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Museo Giovio, tutto confermato: niente certificato antincendio. Attivata la procura

Copione rispettato: sillaba e capoverso.

Nei giorni scorsi anticipavamo una grana piuttosto grossa (per quanto ampiamente diffusa nell’ambito degli edifici di proprietà pubblica e, certo, non solo dalle nostre parti) per il Comune di Como.

Il museo Giovio non possiede, ed è molto grave, uno dei principali requisiti necessari a definire la sicurezza: il Certificato di Prevenzione Incendi.

Ne abbiamo parlato abbondantemente e con dovizia di dettaglio, qui:

Niente certificato antincendio: clamoroso rischio chiusura per il Museo Giovio 

Ebbene, lunedì (16 settembre) l’indiscrezione è stata confermata da una Pec arrivata a Palazzo.

I Vigili del Fuoco hanno vergato nero su bianco: “Questo comando ha riscontrato la mancata presentazione della prescritta segnalazione certificata d’inizio attività ai fini antincendio, l’attività non risulta pertanto autorizzata ai fini della prevenzione incendi“.

La missiva è stata indirizzata alla Prefettura, al sindaco, Mario Landriscina, e ai dirigenti responsabili Antonietta Marciano (Cultura) e Andrea Pozzi (Opere Pubbliche).

Contestualmente lo stesso documento è arrivato in procura dove, dunque, è stata de facto comunicata notizia di reato.

Atto dovuto, ovviamente, ma c’è tempo.

L’iter prevede infatti che si apra un procedimento di infrazione a carico dei responsabili del Museo (Marciano e Pozzi, appunto), atto che però potrà chiudersi, agevolmente, in sei mesi (massimo un anno in caso di proroghe) se il motivo del reato andrà a scomparire, vale a dire se l’amministrazione si attiverà per ottenere la certificazione.

Rischio chiusura nel frattempo? Tecnicamente, sì. Ma, in attesa di un intervento definitivo sul fronte antincendio, il Cernezzi può muoversi al volo con misure tampone e pecette temporanee. Cosa che peraltro è stata fatta, per esempio, in diverse scuole comunali.

Il caso Giovio non è certo isolato, si diceva: in tutta Italia si contano a migliaia gli stabili (statali, regionali, provinciali o comunali) nelle stesse condizioni.

Detto questo non è strumentale sottolineare il valore simbolico di questo pasticciaccio brutto: stiamo parlando di uno dei luoghi simbolo della Storia e della Cultura comasche.

Non di uno stipo per le scope.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

3 Commenti

  1. Ormai sembra che lo facciano apposta! In ogni caso, questa volta si può spezzare una lancia a favore del “buon” Sindaco. Invece, una tiratina d’orecchie ai Dirigenti responsabili degli uffici e agli Assessori che non vigilano sarebbe doverosa. Povero “buon” Sindaco questa gliela potevano evitare!

  2. Non sono un fanatico dei musei, mi annoiano a morte, ma ho visitato decine di volte la sezione Golasecca, i ns pellerossa di etnia blu che praticavano l’incinerazione ?

  3. Non ci meritiamo niente. Chiudiamo i battenti. Dichiariamo il fallimento. Basta. Viviamo in agonia. Facciamoci un decennio sabbatico poi proviamo a ripartire…

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