Attualità

Museo Giovio: porte chiuse, infiltrazioni e sale inagibili. Ma rinasce il Ninfeo

La maledizione del Tempio sembra aver colpito anche un altro luogo simbolo della città: il Museo Archeologico Paolo Giovio. A settembre dell’anno scorso, nel silenzio generale, due sale erano state chiuse per problemi di stabilità della soletta.

Oggi, a 10 mesi di distanza, le sale rimangono inagibili (una parzialmente e una, interessata anche da infiltrazioni dal tetto, completamente transennata) senza alcuna comunicazione ufficiale in merito ai tempi di intervento.

Una notizia positiva però c’è: dopo 5 anni dalla presentazione del progetto da parte dell’Accademia Pliniana, e con il finanziamento della Fondazione della Comunità Comasca (30 mila euro) a rischio, sono state finalmente posizionate le balaustre sulla scalinata del Ninfeo, ora fruibile in piena sicurezza.

“Pur avendo proposto e co-finanziato il progetto, né noi né la Fondazione siamo stati avvisati – commenta Massimiliano Mondelli, presidente dell’Accademia Pliniana – sono comunque felice che Como si possa riappropriare di uno dei suoi luoghi più significativi”

E ora? “Con la passata amministrazione, si pensava a una convenzione per eventi culturali di alto livello – spiega Mondelli – riproporremo l’idea nella speranza che si possa utilizzare al più presto questo bellissimo luogo”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. periferico

    sale inagibili, infiltrazioni e problemi di stabilità soletta e i reperti sono ancora attualmente posizionati in queste sale…?

  2. Bene, ora si renda fruibile anche il giardino sopra le mura e il suo platano monumentale (che in pochi conoscono e che viene per nulla valorizzato) in modo da essere un valore aggiunto di attrazione

  3. Vorrei segnalare che il ninfeo non è accessibile neppure nella parte confinata alla scalinata. Le addette alla biglietteria dicono che “aspettano il via libera dagli uffici”. E aspettiamo…

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