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Patenti: 6 milioni di Iva da restituire per scuole e privati. Denuncia DC: “Rischio per tutto il Comasco”

Chi ha conseguito la patente di guida dopo il 1 gennaio 2015 potrebbe dover ripagare il 22% del totale speso per lezioni ed esame. Questo è l’allarme lanciato da Chiara Catelli, promotore della Democrazia Cristiana della Bassa Comasca, e Luigi Bottone, segretario provinciale.

Come spiegato in una nota stampa rilasciata questo pomeriggio, un provvedimento della sentenza della Corte di Giustizia Ue del 2019 (C-449/17) e della
risoluzione del 2 settembre dell’Agenzia delle Entrate ha decretato che le pratiche per il conseguimento della patente di guida non godranno più dell’esenzione Iva anche retroattivamente, dal 2015 a oggi.

Secondo quanto scritto nel comunicato, le autoscuole potrebbero quindi dover ripagare o chiedere ai clienti l’integrazione (pari al 22% del totale) della cifra versata per i
corsi di scuola guida pregressi. Tale provvedimento, purtroppo, non colpirebbe quindi solo i privati ma andrebbe a discapito di tutti i cittadini.

Stando ai dati forniti nel comunicato le patenti rilasciate dal 2014 al 2018 nella provincia di Como sono quasi 40mila, con una spesa media di 700 euro ciascuna e 27 milioni in totale, il cui 22% ammonta a circa 6 milioni di euro, “spalmati” sulle circa 70 autoscuole comasche.

Secondo Catelli e Bottone il rischio è quindi di mettere in ginocchio le scuole del territorio che non si potrebbero permettere di ripagare la somma, che potrebbe essere chiesta, alternativamente, agli ex studenti.

In prospettiva, l’imposizione dell’Iva sulle pratiche future richiederà un sostanziale esborso a chi si prepara a sostenere un esame di guida, portando a ridurre le ore di pratica con conseguenze sulla sicurezza in strada.

 

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