Attualità

L’orrore del forno crematorio, NewsBiella e ComoZero uniti per la class action (e per le nostre mamme). Ecco come fare

Non ci autoproclamiamo capofila e non cavalchiamo un’onda per qualche accesso in più. Uniamo le forze perché siamo stati colpiti dalla stessa tragedia.

Le nostre madri, dopo il funerale, sono state trasportate nel Tempio Crematorio della Socrebi, società protagonista, in queste ore, di cronache che vanno oltre ogni possibilità di comprensione: testimonianze, telecamere nascoste, indagini dei carabinieri, ispezioni notturne nella struttura piemontese avrebbero portato a galla atrocità indicibili.

Tra queste: ossa frantumate a colpi di pala, ceneri umane gettate nella spazzatura, cadaveri estratti dalle bare e ammucchiati in scatole di cartone per essere bruciati due a due (così da “risparmiare” e velocizzare le operazioni), parti di corpi rinvenute in scatoloni. Qui tutti racconti.

La mamma di Catia Ciccarelli (collega di NewsBiella) si chiamava Irene Rossi, se ne è andata il 7 gennaio 2017.

Mia mamma si chiamava Carla Pomoni e se ne è andata il 22 ottobre dello scorso anno.

Oggi è assai difficile stabilire quale destino sia toccato ai loro corpi, se siano state risparmiate dall’orrore, se le ceneri che abbiamo tumulato siano le loro o un misto di nomi e identità diverse. Forse le indagini lo stabiliranno, l’unica certezza è che centinaia di famiglie sono finite nella stessa fossa comune, fatta di un dolore che raddoppia, moltiplica spasmodicamente quello che abbiamo già provato nei giorni dell’addio e della malattia.

Catia sta raccogliendo testimonianze e racconti a Biella, li sta organizzando perché le famiglie possano muoversi in con una voce unica:
Uniti per sopportare il dolore, si forma una class action per i parenti dei defunti cremati

La stessa cosa facciamo anche noi su queste pagine, abbiamo già ricevuto diverse segnalazioni. Così abbiamo aperto questo indirizzo mail: comovittimefornobiella@gmail.com.

Chiunque negli ultimi due anni abbia fatto cremare un proprio caro a Biella può scriverci, obiettivo è organizzare un incontro e individuare un legale che possa rappresentare tutti. Più persone sceglieranno di muoversi insieme, più sarà agevole monitorare l’andamento delle indagini e tutte le – eventuali – fasi successive.

Non sarà facile, né indolore, anzi. Bisogna metterlo in conto.

Vi preghiamo di scrivere specificando nome, cognome e numero di telefono. Appena possibile creeremo un gruppo WhatsApp per comunicare in modo più snello.

Intanto, grazie.
E’ un bene non essere soli.

  1. Lella Sassella

    Un misto di sgomento e rabbia …Grazie x bella iniziativa . Non ne faro parte , la mia mamma nel 2014 fu portata a Varese ~ ma col pensiero mi stringo a voi

  2. Mario Gaffuri

    Sono letteralmente basito…..
    Mio padre cremato li a ottobre 2017……
    Avevamo chiesto di poter andare li x salutare la salma prima di procedere alla cremazione…..aspettavamo la loro chiamata……
    Invece non ci hanno avvisato…….ufficialmente x un errore…….e l’hanno cremato una mattina alle 5.00 ……………….chissa’ in che modo a questo punto………….
    Sicuramente alla luce di questi avvenimenti era una strategia precisa.
    Avevo pure scritto un Reclamo, e l’amm. delegato, proprio quello arrestato, mi aveva pure risposto…….oggi quelle parole di scusa suonano proprio come una presa in giro……
    Sto esplodendo x la rabbia

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