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Max, chitarra rotta e irriverenza, contro le griffe anti-artisti: “Lasciateci liberi di suonare”

Non tutti gli eroi indossano un mantello. E nel caso di Max non c’è affermazione più vera.

Chitarra con corde rotte, tatuaggi, cappello coperto di paillettes e casse nello zaino, ComoZero ha incontrato il giovane di Olgiate Comasco nel bel mezzo di via Vittorio Emanuele, mentre passava di negozio in negozio, reggendo un cartello che leggeva: “Liberi (di Suonare)” e chiedendo ai proprietari di non unirsi alla crociata contro gli artisti di strada.

Nelle parole del ragazzo, si tratta di una reazione alla lettera che molte boutique del centro storico hanno mandato a Palazzo Cernezzi settimana scorsa chiedendo maggiori misure restrittive per contenere i perfomer.

“Sono un musicista ma non di strada. Suono in diverse band e ho un lavoro in Svizzera – ha raccontato Max a ComoZero – oggi voglio difendere quei morti di fame su cui si accaniscono altri morti di fame. Non chiedo soldi ma rompo le scatole, mi sono appuntato tutti i negozi che hanno firmato la lettera e li sto visitando uno a uno. Anche quelli che non sono passati al lato oscuro”.

“Ho amici che suonano per strada ma avrei fatto tutto questo anche se non ne avessi avuti” ha tenuto a chiarire Max, che ha preso a cuore la situazione degli artisti pur non essendone uno.

La diatriba amministrativa riguardo agli artisti di strada è lunga e nei mesi scorsi ne abbiamo parlato in diverse occasioni.

Abbiamo quindi chiesto a Max quale fosse il problema della città con l’arte e la musica suonata per strada. “Con questa lettera i commercianti vogliono far passare la questione come un problema per i residenti. Il problema però non sono i residenti. Sono quei quattro fighetti [sic] del centro che si lamentano della musica. Non fosse stato per loro sarei rimasto a Olgiate a suonare per i fatti miei oggi”.

 

  1. giorgio

    Grande!

  2. Luisa Corti

    Mah, se lavorasse non avrebbe tempo di andare in giro a fare certe cose…

    • Andreab

      Perché uno non può prendersi un giorno di ferie.????? E poi chi ha detto che sia più importante Un giorno di lavoro rispetto a un giorno passato a fare quello che ha fatto questo ragazio?

  3. Comino

    Non ti ho incontrato e non ho avuto modo di parlarti, ma da come ti presenti (sigaretta in primis, il resto in secundis) credo ti avrei dato del lungo, non mi avresti fatto venire voglia di passare dalla parte detto musicisti di strada (già lo sono, nota bene). Comunque, speriamo che il tuo sforzo sia efficace e che le regole vengano rispettate e fatte applicare con buon senso

  4. Marco

    Io invece sono un artista di strada.
    e mi dissocio dai modi di questa persona.
    Da diverso tempo stiamo cercando di creare un punto di incontro diplomatico fra artisti comune e negozianti per risolvere la situazione di Como.
    E’ già di per se una cosa difficile e modi così irruenti e sopratutto del tutto inutili (dato che questo ragazzo non ha aperto alcun dialogo, è entrato in un negozio, ha urlato uno slogan e se ne è uscito) non fanno altro che peggiorare la situazione.
    Mi sembra più una trovata pubblicitaria che non qualcosa di veramente utile

  5. Lele

    Ma grazie del pensiero…andando in giro così con la sigaretta in bocca, chitarra rotta, senza un costume carino ti permetti di dire morti di fame agli altri artisti e ai commercianti dei negozi? Fai solo il male della nostra categoria, gente con un bagaglio tecnico e artistico che offre uno spettacolo alle persone che lo gradiscono. Forse è per colpa di gente molesta come voi che i commercianti non vogliono artisti, quelli veri attirano le persone non le fanno scappare!!

  6. Veronica

    Sono un’artista di strada comasca e mi dissocio completamente da questo personaggio.

    Per quanto mi riguarda, NON rappresenta gli artisti di strada, da lui persino definiti “morti di fame” e “poveri”. E poi sarebbe “l’inaspettato paladino degli artisti di strada”??!!
    Tutto ciò è vergognoso e offensivo per la categoria degli artisti.
    Per non parlare del modo in cui gira e si approccia alla gente, entrando prepotentemente nei negozi, con atteggiamento arrogante e slogan offensivi e di cattivo gusto. (vedi video).
    Negli ultimi mesi, abbiamo già avuto delle difficoltà con il regolamente degli artisti di strada a Como … Questo non può fare altro che peggiorare le cose, e sfavorire la nostra categoria, mettendola in cattiva luce.

    Quando impareremo che gli artisti di strada sono (nella maggior parte dei casi) dei professionisti, con una formazione professionale alle spalle, che fanno dell’arte e degli spettacoli il loro lavoro?

    Spero che il personaggio in questione, possa leggere le mie parole, e riflettere due volte prima di agire per una categoria a cui non appartiene.

    E spero anche che in futuro ComoZero smetta di dare voce a queste figure, che niente hanno a che fare con l’arte e gli artisti di strada.

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