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Palomba al veleno di capitan Dato: “Como Nuoto abusiva. Bene pubblico o affari di famiglia?”

E’ una guerra fratricida quella che si consuma fra le vasche. Nuovo capitolo nella vicenda che da ormai un anno vede contrapposte due società sportive. L’ultimo passaggio, fondamentale, ha visto Pallanuoto Como, società guidata dall’ex pupillo di vial Geno, Giovanni Dato, vincere il ricorso che ha portato all’annullamento del bando che lo scorso 27 settembre ha visto riassegnare la struttura a Como Nuoto.

Piscina di viale Geno, nessuno tsunami in vasca: ha vinto la ComoNuoto

Le vasche in secca per Como Nuoto. Pallanuoto Como vince il ricorso. Bando annullato 

In mezzo mille rivoli dettagli e reazioni:

COMO NUOTO E PALLANUOTO COMO: TUTTE LE CRONACHE

Tra i diversi passaggi da segnalare il chiarissimo intervento di Patrizia Maesani in consiglio comunale:

Como Nuoto, Maesani: “Concessione scaduta, impianti non a norma. Se capita un incidente?” 

Affatto un caso, dunque, che una manciata di giorni dopo arrivi la durissima presa di posizione di Dato. Con la prassi (ormai una cifra dell’ex capitano) del video messaggio urbi et orbi, sferra attacchi durissimi agli ex amici. “Il gestore di viale Geno – accusa – non ha alcun titolo per occupare quegli spazi e nella persona del presidente Bulgheroni ha detto a messo stampa che la struttura non è a norma è che faranno dei lavori pur non avendo alcun titolo per farli e poi proveranno ad accomodarsi col Comune, ma cos’è una cosa gestita in famiglia o un bene pubblico di proprietà dei comaschi che deve rispettare le norme pubbliche?!”

E ancora: “Se le cose son fatte così, secondo le regole dal primo che si fa avanti: perché non può farli una qualsiasi associazione di como questi presunti lavori e trascorrere la stagione nella struttura. Una struttura non a norma, senza accesso a norma per disabili, senza vie di fuga e uscite di sicurezza a norma. Una struttura su cui si sta lucrando tramite gli abbonamenti e gli accessi”.

“I nostri legali – conclude – hanno chiesto delucidazioni all’amministrazione, ancora attendiamo risposta. Nel frattempo, dunque: a Como se occupi abusivamente una struttura pubblica e annunci che ci farai dei lavori secondo tua discrezione e la apri al pubblico (soli ai tuoi soci) anche se non è a norma nessuno si scandalizza. Anche se quel bene è dei comaschi e i comaschi non possono accedervi”.

ECCO I PASSAGGI CENTRALI IN SINTESI

Dedico pochi secondi a una vicenda di cui volenti o nolenti siamo protagonisti e per cui veniamo continuamente stimolato dalla cittadinanza, una dichiarazione ufficiale a questo punto ci sembrava obbligata. Qualche mese fa è stato istituito il bando per l’assegnazione dell’impianto sportivo di viale Geno. I partecipanti erano due, noi e Como Nuoto, vecchio gestore rimasto nella struttura nonostante la concessione sia scaduta nel 2016. Il bando è stato annullato dal TAR, sono in corso dei ricorsi al Consiglio di Stato ma come andrà a finire l’assegnazione oggi è un dettaglio. La notizia che molti comaschi non comprendono è quella che vede la Como Nuoto ancora all’interno degli spazi comunali, assolutamente senza alcun titolo. La concessione è infatti scaduta bel 2016, anche una proroga che NON C’è, perché nessuno in Comune si è ancora assunto la responsabilità legale e penale di firmare l’apertura di un luogo pubblico per stessa ammissione dell’amministrazione e degli attuali occupanti fuori norma, anche una proroga venisse pensata, dicevano, sarebbe una proroga data a una concessione scaduta da circa tre anni.

Di fatto le notizie sono due: qualora viale Geno restasse aperto sarebbe un precedente incredibile anche perle tutte le altre strutture comunali: scade la concessione, io occupo e nessuno mi dice nulla.

Due: al momento il gestore di viale Geno non ha alcun titolo per occupare quegli spazi e nella persona del presidente Bulgheroni ha detto a messo stampa che la struttura non è a norma è che faranno dei lavori pur non avendo alcun titolo per farli e poi proveranno ad accomodarsi col Comune, ma cos’è una cosa gestita in famiglia o un bene pubblico di proprietà dei comaschi che deve rispettare le norme pubbliche?!

Inoltre se le cose son fatte così, secondo le regole dal primo che si fa avanti: perché non può farli una qualsiasi associazione di como questi presunti lavori e trascorrere la stagione nella struttura. Una struttura non a norma, senza accesso a norma per disabili, senza vie di fuga e uscite di sicurezza a norma. Una struttura su cui si sta lucrando tramite gli abbonamenti e gli accessi.

I nostri legali hanno chiesto delucidazioni all’amministrazione, ancora attendiamo risposta. Nel frattempo, dunque: a Como se occupi abusivamente una struttura pubblica e annunci che ci farai dei lavori secondo tua discrezione e la apri al pubblico (soli ai tuoi soci) anche se non è a norma nessuno si scandalizza. Anche se quel bene è dei comaschi e i comaschi non possono accedervi.

 

  1. Nic Butti

    ciao Nanni,
    vorrei ricordare a te ed ai lettori che se non fosse stato per l’associazione sportiva Como Nuoto:
    1. quell’angolo del nostro lago sarebbe ancora un qualunque angolo di lago (come 101 anni fa)
    2. tu non sapresti nuotare.
    Capisco le tue argomentazioni simil-giuridiche e concordo sull’incapacita’ del Comune di gestire questa faccenda, ma per cortesia non infangare il nome della Como Nuoto.

    Saluti,
    Nic Butti

  2. Pisel

    Sono lontano dalla Como Nuoto da anni e all’estero.
    Leggo questi interventi con una tristezza profonda… una lotta di potere di uomini piccini che infanga una societa’ storica che ha insegnato a nuotare e magari anche un po’ a stare al mondo….
    Certo erano i Bazzi, i Cattino, i Porta… differenti dai messaggeri online…
    Tristezza

    Pisel

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