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Nel giorno della verità politica, l’intervista integrale a De Santis: “Ticosa, decida la città”

Nel giorno in cui è prevista la riunione della maggioranza di centrodestra sul progetto per l’area Ticosa presentato al sindaco Mario Landriscina dai privati, pubblichiamo l’articolo apparso su ComoZero settimanale cartaceo distribuito negli oltre 100 totem diffusi per la città a partire dallo scorso 11 gennaio. Si tratta dall’intervista all’imprenditore Paolo De Santis che, in rappresentanza dell’associazione Officina Como, ha portato avanti la proposta.

“Ora tocca alla città decidere”.

Paolo De Santis – megaimprenditore alberghiero, ex presidente della Camera di Commercio, sostanziale ideatore di ComoNext giusto per citare tre esempi – stavolta l’ha fatta grossa. In primavera ha fondato l’associazione “Officina Como”, dove ha riunito gran parte del gotha imprenditoriale, culturale, professionale e anche molto politico della città.

Poi, ieri, è andato a Palazzo Cernezzi, nell’ufficio del sindaco Mario Landriscina, e ha portato il frutto di quel primo passo: un progetto per fare dell’area Ticosa – tuttora una spianata brulla senza destinazione definita – un Hub della creatività con una piccola ComoNext al suo interno, residenze per studenti universitari e (in parte) edilizia sociale, verde e parcheggi. E nella Santarella una sorta di “casa delle arti”.

Per dare corpo al masterplan, con l’imprenditore erano al tavolo anche altri “big”: dal presidente di ComoNext, Enrico Lironi, al numero uno di Fondazione Volta, Luca Levrini, passando per una rappresentanza di Fondazione Cariplo e Cassa Depositi e Prestiti (che già ai tempi del progetto Multi per la Ticosa, si disse pronta a sostenere economicamente la parte di housing sociale, ndr).

“Ci stavamo lavorando da mesi – spiega De Santis – i tempi erano maturi per parlarne con il Comune. In una Como in forte cambiamento, con la manifattura tessile che ha lasciato il capoluogo e il sogno dell’università in fase di stallo dopo un trentennio di grandi investimenti, nemmeno il turismo in forte sviluppo può garantire il futuro a tutta la città”.

Da qui, ecco l’idea e la proposta progettuale di massima localizzata nell’area Ticosa: “Un Hub o Polo della creatività, per riportare qui i giovani (500 il numero ventilato, ndr) che fanno impresa, che sviluppano le professioni, che si cimentano nell’arte, nella musica, nel design, nella moda, nell’architettura. Un centro di attrazione per una città che, da qualche tempo, per i giovani attrattiva non è più”.

Una piccola ComoNext in convalle, insomma, sul modello dell’incubatore d’impresa ad alta tecnologia nato a Lomazzo, nell’ex Cotonificio.

“Il secondo pilastro – aggiunge De Santis – è un forte investimento nell’housing sociale (si ipotizzano 200 alloggi, ndr) inteso come residenze che si integrino con l’università vicina e iniettino energia anche nel sistema accademico comasco. Spazi commerciali? Sì, sono previsti, ma a servizio dell’insieme. Così come i parcheggi, anche a uso pubblico (nessuna cifra ma si ipotizza un numero tra 600 e 900, come nel progetto Multi del 2015, ndr)”.

“Ora il Comune darà una risposta, il sindaco mi è parso interessato – chiude De Santis – Spero che la politica e la città aprano il cuore e nasca una forte condivisione. Non dettiamo i tempi a nessuno, però”.

  1. l’armando

    Oh, la mia sempre indenne e cristallina speranza di trovare qualche anima che intenda amare e rivalutare la nostra bella bomboniera – città con carillon lacustre che accarezza
    i timpani.
    Noto, destandomi dal torpore di un sonno indotto da parole già ascoltate, che nulla cambia:
    tutto come prima.
    Le proprietà comunali rimangono intonse (sempre tendenti al degrado) le vie idem, e non si intravvede tra la “scighera” ancorché diradata,un incontro pubblico- privato che desideri donare un maquillage recuperante- restaurante dell’urbe.

  2. Leopold Bloom

    Non potrebbe fare anche il sindaco? Almeno è uno capace.

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