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L’estate nera del lido (chiuso) di viale Geno finisce in Tribunale: c’è un ricorso al Tar

L’estate nera del lido (mai aperto) di viale Geno finisce in Tribunale. A portare l’amministrazione davanti al Tar della Lombardia è la società Café Fleurs, una delle due partecipanti al bando (mai assegnato) del Comune di Como. Come si ricorderà, il 21 giugno scorso Palazzo Cernezzi alzò bandiera bianca dopo mesi di ritardi e una lunga attesa sull’esito della gara. Dopo 70 giorni di esame delle due proposte, infatti, la commissione formata ad hoc decise di estrometterle entrambe.

Citiamo direttamente dalle cronache dell’epoca, circa le motivazioni: “Siccome il lido di viale Geno è struttura sottoposta a vincolo monumentale il Bando prevedeva che la documentazione portata dalle aziende partecipanti portasse la firma di tecnici abilitati come ingegneri o architetti. In un caso – precisano ancora da Palazzo – la firma non era intellegibile, nell’altro era di un geometra”. Fine delle trasmissioni.

Il ricorso della Café Fleurs (con istanza di sospensiva) punta a ottenere l’annullamento:
– del verbale del Comune di Como III seduta pubblica del 21/06/2019 relativo all’assegnazione in concessione del compendio immobiliare sito in Viale Geno

– del verbale del Comune di Como – seduta riservata del 12/06/2019 – relativo all’assegnazione in concessione del compendio immobiliare sito in Viale Geno

– nonché di ogni altro atto e provvedimento presupposto, connesso e comunque consequenziale con espressa riserva di eventuali motivi aggiunti nonché per la condanna al risarcimento dei danni nella misura che il ricorrente si riserva di meglio quantificare in corso di causa.

Riguardo alle motivazioni del ricorso, in sintesi, viene contestata la decisione della Commissione per l’esclusione della società dalla gara; decisione giudicata “errata, illegittima ed adottata in violazione della disciplina di gara”. Motivazione che naturalmente l’amministrazione contesta alla radice e infatti Palazzo Cernezzi si è subito costituito in giudizio.

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