Attualità

Migranti e reati. Il procuratore Piacente: “Nessun allarme, percezione usata per intenzioni politiche”

Uno degli assiomi politici più efficaci, asso nella manica estratto spesso in periodi di campagna elettorale, è ipotizzare un rapporto tra immigrazione e criminalità. La prima in rapporto direttamente proporzionale alla seconda, s’intende.

La correlazione tra i due fattori è esemplarmente riassunta nel Decreto Sicurezza recentemente approvato in Senato che, nonostante il nome, ha un’ampia sezione che mira a riformare la gestione dei fenomeni migratori.

A due anni dalla crisi migranti della Stazione San Giovanni e dal passaggio di centinaia di richiedenti asilo per la città, si può dare ragione a chi vede in una più ampia accoglienza l’origine di una società violenta? Ne abbiamo parlato con il Procuratore capo della Repubblica di Como, Nicola Piacente, a margine dell’iniziativa “Como Porta d’Europa. Frontiere del diritto dell’immigrazione e diritti umani al confino”, promossa dall’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti e svolta il 9 novembre a Villa Gallia. Un modo per fare maggiore chiarezza sulla relazione tra i flussi migratori degli ultimi due anni e i reati nel territorio di Como (per approfondire: Meno protezione e minore accoglienza: i numeri dell’emergenza migranti a Como)

Procuratore, quale è stato l’impatto delle ondate migratorie degli scorsi due anni sul crimine comasco?
Como è 29esima per numero di richiedenti asilo in Italia. Per dare un’idea siamo dopo alcune piccole città del Sud. Gli stranieri extracomunitari sono coinvolti nel 10% dei reati totali commessi nel nostro territorio – meno dei cittadini comunitari.
In generali i cittadini extracomunitari, rispetto ai corrispettivi italiani, sono coinvolti in furti, sfruttamento della prostituzione e agevolazione dell’immigrazione clandestina.

Come possiamo interpretare questi dati?
In generale non c’è nessun allarme. Guardando agli anni passati non c’è un aumento particolare della delinquenza in relazione al fenomeno migratorio.
La riflessione che possiamo fare è che la maggior parte dei reati, tra chi non è cittadino comunitario, viene commessa da persone che sono in una situazione di irregolarità, [chi non ha ottenuto un permesso di soggiorno o una forma di protezione, Ndr]. È il caso dello spaccio di droghe leggere al dettaglio nei pressi del Monumento ai Caduti.

C’è però una tendenza tra la popolazione a collegare la presenza di stranieri a un aumento del crimine…
La percezione del pubblico è rispettabile ma difficilmente governabile. Da magistrato, però, io ragiono sulla base di prove. La nazionalità non connota il reato.
I terroristi sicuramente non arrivano nel Paese tramite gli sbarchi, per dirne una. La percezione tra immigrazione e illegalità viene da un modo di raccontare episodi criminosi, da un deficit di informazione o di informazione che viene utilizzata per intenzioni politiche È più importante raccontare una rapina invece che la nazionalità della persone che la commette? È quello che troviamo nell’articolo 3 della Costituzione.

Le spinte migratorie che sono passate per Como hanno messo in luce tratti estremi della società locale. Come Forza Nuova o No Borders che si sono fronteggiati negli anni scorsi. Che tipo di monitoraggio si sta facendo su questo tipo di realtà?
Il fenomeno migratorio ha sicuramente portato in luce dei focolai di tensione tra gruppi diversi. Si fa monitoraggio su tutto il territorio di striscioni e scritte politiche da per tenere il polso della situazione. Ci dovrebbe essere lo stesso tipo di controllo online, dove gli utenti postano contenuti appositamente perché vengano visti.  Lo stesso discorso si fa per i fenomeni di radicalizzazione religiosa che, ricordiamo, sono avvenuti dopo l’arrivo in Italia.

Tornando alla questione irregolarità, tante associazioni comasche hanno parlato nel Decreto Sicurezza come un provvedimento in grado di far aumentare i casi di migranti resi irregolari a seguito di un iter di richiesta di protezione…

Guardi, io preferisco parlare di quello che è stato piuttosto che di quello che sarà. Non ci sono ancora abbastanza elementi per poter dire cosa accadrà in futuro. Bisogna riparlarne tra qualche anno.

  1. mssmm

    e me lo dite adesso che ho assunto i Belphegor al completo ? TUTTI GABBATI !

  2. Gioele

    La percezione sul tema “immigrati” è molto diversa dalla realtà.
    Se si leggono con attenzione i dati pubblicati da ISTAT, si scoprono aspetti ancora più interessanti relativamente al contributo positivo, mai sufficientemente pubblicizzato, che hanno gli immigrati nel contesto economico nazionale.
    La propaganda della Lega sull’immigrazione nasconde pochezza di soluzioni politiche e manifesta le stesse discriminazioni che in passato sono state rivolte agli immigrati meridionali.
    Speriamo che questi sciocchi pregiudizi siano cancellati da una seria informazione.

  3. G.

    Mi permetto di riportare questo link della concorrenza, perché l’informazione veritiera e obiettiva è propria di ogni stato democratico:
    quicomo.it/cronaca/donna-aggredita-piazza-san-rocco-como.html
    Nella Costituzione si legge altresì che la sovranità appartiene al popolo nei limiti e nelle forme stabilite dalla stessa legge fondamentale (art. 1); che i magistrati sono soggetti soltanto alla legge (art. 101); che lo straniero ha diritto di asilo secondo le condizioni stabilite dalla legge (art. 10); che è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano, di fatto, l’eguaglianza di tutti i CITTADINI (art. 3); che tutti i CITTADINI hanno diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio della repubblica salvo le limitazioni stabilite dalla legge per motivi di sanità o di sicurezza (art. 16).
    In definitiva la Costituzione garantisce a TUTTI il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo (art. 2); ma distingue la condizione giuridica dello straniero da quella del cittadino facente parte o no della Nazione.

    • Gioele

      Ieri il Giornale (un giornale che appoggia le politiche xenofobe) e altri quotidiani riportavano la notizia di una rapina a una farmacia nella vicina Turate: il rapinatore armato di pistola è italiano, i due operai che l’hanno sventata, sono marocchini.
      Il pregiudizio non mi fa dire che tutti gli italiani sono rapinatori e tutti i marocchini sono onesti! Allo stesso modo non bisogna pensare che la.delinquenza venga sempre da lontano.

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