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L’ombra Esselunga. Ponte Chiasso, tra i banconi di frontiera: “Noi resistiamo, senza paura”

Quello di Ponte Chiasso è uno strano caso. Perché in quel quartiere che è Como senza i pregi della convalle e quasi Svizzera senza l’inappuntabile ordine elvetico convivono tre anime.

E l’annuncio (esaltante o angosciante?) di una possibile futura apertura di una maxi Esselunga sull’area ex Lechler le ha risvegliate tutte.

C’è quella di chi, per non saper né leggere né scrivere, ha chiuso bottega e si è tirato fuori, c’è quella che incrocia le dita e si prepara all’ennesimo colpo al cuore e c’è quella sicura di sé che, lancia in resta, è pronta a tenere testa al 3×2 e al sottocosto.

E così, caso fortuito o fuga strategica è impossibile dirlo, lungo il rettilineo che porta in dogana, in pochissimo tempo hanno chiuso entrambi i fruttivendoli. Scelte di vita? Ansia da centro commerciale?

Impossibile dirlo, quel che è certo è che nessuno ha pensato di proseguire con questo genere di attività e così tra costine e trita scelta, nella Macelleria Bianchi è spuntata un po’ di frutta e verdura per chi non ce la fa ad arrivare fino al supermercato più vicino.

Un servizio in più ai clienti ma non abbastanza per tranquillizzare Lorenzo Gagiardo che, con moglie e figlio, gestisce il negozio: “Ogni albero fa la propria ombra e porta via un pezzetto di sole – racconta con aria rassegnata – abbiamo risentito dell’apertura del Bennet, del Gran Mercato e dell’Iperal.

Già mancano i parcheggi, un nuovo supermercato proprio qui a sarebbe un altro colpo per la nostra attività e sarebbe un vero peccato chiudere, per il quartiere e anche per mio figlio che vorrebbe continuare”. E a poco potrebbe, secondo lui, la qualità dei suoi prodotti: “Alla fine chi è già lì a fare la spesa si accontenterebbe, anche se magari la carne è meno buona”.

Ma nel nome del potere della qualità contro l’offertissima e del sorriso contro i punti Fragola, ecco risvegliarsi la terza anima di questo quartiere, quella che non solo non si spaventa ma, anzi, sembra quasi non vedere l’ora di dimostrare che, alla fine, contro il gigante Golia ha vinto quel piccoletto sveglio di Davide.

“Ho aperto quattro anni fa – racconta Alessandro Peverelli mentre serve i clienti da dietro il bancone della Bottega della Carne – da quando ha chiuso l’ultimo fruttivendolo vendiamo anche un po’ di frutta e verdura e qualche articolo da scaffale ma solo per offrire un servizio alle donnette del quartiere”.

E se aprisse Esselunga? “Non mi fa paura – risponde sorridendo mentre si offre di consegnare il pane a casa a una cliente – un supermercato non potrà mai offrire il servizio e la qualità di un negozio. E poi io vendo vini piemontesi e formaggi che non si trovano nella grande distribuzione e i miei salumi vengono prodotti da un salumificio artigianale. Poi se uno vuole comprare lo zampone per Capodanno a 1,99 euro faccia pure, ma sa quello che mangia”.

A fargli eco, alzando il tiro, è Anna Ciuffreda che, con il marito Michele, pugliese doc, gestisce da 10 anni L’angolo dei sapori, a due passi dalla dogana.

Qui, tra mazzi di origano, trecce di aglio, cesti di taralli, affettati e formaggi, fare la spesa è quanto di più lontano dalla cassa self si possa immaginare: “Da noi non si prende il numero, non siamo mica in Posta – dice Anna ridendo mentre affetta una quantità infinita di mortadella per imbottire i panini di un cliente (“Che da noi la paghi 2 euro al chilo ma assaggiala e senti la differenza”) – e se a uno mancano i soldi per pagare me li porta domani, non gli faccio lasciare qui la spesa. E c’è chi entra anche solo per scambiare due parole e un sorriso”.

L’antidoto contro ogni grande distribuzione, si direbbe. “Potrebbero anche aprire qui davanti – dice con l’aria di quella che non scherza – per noi non è un problema, non temiamo la concorrenza”.

Perché secondo lei, alla fine, i clienti non mancheranno mai: “La qualità e il rapporto umano pagano sempre. Poi ovviamente andranno a comprare il detersivo all’Esselunga ma dove trovano prodotti freschi come i nostri?”.

E come è possibile contraddirla mentre, caterpillar sorridente, spiega a un cliente che, no, la ricotta oggi no non c’è ma nel frattempo non può assolutamente uscire senza quei bocconcini di mozzarella di bufala freschissimi?

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Forza, la qualità non la trovi con i punti fragola, i loro prodotti sono veramente genuini

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