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“Quando fate aggiustare il mio orologio?”. Addio signor Mazza, fiorista e guardiano di Porta Torre

Sorrideva, sornione, perché sapeva bene di perpetuare il suo piccolo rito. Un modo per salutarsi, per spezzare e rinnovare un gesto quotidiano messo in scena per moltissimi anni. Però ci credeva davvero.

Così tutti i giorni un colpo d’occhio, un mezzo sorriso e, puntuale: “Eh, tu, quando fate aggiustare il mio orologio? Dillo sui giornali, alla tivù che non funziona”. “Certo signor Mazza, ha ragione! Ci incrociamo domani”. Nessuna accondiscendenza, sui giornali, alla tivù lo abbiamo detto e scritto decine di volte.

Ma niente, suo orologio (quello che campeggia sopra gli archi di Porta Torre) non è mai ripartito. O quasi. Qualche aggiustatina, qualche settimana con l’orario incredibilmente esatto e poi sballava di nuovo (dannato destino di quasi tutte le lancette pubbliche in città).

Lo trovavi lì ben piantato sulla sua sedia, in quel chiosco che era un trionfo di salvia, rosmarino, prezzemolo e bulbi. Tanto quanto la statua di Garibaldi il signor Domenico Mazza era strutturalmente, ad honorem, parte di piazza Vittoria.

Poi il chiosco è stato chiuso e abbattuto, ma il Domenico lo potevi incontrare ancora nel retrobottega del negozio di fiori a pochi passi da porta Torre, sotto i portici.

L’ultima volta qualche tempo fa. Sempre piantato su una sedia, sempre fiero tra le sue piante. Più debole ma sempre massiccio, con quelle manone da terra delicatissime coi fiori. Sorridente, si era dimenticato dell’orologio. “Buongiorno signor Mazza”, sorriso: “Prendo il fresco”.

Se ne è andato la notte scorsa a 86 anni.

I figli Rita e Angelo Mazza

Il caso ha voluto che proprio queste ore, sul numero di ComoZero Settimanale in distribuzione in queste ore, i figli, intervistati da Matteo Congregalli, hanno raccontato la storia di famiglia e dell’attività. Quattro generazioni di orgogliosi fioristi custodi dei segreti delle semenze:

Le storie antiche sono, spesso, anche storie complesse. Quella del Seme non fa eccezione.
“La nostra famiglia viene dall’Appennino Tosco-Emiliano. Era tradizione spostarsi verso il Nord durante la primavera per la vendita di semi – racconta Angelo Mazza, gestore, insieme alla sorella Rita, del punto vendita sotto i portici di piazza Vittoria – così nostro bisnonno è arrivato a Como, alla fine dell’ottocento, gestendo una bancarella di semi lungo le mura della città”.

Il banco divenne un chiosco in stile liberty poco prima della Grande Guerra. Poi il prozio di Angelo, Gerardo aprì i battenti del negozio di via Milano nel 1937, in una posizione strategica durante la fiera del giovedì santo, quando gli ortolani brianzoli scendevano in città per recuperare semi per i propri campi.

“A Gerardo successe Domenico, mio padre, e noi a lui nel 1998 – racconta Angelo con una punta di fierezza – siamo venditori di semenze e fioristi da quattro generazioni. Per noi è stato naturale continuare il lavoro”. Il passaggio alla vendita di fiori è stata una necessaria diversificazione dell’offerta.

“La storia non ti lascia mai seduto” dice Angelo. Ma la nomea dei Mazza come fioristi li rende ambiti fornitori per i matrimoni ed eventi che spesso si tengono sul lago di Como – e oltre. “Ricordo quella volta in cui George Clooney ha ordinato dodici dozzine di rose per Elisabetta Canalis da mandare a San Remo. Abbiamo spedito tutto con il nostro furgone – spiega Rita, con orgoglio – invece ora, con Amal, predilige i fiori bianchi”.

QUI L’EPOPEA MAZZA RACCONTATA DIRETTAMENTE DALLA FAMIGLIA

La ditta “Il Seme” nasce sul finire dell’Ottocento, quando Giovanni Musa lascia il suo paesino di Anzola in provincia di Parma, sulle pendici del Monte Penna, nell’Appennino Tosco-Emiliano e giunge a Como, dove avvia il commercio di sementi su una bancarella lungo le mura cittadine di Piazza Vittoria. Inizialmente tale attività viene svolta solo stagionalmente, da febbraio a maggio, per integrare la modesta economia familiare che si regge sull’agricoltura di sussistenza. Col passare degli anni il piccolo esercizio commerciale diventa sempre più redditizio, poiché da lì partono tutte le carrozze che raggiungono i paesi limitrofi a Como e diventa permanente con l’allestimento, poco prima della grande guerra, di un chioschetto in stile Liberty. Il vecchio Musa si serve all’ingrosso al Verziere di Milano ed è lì che entra in contatto con la famiglia Mazza, originaria anch’essa della medesima zona appenninica e che commercia nel settore delle sementi dal 1700, girando le corti lombarde per portare quei granelli da cui germogliavano, con le nuove primavere, gli ortaggi che avrebbero soddisfatto l’antica fame dei poveri. Poiché i componenti della famiglia giungevano nelle cascine poco prima di Natale, carichi di fagotti di sementi e siccome avevano un aspetto rubicondo e una carnagione bianca e rossa, venivano soprannominati “Bambin”. Nel 1937, Giuditta, figlia di Musa Giovanni, si sposa con Gerardo Mazza; i due decidono di aprire un negozio sotto i portici di via Milano a Como, mentre il chiosco continua ad essere gestito dal fratello di lei, Giacomo. Il negozio viene aperto nel “burg drizz”, al centro dei “purteghitt”, perché nella Settimana Santa vi affluiva dai paesi una moltitudine di gente che, dopo aver implorato l’aiuto del Crocifisso nella vicina basilica della SS. Annunciata per il futuro raccolto, si riforniva di sementi. Nel 1946 Gerardo e Giuditta Mazza hanno ormai ben avviato da una decina d’anni il loro negozio, espongono i loro prodotti al mercato di Appiano Gentile e possono vantare una vasta e affezionata clientela, parte della quale giunge addirittura da Varese, da Lecco, dall’Alto Lago e dalla Brianza. Proprio il costante aumento delle vendite spinge i proprietari a chiamare come collaboratore il nipote di Gerardo, Domenico Mazza ,i cui genitori hanno un negozio di sementi nel centro di Monza. Il ragazzo ha solo 14 anni ed è profondamente motivato, deciso a lasciarsi alle spalle la terribile esperienza dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e a contribuire nel suo piccolo alla ricostruzione post-bellica, si dedica quindi completamente all’attività, intrattiene relazioni commerciali e di amicizia con
fornitori del Veneto, del Piemonte, della Toscana e avvia i primi contatti con ditte olandesi produttrici dei rinomati bulbi. Nel 1963 Domenico sposa Esterina Meschi, la quale inizia così la sua collaborazione nella ditta. Nel 1971 gli zii Gerardo e Giuditta si ritirano in pensione e cedono la completa gestione del negozio e del mercato di Appiano Gentile al nipote e a sua moglie. Dopo qualche anno, nel 1979, anche il chiosco di Piazza Vittoria viene ceduto da Giacomo Musa, fratello della zia Giuditta, al nipote Domenico, garantendo in questo modo la continuità familiare dell’attività. Nel 1998 subentrano nella ditta “Il Seme” i figli Rita e Angelo; i genitori continuano ad essere presenti con la loro settantennale esperienza lavorativa, che unita alle competenze in ambito floreale della nuova generazione, acquisite attraverso corsi di formazioni internazionali, permette di coniugare tradizione secolare e professionalità innovativa. Col passare dei decenni l’attività si è arricchita aprendosi ai contatti col mercato florovivaistico dell’Olanda e specializzandosi nell’allestimento di raffinati addobbi ed ambientazioni per cerimonie capaci di stupire ed emozionare. Attualmente la ditta crea artistiche composizioni di fiori recisi e disidratati, distinguendosi nella laboriosa ricerca e nell’originale accostamento di materiali preziosi; offre una vasta e selezionata scelta di piante da interni e di pregiate sementi, esegue accurate sistemazioni di balconi e giardini. “Il Seme” fa inoltre parte della storica società Interflora che dal 1927 invia fiori e piante di qualità in tutto il mondo. La nostra ditta dalla fine del 1800 è dunque sempre stata gestita dallo stesso gruppo familiare con amore e dedizione.

 

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