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Nonna Pina, i nipoti di Babbo Natale e quel dono che apre il cuore: Arlecchino a Teatro

C’è qualcosa di più segreto di un desiderio scritto sulla letterina per Babbo Natale? Probabilmente no. E quella letterina la può aprire solo lui o, al limite, i Nipoti di Babbo Natale. E chi sono? Persone qualsiasi che, un giorno, tra i mille regali da fare a chi amano (e a chi “se no si offende”) hanno deciso di esaudire anche i desideri di perfetti sconosciuti, persone anziane ricoverate in casa di riposo che hanno affidato i propri sogni all’Associazione Un Sorriso in Più Onlus.

Ph: Norman Rinaldi

Desideri diversissimi tra loro ma accomunati da un’unica cosa: tornare, anche solo per qualche minuto, a fare quello che facevano “prima”. Prima di invecchiare, di non stare bene, di non poter più disporre liberamente del proprio tempo, del proprio corpo e dei propri sogni che, magari, sono ancora lì da realizzare. Perché, spesso la vera medicina di cui le persone anziane (e non solo) hanno bisogno è proprio questa: continuare a realizzare i propri sogni.

Ph: Diego Ciminaghi

“Abbiamo iniziato con le 7 strutture con cui collaboriamo – racconta Laura Bricola, responsabile dell’Associazione – e con una quarantina di desideri che abbiamo pubblicato online” che sono andati subito a ruba. “Abbiamo avuto oltre 30 mila contatti – spiega – e a oggi i desideri realizzati sono circa 450 con oltre 40 strutture coinvolte in tutta Italia. Ed è capitato spesso che ci fossero più donatori interessati allo stesso desiderio”. E in quel caso? “Chi arriva primo prenota il desiderio e qualcuno, purtroppo, rimane deluso”.

Ph: Diego Ciminaghi

Finché non è arrivata una lettera che diceva più o meno così: “Caro Babbo Natale, mi piacerebbe tornare al Piccolo a vedere uno spettacolo di Strehler” scritta da Giuseppina Corbella, ricoverata nella Casa Albergo di Lomazzo, che, dietro a un sorriso dolce e ai modi gentili, nasconde un’energia che nessuna sedia a rotelle riesce a trattenere: “Ho visto il mio primo spettacolo al Piccolo. Era la Tempesta di Shakespeare – racconta, mentre i suoi occhi si illuminano – Sono rimasta folgorata e non ho più smesso di andare a teatro”.

Piccolo Teatro architettoniche. Foto ©Masiar Pasquali

Erano gli anni ‘60 e Giuseppina andava in ufficio nascondendo in una borsa le scarpe con i tacchi “finito il lavoro, mi cambiavo e andavo a Milano in macchina con gli amici. Ho anche lasciato un fidanzato perché non gli piaceva il teatro (e anche perché era milanista, aggiunge ridendo)”.

Ph: Norman Rinaldi

E poi? “Ho scelto di assistere per oltre 10 anni mia mamma malata e non sono più riuscita ad andarci. L’ultimo spettacolo che ho visto è stato Arlecchino servitore di due padroni”.

Giuseppina ama Mozart, Freeda Khalo e i libri di Etty Hillesum (non due donne a caso), insomma ama la grazia, la forza e l’intensità, eppure si lascia andare a una punta d’amarezza inaspettata: “Un tempo dipingevo quadri astratti, raccontavo i sentimenti.

Ph: Diego Ciminaghi

Qui dentro ho smesso, non ci riesco più. Sono bloccata”. Per fortuna il suo desiderio è stato più forte di ogni sconforto (potevamo aspettarci il contrario?) perché non solo è arrivato a ben due Nipoti di Babbo Natale contemporaneamente (un’attrice comasca e il Piccolo Teatro di Milano, entrambi intenzionati ad esaudirlo), ma, in barba alla regola del “chi primo arriva”, è riuscito a mettere d’accordo i due donatori che, proprio in questi giorni, tra abbracci, lacrime di gioia (tante) e la bellissima richiesta di non fare nomi (“perché i regali si fanno in silenzio”) hanno portato a Giuseppina tre biglietti per assistere, proprio all’Arlecchino.

Desiderio esaudito, auguri e arrivederci? Non con Giuseppina che, probabilmente si era già capito, è una persona fuori dall’ordinario “Mai mi sarei aspettata tanto – ha commentato emozionata – Voi continuate a farmi dei gran complimenti ma io in realtà ho un lato oscuro che ora vi devo rivelare – pausa, silenzio, un brivido tra i presenti (addio magia del Natale?) – A volte guardo il programma di Maria De Filippi”. Ecco il più bel ringraziamento: aver voglia di sorridere.

Ps. Ma se i veri regali si fanno in silenzio, perché lo raccontate? Perché ci sono tante persone come Giuseppina che hanno desideri nascosti ancora da realizzare. E tante persone che hanno la possibilità di aiutarli a farlo (donatori ma, prima di tutto, case di riposo che possono partecipare a questa iniziativa). E magari questo è un piccolo modo per far sì che, l’anno prossimo, i desideri realizzati siano ancora di più. E, visto l’enorme successo, l’iniziativa Nipoti di Babbo Natale proseguirà anche dopo le feste. I desideri ancora da realizzare sono consultabili sul sito nipotidibabbonatale.it

 Il pezzo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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