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Marcia della Pace, un successo. Don Giusto e l’Islam: “Solidarietà al Centro Culturale Turco”

Nelle stesse ore in cui dal Mediterraneo centrale arrivano notizie di un maxi naufragio di un battello carico di 120 migranti e di altre cento persone su un’imbarcazione in avaria al largo delle coste libiche, il corteo della Marcia Provinciale della Pace ha attraversato la città per poi fermarsi ai giardini a Lago, dove Don Giusto della Valle ha tenuto il discorso conclusivo della manifestazione.

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Parole che non hanno risparmiato riferimenti sia alla politica nazionale sia a quella cittadina.


La buona politica è quella che unisce, i popoli le culture, le razze. La cattiva politica è quella che le divide per comandarle di più – ha detto Don Giusto, rivolgendosi ai manifestanti con un velato riferimento agli eventi più recenti in fatto di accoglienza e migranti – Attenzione perché qualcuno semina paura. La gente che comanda semina paura. Coloro che hanno il potere in mano, il potere del denaro generano paure. Perchè attraverso le paure mettono gli uni contro gli altri e vogliono comandare il mondo. La paura genera terrorismo. Il terrorismo non è casuale. È pianificato dai potenti della terra per poterlo governare”.

PER APPROFONDIRE: 
CHI E’ DON GIUSTO

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Don Giusto è anche entrato nello specifico delle dinamiche di convivenza tra etnie, religioni e popoli diversi a Como, riferendosi alla difficoltà della comunità islamica comasca nell’ottenere un luogo di culto ufficiale, tema affrontato da ComoZero nel suo numero cartaceo più recente con un’intervista al vicesindaco, assessore ai Servizi Sociali e deputato (Lega), Alessandra Locatelli.

La nostra città ha bisogno di un confronto serio sui luoghi di culto perché ogni confessione religiosa possa liberamente esplicitare il proprio culto e trovare i luoghi in cui farlo – ha detto il parroco di Rebbio – Diamo la piena solidarietà o almeno io do la mia piena solidarietà al Centro Culturale Turco di Como che sta vivendo momenti di difficoltà. Una città messaggera di pace è una città in cui gli uomini e le donne di ogni confessione possono liberamente professare la loro religione”.

Video da EcoInformazioni:


Si è trattato di un discorso politico, in tutto e per tutto, arrivanto quasi a invitare alla disobbedienza civile davanti alle nuove norme in materia di immigrazione volute dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini.
In questo luogo significativo [i giardini Lago Ndr], di pace e significativo per la nostra città, nei prossimi mesi alcuni giovani migranti riceveranno un foglio di via. La mia proposta – ha sottolineato don Giusto – è questa: se incontriamo un giovane migrante con il foglio di via, su quel foglio di via scriviamo il nostro indirizzo. Perché si tratta di un’ingiustizia quella che verrà propagata, frutto di un sistema che vuole emarginare.”

Sull’idea di Vangelo che supera norme e Leggi, Don Giusto era già stato molto chiaro, su queste pagine: qui l’ampia intervista.

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Qui sotto il discorso integrale di Don Giusto, tratto dal video girato da Ecoinfomazioni.


“Como città di frontiera, Como città messaggera di pace. La buona politica è al servizio della pace. La cattiva politica divide. Noi ci auguriamo di essere rappresentati. Le presenze e le assenze vogliono dire tanto.

La buona politica è quella che unisce, i popoli le culture, le razze. La cattiva politica è quella che le divide per comandarle di più. Quale progetto abbiamo, quale società abbiamo nel cuore? È una società in cui ogni uomo possa vivere bene e ci sia il bene di tutto l’uomo, per tutti gli uomini. Lo diceva Paolo VI più di cinquant’anni fa.

Abbiamo a cuore un’umanità che non stia a cuore solo l’economico. Abbiamo a cuore una città, un’umanità in cui le relazioni tra persone sono il fondamento, in cui la parola più importante è “accoglienza” e rimboccarsi le mani è il dovere di tutti.

Attenzione perché qualcuno semina paura. La gente che comanda semina paura. Coloro che hanno il potere in mano, il potere del denaro generano paure. Perché attraverso le paure mettono gli uni contro gli altri e vogliono comandare il mondo. La paura genera terrorismo. Il terrorismo non è casuale. È pianificato dai potenti della terra per poterlo governare.

Alcuni inviti: giovani in politica. Non diciamo si impegnino gli altri ma “mi impegno io”, “prendo io la decisione di impegnarmi” e [un invito] al mondo degli adulti di accompagnare per mano con ispirazioni diverse i giovani perché possano prendere in mano le nostre città.

Non diciamo “non mi riguarda” ma “ci sto”,”mi impegno io”.

La nostra città ha bisogno di un confronto serio sui luoghi di culto perché ogni confessione religiosa possa liberamente esplicitare il proprio culto e trovare i luoghi in cui farlo. Diamo la piena solidarietà o almeno io do la mia piena solidarietà al Centro Culturale Turco che sta vivendo momenti di difficoltà. Una città messaggera di pace è una città in cui gli uomini e le donne di ogni confessione possono liberamente professare la loro religione.

In questo luogo, significativo, di pace e significativo per la nostra città, nei prossimi mesi alcuni giovani migranti riceveranno un foglio di via e potranno andare in nessun posto. La mia proposta è questa. Se incontriamo un giovane migrante con il foglio di via, su quel foglio di via scriviamo il nostro indirizzo. Perché si tratta di un’ingiustizia quella che verrà propagata, frutto di un sistema che vuole emarginare.

Il compito di umanizzare la città e renderla bella per tutti, i turisti e gli stranieri. Ringraziamo uomini e donne come Don Renzo Beretta che ha reso questa città accogliente. Ecco l’importanza di un umanesimo nuovo.

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