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Politeama, l’altro. Il cineteatro Manzoni di Albate, ennesimo scandalo cittadino

Non c’è solo il Politeama. A Como c’è un altro ex cine-teatro che per decenni è stato punto di ritrovo dei comaschi. E in particolare, degli albatesi. In via Giovine Italia ad Albate, infatti, ormai da diversi anni è chiuso, abbandonato a se stesso e in disuso il Manzoni, poi diventato negli anni Settanta sede del consiglio di quartiere e a sua volta dell’ex circoscrizione di Albate.

Oggi il portone d’ingresso è sbarrato, i cancelli che danno sul giardino, ormai invaso dalle erbacce, sono chiusi mentre le tapparelle abbassate e i muri scrostati ci ricordano che questo luogo non è più luogo di ritrovo degli albatesi.

Nel 2018 l’ex cine-teatro, che poteva contenere fino a 200 persone, è stato inserito nel Piano delle Alienazioni del Comune di Como con l’obiettivo di venderlo almeno a 270mila euro. Un’iniziativa verso la quale il consigliere comunale Dem Gabriele Guarisco, albatese doc, si è sempre detto contrario, tanto che ha portato in consiglio un emendamento per togliere dal Piano delle Alienazioni l’immobile comunale di via Giovine Italia.

Provvedimento su cui si è detta contraria la maggioranza che sostiene il sindaco Mario Landriscina. Guarisco, a suo tempo aveva commentato: “L’alienazione comporterebbe il venir meno di uno spazio pubblico, senza che ne derivi un beneficio e questo, per la comunità di Albate, è inaccettabile: considerato che con l’approvazione del Piano è prevista la variazione di destinazione urbanistica dell’edificio per fini residenziali, che cosa ci guadagna il quartiere oltre alla probabile presenza di un nuovo condominio?”.

Anche quest’anno la sede dell’ex circoscrizione albatese è nel Piano delle Alienazioni ma, se possibile, il percorso è diventato ancora più lungo. La pratica infatti è ferma perché, trattandosi di un immobile comunale costruito più di 70 anni fa, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio deve decidere se c’è un interesse culturale o meno del bene. L’alienazione quindi è molto probabile slitti al prossimo anno. Resta quindi, almeno per il momento, abbandonato al suo destino.

  1. Non comprendo francamente per quale motivo si debba alienare il teatro di Albate piuttosto che riqualificarlo. Con la penuria di spazi pubblici per conferenza e incontri fuori dalla convalle, la riqualificazione potrebbe essere un punto di partenza per dare più spazio alle periferie. Non comprendo neppure la cifra che è stata posta come obiettivo minimo. 270.000euro per l’area che diventerebbe residenziale mi sembrano molto pochi anche se si lascia in carico all’acquirente la demolizione. Oltre alla perdita di un edificio pubblico, ci sarebbe la beffa di svenderlo….quello visto come è governata la città mi sorprenderebbe un po’ meno.

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