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Lettere anonime con offese e minacce a Fabrizio Baggi (Rifondazione): “Ti linciamo”

Cgil e Rifondazione Comunista, non hanno dubbi: l’aggressione, da un’auto in corsa, a colpi di bastone, contro un uomo straniero a Tremezzina (qui il resoconto) è razzismo senza se e senza ma.

“E’ un episodio inquietante – commenta Matteo Mandressi, componente di segreteria della Camera del lavoro di Como – la vittima è un lavoratore, colpito per il colore della propria pelle e perchè straniero. Peraltro, è accaduto in una realtà territoriale dove non sono presenti problemi d’integrazione. E’ stato un atto grave e razzista, su cui bisogna fare luce, senza farlo passare come un episodio di scarsa importanza”.

Fa eco al sindacato Fabrizio Baggi di Rifondazione Comunista Como: “Ecco dove siamo arrivati con lo sdoganamento di razzismo e deliranti nazionalismi. Ecco dove porta la continua diffusione di messaggi di odio a cura di una politica rozza e totalmente inadeguata”.

“Esprimo massima solidarietà e quella di tutta RifondazioneComunista alla persona vittima di questo atto criminale ed auspico che i colpevoli vengano assicurati alla giustizia – conclude Baggi – Tornare dal lavoro ed essere bastonati in testa da 4 delinquenti in macchina finendo al pronto soccorso è già di per sé un fatto gravissimo e se come in questo caso si aggiunge l’aggravante razzista, la vicenda prende subito un’inquietante connotazione. A M.G. Auguro di rimettersi e dimenticare presto questa brutta vicenda, per i suoi aggressori auspico a delle pene esemplari”.

Peraltro, proprio Baggi – attivista anche di Como Senza Frontiere e nell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre – è stato oggetto di una serie di lettere anonime contenenti minacce in questi giorni. Le lettere sono ovviamente anonime ma è evidente che provengono dall’estrema destra neofascista e razzista”.

Pesantissime le offese a Baggi: si va da “vomitevole maiale buonista”, alla definizione di “partito di m” e degli immigrati come di “m. nere”.

Le minacce sono esplicite: “vedi di non farti mai trovare davanti a noi che la tua faccia se non quella faccia da demente che ti ritrovi ti verrà cambiata a legnate”, “attento omuncolo che se ti becchiamo in giro ti linciamo”.

 

“Gli autori cercano di spacciarsi come voce del “99,9% degli italiani” nell’euforia che Salvini e Meloni hanno creato negli ambienti di estrema destra – si legge nella nota ufficiale diffusa da Rifondazione firmata da Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – Si tratta di minacce da non sottovalutare vista la presenza e l’aggressività neofascista in Lombardia e nel comasco. L’aggressione da parte di quattro squadristi a un lavoratore migrante nel comune di Tremezzina di poche ore fa è solo l’ultimo episodio”.

“Massima solidarietà a Fabrizio da tutta Rifondazione Comunista – si chiude la nota di Acerbo – I parlamentari europei che la scorsa settimana hanno votato una vergognosa risoluzione che equipara comunismo e nazismo dovrebbero chiedere scusa a persone come Fabrizio che ogni giorno si espongono per difendere la democrazia e la convivenza civile nel nostro paese. Invitiamo tutte le forze democratiche e antifasciste alla massima vigilanza e le autorità competenti a individuare i responsabili”.

  1. giorgio

    Se questi animali che minacciano in modo anonimo rappresentano gli “italiani veri” allora siamo a posto.

  2. Osvaldo

    No questi sono un gruppetto di cerebrolesi che non rappresentano gli italiani. Sarebbe comunque opportuno che chi è vittima di questi fatti inqualificabili non si prestino ad alimentare odio su odio cercando di dare la colpa di questi fatti a Salvini o alla Meloni, altrimenti si rendono complici di eventuali ulteriori violenze.

  3. Gravissimo episodio razzista; esprimo personalmente e a nome de La Prossima Como, solidarietà al ragazzo che ha subito l’aggressione e alla CGIL e a Fabrizio Baggi e tutta Rifoindazione Comunista che da anni si battone per i diritti di tutte le persone!!!

    Nessi Luigi, La prossima Como

  4. Gioele

    Le argomentazioni, la scarsa proprietà di linguaggio e qualche lacuna nella sintassi fanno comprendere il motivo per cui questi signori osteggiano il principio dello “ius culturae”. Rischiano di essere meno italiani dei figli studiosi degli extracomunitari. Forse è questo che carica la spirale di rabbia e frustrazione che si legge in queste righe.
    Quello che però mi rattrista è l’espressione “….vai a lavorare in fabbrica, ….” che si intravede in una delle lettere. E’ un linguaggio che mi ricorda chi in fabbrica lavora veramente e sa cosa vuol ancora dire.
    Forse come gente di “sinistra” dovremmo fare “mea culpa” per non essere stati così bravi a spiegare alla nostra gente gli effetti deleteri dell’illusione del successo capitalista a portata di mano per tutti che ha inculcato la comunicazione “berlusconiana” e la conseguente frustrazione che oggi sta cavalcando la deriva xenofoba e razzista “salviniana”. Credo che Fabrizio Baggi, di cui non condivido completamente le idee politiche ma a cui va la mia stima e solidarietà, comprenda ciò che intendo dire.

  5. Silvio Radaelli

    Di frustrati è pieno il mondo. A destra ancora di più. E per scaricare la loro frustrazione di essere imbecilli, inutili e perdenti se la prendono con i più deboli.
    Si fateci caso. Sempre con i più deboli se la prendono. Forti con i deboli e leccaculo con chi abbia un briciolo di potere e intelligenza più di loro. Cioè praticamente chiunque.
    Le lettere – non fosse per i contenuti tra i più bassi che si possano leggere – fanno tenerezza per le calligrafie tristi, povere, che hanno. Sicuramente questa gentaglia a scuola aveva voti bassi ed era invisa anche da chi di destra è poi diventato per davvero.
    Vi auguro di annegare nella vostra ignoranza. Non dovreste aver problemi.

  6. Solidarietà e vicinanza a Fabrizio Baggi per la gravissima intimidazione di cui è stato vittima. Minacce frutto di odio e di intolleranza per chi fa,della militanza politica e sociale, la propria cifra distintiva. Di fronte ad episodi del genere è necessario reagire senza esitazione, raddoppiando l’impegno civico che deve contraddistinguere ognuno di noi.

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