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Landini a Lomazzo: “I sovranisti non hanno vinto in Europa. Muri e porti chiusi non risolvono i problemi”

Era stamani a Lomazzo, il segretario della Cgil Maurizo Landini  per l’inaugurazione della sede Cgil. Occasione per un commento sullo schiacciante risultato europeo ottenuto dalla Lega domenica.

L’intervista sbobinata:

Siamo in un territorio in cui la metà dei residenti ha votato Lega, un dato in linea con quanto accaduto in tutta Italia. Il suo commento?

“Alle elezioni la Lega ha avuto un successo evidente in tutto il Paese. Allo stesso tempo credo che vada sottolineato che ha votato meno gente rispetto alle precedenti elezioni, quindi è aumentata l’astensione. Va anche valutato che le forze che oggi compongono il governo hanno complessivamente ridotto i loro voti rispetto a un anno fa. Questo è un tema che credo vada valutato perché indica la necessità di un cambiamento delle politiche economiche e sociali del Governo e indica che tante aspettative di cambiamento che c’erano non sono state accolte.

Inoltre c’è un dato diverso tra le elezioni europee e le amministrative: le persone votano in modo differente lo stesso giorno su argomenti diversi. E’ un altro argomento di riflessione che va affrontato.

Soprattutto c’è da valutare che si è votato per l’Europa e il voto europeo è stato abbastanza diverso da quello che è stato fatto in Italia sia perché in Europa è aumentato il numero di persone che vanno a votare sia perché le cosiddette forze sovraniste in Europa non hanno avuto quel successo che pensavano. Si è confermato un parlamento che intende cambiare l’Europa ma che vuole farlo non uscendo dall’Europa o facendo saltare il sistema europeo.

E questo pone un problema anche al Governo italiano perché, per ottenere cose diverse, bisogna negoziare, discutere e avere un’idea di trasformazione sociale.

Queste sono elezioni che hanno indicato anche una possibile domanda di cambiamento che deve essere affrontata. Non a caso come organizzazioni sindacali le manifestazioni che abbiamo in programma dal 1 giugno per i pensionati, l’8 giugno per tutto il lavoro pubblico, il 14 giugno per lo sciopero generale dei metalmeccanici fino a Reggio Calabria il 22 giugno, le manteniamo tutte. Perché abbiamo bisogno che cambi la politica del governo. Non è solo un problema di chi comanda dentro al Governo, c’è un problema di cambiare la politica del Governo che, a oggi, non ha risolto le disuguaglianze. Così come bisogna far cambiare la politica economica per creare lavoro”.

Una politica sovranista può penalizzare le esportazioni estere su cui si basa l’economia di molte aziende italiane del nostro territorio?

“L’avanzata sovranista in Europa c’è stata fin da mezzogiorno, come dicono dalle mie parti, perché siamo di fronte al fatto che la maggioranza delle forze che sono state votate dai cittadini europei vanno in una direzione diversa da chi pensa che i problemi si risolvano chiudendosi in casa o erigendo muri o chiudendo i porti. E’ un problema dell’Italia di come sta nelle politiche europee e come si batte per cambiare davvero le politiche europee. Come sindacato crediamo che la soluzione dei problemi non è fare muri, dazi o chiudere frontiere. Il problema è estendere i diritti a quelli che lavorano, il problema è avere politiche europee che mettano al centro il lavoro e i diritti e colpiscano la finanza, la globalizzazione della finanza, la speculazione finanziaria e l’evasione fiscale. Da questo punto di vista credo che come sindacato, nell’interesse dei lavoratori, la battaglia deve essere quella di creare un’Europa davvero fondata sul lavoro e sui diritti”.

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