Attualità

Panchine, siepi, tavolini, cartelli: via Anzani, così il coprifuoco sta cambiando un quartiere

E’ certamente vero: questa mattina, complice il maltempo e forse anche il ponte festivo, tutto si respirava in via Anzani e in via Magenta tranne che un’aria di terrore o di oppressione militare. A un residente o un passante qualsiasi la vita del quartiere si manifestava in forma placida, quasi assonnata, certamente tranquilla.

Ma può bastare questa istantanea per archiviare polemiche, coprifuoco per le attività e magari anche qualche titolaccio giornalistico alla voce “montatura”? Parrebbe di no, se soltanto si volesse guardare dietro la patina morbida che appare.

Il quartiere che ha il suo snodo centrale all’incrocio è già cambiato. Silenziosamente, senza gli eccessi finiti nell’ordinanza condivisa tra Comune e Prefettura per far chiudere alle 18 tre attività. Ma è cambiato. Per piccoli dettagli visibili, che però nel loro significato così piccoli nemmeno sono.

Prendiamo la zona attorno all’edicola, che poi si prolunga in uno stretto vialetto con qualche seduta e tanto verde attorno. Lì, il Comune di Como ha già fatto togliere una panchina, proprio come accadde un anno fa in piazza San Rocco. Ora lo stesso spazio è occupato da motorini posteggiati.

L’obiettivo? Ridurre al minimo le possibilità che i presunti autori di risse e disturbi vari possano permanere a lungo sotto finestre e balconi della palazzina di fronte.

La stessa palazzina dove, nei giorni caldissimi del coprifuoco, è apparso un cartello appeso a uno dei cancelletti d’accesso. Messaggio visibile in mille altri condomini, senza dubbio, ma dove il “fattore sicurezza” per la gestione minima dell’entrata è determinante.
Oggi, poi, il terzo tassello di modifica minuta ma costante del connotato della zona. Nonostante la pioggerella cadente, un paio di giardineri erano al lavoro per potare di una ampia manciata di centimetri la siepe tra l’edicola, il già citato cancelletto e il vialetto.

Un mix rivelato senza incertezze dagli abitanti: normale manutenzione del verde ma anche intento di ridurre al minimo le zona seminascoste in zona, i possibili ripari poco visibili e riparati dagli sguardi. La ragione? “Meno assembramenti sotto case, meno bottiglie e rifiuti abbandonati nel verde come eredità di ogni notte”, dicono a mezza voce gli abitanti.

Cambia, lentamente e senza clamori, via Anzani. E’ novembre, sorseggiare caffè o crodini all’aperto è sempre meno possibile. Eppure non è questa la ragione unica per cui sono improvvisamente spariti i tavolini all’aperto del Bar Maiorca, una delle tre attività – assieme all’Alimentari asiatico e alla vicina sala scommesse – a cui è stato imposto il coprifuoco alle 18.

L’indicazione è arrivata sia dall’amministrazione comunale sia dal legale stesso dei giovani esercenti: meglio dimostrare in ogni modo possibile la volontà di incidere sugli assembramenti da cui – recita la famosa ordinanza – sarebbe scaturito il pandemonio che nei mesi scorsi ha portato le forze dell’ordine a intervenire quasi ogni sera nell’area.

Giusto che un bar che paga l’occupazione di suolo pubblico e già perderà una larga fetta di fatturato per la chiusura anticipata, rinunci ad altro ancora per “dare un bel segnale”? Dilemma autentico.

Infine, esattamente lungo il marciapiede che da via Anzani porta in via Leoni – dove affacciano le altre due attività silenziate a mezza sera – ecco la piccola selva di cartelli, vergati a toni cordiali ma perentori: “Lasciare libero il passaggio per i pedoni e le carrozzine”, in rosso vivace.

I primi sono apparsi già tempo fa, gli ultimi sono pulitissimi e custoditi da copertine trasparenti di plastica.

Panchine, siepi, tavolini, cartelli. Così cambia pelle un quartiere per sfuggire al suo momento più buio. Basterà, questo maquillage, tra 20 giorni, quando il coprifuoco sarà finito?

  1. Laura Marini

    È questo sarebbe un maquillage? Andrebbero almeno rivendicare le saracinesche dei negozi e dell’edicola…

  2. Sonia

    CI si dimentica di precisare o forse non si è a conoscenza, che la panchina è stata rimossa perché ricurva e scementata nel suo appoggio precario e pericoloso (ci sono le foto che lo dimostrano)
    Il lavoro di potatura viene programmato e fa parte della manutenzione ordinaria

  3. Laura

    Intendevo “riverniciate” le saracinesche dell’edicola e dei negozi.

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata