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Pozzoli Food chiede il concordato. Cavalli (Cgil): “50 comaschi a rischio, situazione grave”

Pozzoli Food è una azienda s leader specializzata nella vendita di prodotti ai professionisti della ristorazione e nella vendita diretta, che conta anche 18 punti vendita di cui cinque nel comasco. L’azienda ha depositato richiesta di concordato preventivo con riserva al Tribunale di Monza. L’istanza risale al 31 dicembre, giovedì 2 gennaio il tribunale ha fissato i tradizionali sessanta giorni per la presentazione dei documenti.

“L’obiettivo – assicurano i vertici della Pozzoli contattati dai colleghi del Giornale di Monza – è la continuità aziendale e la salvaguardia dei posti di lavoro. Il piano concordatario, insomma, punta a transitare a traghettare l’azienda fuori da un periodo difficile, seguito ad anni che viceversa avevano registrato ottime performance.

Intanto a Como la Cgil lancia l’allarme:

La Filcams Cgil di Como è preoccupata per i cinquanta lavoratori lariani della Pozzoli Food.
L’impresa ha chiesto il concordato preventivo e ha chiuso sette punti vendita in Lombardia, fra cui quello di Cantù. Negli ultimi anni, l’azienda della Brianza si è ingrandita, arrivando a diciotto punti vendita in Lombardia, di cui cinque sono in provincia di Como, a Erba, Carugo, Mariano Comense, Cantù e Vertemate. Nel Comasco sono impiegati cinquanta lavoratori, duecento in tutta la regione.

C’è grande preoccupazione per la situazione e per le ricadute sui lavoratori e le loro famiglie:  dopo la richiesta di ammissione al concordato preventivo e la chiusura dei sette punti vendita, è stato comunicato che l’azienda procederà a una svendita totale finalizzata alla chiusura di tutti i negozi ad esaurimento merce, in quanto non sussistono più le condizioni economiche per garantire la continuità aziendale. I lavoratori verranno collocati in ferie, in attesa di attivare gli idonei ammortizzatori sociali.

“La situazione è grave ed è necessaria la massima attenzione affinché i lavoratori possano usufruire di tutte le tutele previste dalle normative  – spiega Fabrizio Cavalli, Filcams Cgil Como – come sindacato abbiamo sollecitato l’azienda ad attivarsi immediatamente per l’apertura della cassa integrazione straordinaria, che permetterebbe a tutti i dipendenti di rimanere in azienda auspicando che le trattative in corso per la cessione dei punti vendita ad un altro marchio possano andare a buon fine nel più breve tempo possibile”.

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