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Piazza De Gasperi silenziata, terzo giorno. Video di un lettore: “Locali aperti a due metri”

Qualcosa non torna. Piazza De Gasperi, ore 23.10. A fianco tutt’altro: ristoranti con persone che cenano quando qui è tutto vuoto. Come mai?”.

Una piccola inquadratura. Una domanda. E’ quella che invia un lettore, evidentemente non molto felice del coprifuoco scattato da giovedì. Due mondi opposti, divisi solo da una sottile lingua d’asfalto.

Abbiamo dato ampio conto delle prime due serate di tenebra e silenzio anticipati:

GIOVEDI’
Ore 23: tenebre in piazza De Gasperi. Se il coprifuoco è una doppia sconfitta

VENERDI’
VIDEO Ore 23. Silenzio in piazza De Gasperi. Ma il resto della città balla e beve: luce, musica

Ma è chiaramente oggi (sabato 23 giugno) il giorno X. La prova, il D day. Indipendentemente dalle opposte ragioni, ambo le parti (residente e esercenti) portano argomenti pesanti e strutturati, è chiaro che le conseguenze della decisione, arrivata dal tribunale di Como dopo le trattative fallite, siano fatto da documentare.

E’ cristallino, lo ribadiamo a scanso di equivocise un giudice ha ritenuto di accogliere le istanze del residente che da anni protesta contro volumi e rumori oltre soglia, se la politica non è riuscita a conciliare, evidentemente vi sono ragioni alla base del contenzioso che non possono essere in alcun modo considerate casuali o peregrine.

Per chi si fosse perso le tappe precedenti: qui tutta la vicenda.

Così stasera, smartphone alla mano, il lettore (non l’unico, sono arrivati a decine i contributi: redazionecomozero@gmail.com) ha voluto raccontare il doppio volto della piazza. Locali chiusi da un lato e, sempre nello stesso quadrilatero, ristoranti aperti.

Non solo il lettore ma anche il primo protagonista della contesa, Carmine Giuliani (portavoce degli esercenti coinvolti), ha filmato la piazza vuota e il capolinea della funicolare con un drenaggio continuo e abbondante di turisti:

Sempre Giuliani, ha immortalato il flusso di turisti e auto sul lungolago:

Stanno arrivando decine di foto, in redazione. Esemplare quella che racconta due turisti su una panchina, con bottiglia nel ghiaccio ancora da finire:

Il resto della città, intanto, prosegue tra turismo e un sabato sera normale.

GALLERY, PIAZZA DE GASPERI QUESTA SERA

Poche ore fa, è intervenuto l’assessore al Commercio, Marco Butti:

Piazza De Gasperi vigili in presidio dalle 20.30. Ira di Butti: “No alla militarizzazione”

Lo stesso assessore, il giorno prima era stato chiarissimo: “Tante piazze De Gasperi sarebbero un disastro epocale per Como, per il turismo e per il tessuto economico, produttivo ed occupazionale”.

Ore 23: tenebre in piazza De Gasperi. Se il coprifuoco è una doppia sconfitta

  1. l’armando

    Ma, il residente che si sente disturbato da un sola attività commerciale non dice nulla ?
    Forse è in atto uno scontro tra persone e non di rumore?

  2. Luigi

    Un residente in piena città turistica si lamenta della troppa vivacità di una città quotidianamente piatta e morta? Un bel paradosso!
    Strano poi che questa “lamentela” venga fuori solo oggi…

  3. Luigi

    ma nessuno che ha ancora suggerito al residente di prendere e andarsene?
    Non lamentiamoci poi che Como è una città morta, che non si faccia mai nulla, … questa storia ha creato un pericolosissimo precedente.
    Per vivere in tutta la tranquillità del mondo ci sono ben altri quartieri cittadini e comuni di cintura. Como città ha il dovere di essere aperta, aperta al mondo, aperta sia ai turisti sia ai cittadini (tutti i comaschi, non solo UN residente), aperta a chi si vuole godere un buon piatto o un drink vista lago, a chi vuole passeggiare,parlare, correre, cantare… aperta alla VITA.
    Per far (ri-)prendere vita al tessuto storico (e non solo turistico) urge invertire diametralmente la rotta, ri-tarare la bussola. Niente chiusure dei locali alle 23 (nella stagione estiva spesso si è ancora a tavola), eventi (serali e non), concerti, mostre, rassegne oltre che una risistemazione e un riassetto generale dei suoi spazi con lungolago e giardini a lago in primis ma di per sè tutto il circondario ne avrebbe bisogno.

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