato un questionario per permettere ai comaschi di potersi esprimere (“liberamente e in modo anonimo”) su come vorrebbero trasformare l’area ex Ticosa, una vecchia ferita- purtroppo ancora aperta – della città.

“Comprendere i desideri dei comaschi, condividere i sogni relativi al futuro di questa ex area industriale è una necessità di primaria importanza per riflettere sulle future azioni progettuali”, spiegavano da fondazione.

“ Sono molto soddisfatto del riscontro avuto dal questionario proposto da Fondazione Volta. Non tanto per il numero di risposte avute ma per la partecipazione attiva riscontrata”, dice il presidente di Fondazione Volta Luca Levrini.

Enrico Levrini (Ph: Pozzoni)

“Il 37 per cento di chi ha partecipato ha, infatti, integrato il questionario con commenti personali. Ho letto tutti gli oltre 500 commenti e devo dire che sono la parte viva del questionario, sono l’espressione concreta di un forte desiderio di cambiamento; alcuni commenti sono tecnici, altri pacati, altri vigorosi, espressione di sentimenti diversi verso l’area Ticosa. Richiamano il forte desiderio di cultura, di spazi per la città, di parcheggi, di spazi di aggregazione e socialità̀ per tutte le età, di aree verdi, di viabilità̀ ed urbanistica ordinata ed efficiente. Un’eterogena espressione di commenti che ritengo debba essere considerata il vero punto di forza del sondaggio”.

DATI SONDAGGIO
Partecipanti che hanno concluso il sondaggio: 1335.

I partecipanti al sondaggio “desiderano”: spazi verdi (84,9%), parcheggi (72,9%), polo culturale (70,7), piazze e luoghi di incontro (67,4%), polo creativo (62,5), parchi giochi bambini (62,2%), impianti sportivi (58,3%), musei (56,1%) e polo tecnologico (55,9%).

I partecipanti al sondaggio “non desiderano”: centri commerciali (86.2%), uffici (82,7%), hotel (83%), edilizia residenziale (77,5), bar (74,4), uffici pubblici (72,6%), edilizia sociale (72%), ristoranti (69,7%), cinema (69,4), negozi (69,1%), ambulatori sanitari (65,8%) e scuole o università (51,9%).

Nei commenti liberi i partecipanti al sondaggio hanno posto particolare attenzione a: centri culturali, polifunzionali (16%), parcheggi, aree verdi e altre attività̀ (13%), solo parcheggi (12%), spazi di aggregazione e socialità̀ per tutte le età̀ (11%), aree verdi (7%), viabilità̀ e urbanistica (6%) e centri sportivi (5%).

“L’analisi statistica dei risultati – prosegue Levrini – riporta che i comaschi desiderano spazi verdi, parcheggi, poli culturali, piazze e luoghi di incontro, poli creativi, parchi giochi per bambini, impianti sportivi e musei. Interessante notare come i comaschi non desiderino nella futura area Ticosa centri commerciali, uffici, hotel ed edilizia residenziale. A mio giudizio tali risultati rispecchiano il nuovo desiderio di aggregazione, di rimettersi al centro nelle relazioni, con la famiglia e la cultura come punti di riferimento”.

“Relativamente al trasferimento degli uffici comunali in area Ticosa – evidenzia il numero uno della Fondazione – emerge un giudizio sfavorevole nel sondaggio e di apertura nei commenti, a dimostrazione che il sondaggio nelle risposte “chiuse” necessita forse di argomentazioni, spiegazioni e conoscenza. Al riguardo mi preme sottolineare come ritenga importante che l’amministrazione debba avere la sensibilità di ascoltare tutti ma poi, necessariamente e giustamente, manifestare la propria autodeterminazione decidendo per il bene della città. Il questionario di Fondazione Volta è dunque una delle tante “voci” che l’amministrazione deve cogliere come espressione di sentimenti e di merito che, successivamente, dovranno essere rese in una sintesi che arricchirà le proprie decisioni, giustamente autonome e sicuramente responsabili a pieno beneficio della città di Como”.

Quindi dice il presidente “dopo aver letto ed interpretato i risultati del sondaggio, integrati dalla mia personale visione, penso che l’area Ticosa dovrà avere come semplici punti distintivi:

accesso alla città, una volta arrivati avere a disposizione navette, biciclette, mobilità elettrica individuale che possa portare a tre “vie” principali: la prima la “via del lago” con un viale che porta al Tempio Voltiano, la seconda la “via della città murata” che conduce a porta Torre, la terza la “via della spina verde” che porta al Bardello ed al verde del parco della spina verde;

accoglienza, potervi accedere con facilità, in macchina o a piedi, quindi avere la possibilità di conoscere la città (info point) e vivere l’area Ticosa;

commercio, avere uno spazio adeguato per una parte del mercato mercerie (con servizi e tecnologia di supporto), con qualche piccolo negozio e zone di ristoro;

cultura, avere in Santarella uno spazio polifunzionale culturale (anche con il ricordo storico del luogo Ticosa e parte del museo della seta), con una stretta relazione alla attigua università dell’Insubria ed a sant’Abbondio;

impatto, ogni volta che si transita vicino, in macchina o a piedi, è necessario emergano sensazioni positive, portate dalla visione di una architettura ed urbanistica bella e toccante, uno skyline suggestivo;

presenza delle istituzioni, uffici pubblici ed amministrativi per renderli più facilmente accessibili rispetto al centro e più funzionali per strutture;

spazi verdi, ampie zone verdi con piccolo anfiteatro aperto, luogo di cultura ed aggregazione anche con aree gioco per bambini;
viabilità snella – a corollario una viabilità adeguata.

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