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Piazza Mazzini, locali alla battaglia del balzello: “Tasse sproporzionate su di noi”

Piazza Mazzini, tonda, stretta nell’angolo delle mura che più volge a Nord-Ovest, con le sue decine di tavoli riuniti attorno al busto bianco del patriota italiano da cui prende il nome, è uno dei luoghi d’elezione per i comaschi in cerca di un aperitivo, specialmente nelle sere d’estate.

In un lunedì mattina di pioggia di un maggio che guarda a novembre, invece, tra i passanti indaffarati che pestano i sanpietrini scuri della piazza, gli ombrelloni chiusi su se stessi, i tavoli e le sedie vuoti restituiscono una sensazione di riviera d’inverno.

Una transenna gialla di plastica, unita a un catarifrangente tondo arancione, è piazzata in mezzo all’accesso alla piazza da via Diaz. Segnala, da diverse settimane, un lastrone di pietra del selciato spaccato e tenuto in posizione da un telo di plastica e una gettata di sabbia.

“È un mese che è così (riferiva una settimana fa, ndr). Parliamo tanto di turismo ma ci ritroviamo con un buco per terra – spiega Andrea Masarati, il gestore del Caffè Mazzini, 20 anni di lavoro in piazza, indicando fuori dalla vetrina del suo locale – la transenna è tra l’altro in mezzo alla carreggiata con il rischio che le macchine si avvicinino troppo ai tavoli, potendo fare male ai clienti”.

Oltre al dettaglio viabilistico, per alcuni dei commercianti che lavorano su piazza Mazzini un buco nel pavimento non sistemato è una metafora di una situazione più complicata, in cui i contributi versati all’amministrazione comunale per l’occupazione di suolo pubblico non corrispondono ad un ritorno effettivo in termini di manutenzione e cura della piazza.

“La tassa è raddoppiata anno su anno per noi – spiega Masarati, il cui locale ha una veranda esterna e alcuni ombrelloni – eppure non sembra corrispondere alla manutenzione dell’aiuola centrale, ad esempio, che è stata rifatta a carico nostro per circa 11mila euro. Gli interventi di sistemazione sono molto rari”.

Roberto Cappelletti, gestore della caffetteria Caffè&Caffè, conferma la sensazione di essere pressati dall’amministrazione senza ottenere un ritorno pratico di decoro, aggiungendo che i criteri di assegnazione delle tariffe di occupazione di suolo pubblico non tengono conto delle differenze tra le vie della città murata.

“Noi siamo tassati come Zona 1 per quanto riguarda l’occupazione di suolo pubblico. Tanto quanto Piazza Duomo o Piazza Cavour senza però avere lo stesso tipo di passaggio. Siamo infatti tagliati fuori dal flusso di persone che attraversano il centro – spiega Cappelletti, ipotizzando una manutenzione più puntuale nelle vie più centrali della città, vista la visibilità, anche turistica – può non sembrare molto ma bastano anche un paio di mesi piovosi come questi uniti all’aumento della tassa di occupazione ed è già un problema entrare nei costi. Certo, non possiamo alzare i prezzi”.

C’è chi, tra gli altri esercenti della piazza, ha preferito non esporsi pur denunciando una certa pressione da parte del Comune, reo di rivolgersi ai commercianti quando si tratta di “fare cassa”, così disincentivando lo spirito d’impresa. Per altri, però, non tutto è oscurità e rovina.

Davide Ballerini, titolare del Vintage, offre un’analisi storica della condizione della piazza, raccontando per esempio come la giunta Lucini raramente avesse preso in considerazione i bisogni della piazza, a confronto dell’amministrazione corrente.

“Ciononostante paghiamo una tassa sproporzionata per la nostra posizione. Quando poi si tratta di andare a fare reclamo perché i servizi di pulizia non vengono forniti in via Olginati (vicolo che collega piazza Mazzini a via Muralto, Ndr) perché l’idropulitrice non riesce a passare e quindi dobbiamo provvedere noi, è difficile trovare un interlocutore in Comune – spiega Davide, ormai da sette anni in piazza – c’è da dire che dovremmo essere noi esercenti a fare gruppo in modo da rendere più forte la nostra voce”.

LA REPLICA Piazza Mazzini, Butti bastone e carota: “Mai ricevute lamentele ma confrontiamoci”

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Ettore

    Mai ricevute lamentele asserisce Butti , diciamo che non e’ mai esistito un archivio storico delle concessioni e costi negli anni.
    Oggi ci si trova a dover aggiornare le concessioni e logicaragionamente I gestori dei locali pubblici si lamentano.
    Poi la drastica situazione dei marciapiedi non ne parliamo se non se ne accorge il Comune a due passi dobbiamo segnalarlo noi cittadini ????
    Mi rendo sempre piu’ conto della nullita’ di questa giunta !!!

  2. Luisa Corti

    Con quello che fan pagare un aperitivo…

  3. giorgio

    Se gli costa troppo potrebbero non chiedere la concessione.. se la chiedono significa che si son fatti i loro conti e gli conviene.

    Piuttosto non si potrebbero levare quelle oscene strutture permanenti che han di fatto reso privata buona parte della piazza?

  4. periferico

    la piazza potrebbe essere molto bella, in realtà c’è solo gran confusione. troppe le sedie ed i tavoli e troppo disordinati. poi, così come in piazza del Gesù, non si capisce come mai ci possano essere automobili parcheggiate…
    l’aiuola con il busto di MAzzini dovrebbe essere liberata dai tavolini e resa nuovamente visibile, con un’adeguata cura del verde. poi è indubbio che non sia possibile, in uno spazio così centrale, avere una transenna per giorni e giorni a segnalare un buco in strada.

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