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Quel cartello anonimo che celebra la nascita del Fascismo: fotodenuncia della lettrice

Il fascismo è nato il 23 marzo 1919.

Spiega Wikipedia:

Il 23 marzo 1919, nella sala riunioni Circolo dell’alleanza industriale, in piazza San Sepolcro a Milano, furono ufficialmente fondati i Fasci italiani di combattimento. Tra i primi aderenti ci furono anche cinque ebrei. Il futuro duce prevedeva l’attuazione di uno specifico “Programma di San Sepolcro” (dal nome della piazza in cui fu proclamato). I primi appartenenti ai Fasci si chiamarono appunto sansepolcristi, fregiati di una fascia giallorossa (i colori di Roma); gli squadristi semplici invece erano riconoscibili da una striscia rossa al polso della camicia nera.

I locali della prima sede a Milano furono affittati dall’Associazione lombarda degli industriali, presieduta da Cesare Goldmann, un industriale e massone di origine ebraica a cui venne pagato regolare affitto. La sede era caratterizzata da simboli degli arditi, che diverranno comuni nell’iconografia fascista: il pugnale, il gagliardetto degli arditi, il teschio.

Il simbolo dell’organizzazione era il fascio littorio che, così come molti altri simboli del regime, si rifaceva alla storia romana. In breve tempo per tutto il mese di aprile in diverse città aprirono diverse sezioni[3] anche se le adesioni non furono massicce. Accanto ai Fasci di combattimento sorsero affiancate numerose associazioni con lo scopo di reagire ai tentativi insurrezionali del Partito Socialista[3]. Queste ultime erano costituite principalmente da leghe di reduci e associazioni patriottiche e studentesche.

 

Domani, 23 marzo, dunque si celebra il centenario della Fondazione del Fascismo. A Milano in questi giorni il prefetto e il Comitaot provinciale per l’ordine e la sicurezza hanno vietato la manifestazione organizzata da CasaPound che ufficialmente aveva annunciato un concerto degli ZetaZeroAlfa, gruppo musicale di estrema destra il cui frontman è Gianluca Iannone, leader di Fn. Ufficialmente l’evento era stato indetto per festeggiare i 20 anni del gruppo. Chiaramente è risultata sospetta la sovrapposizione con il secolo fascista. Il sindaco Beppe Sala era stato netto definendo “oltremodo oltraggioso” l’evento invitando le forze di sicurezza a valutare un intervento. Così la prefettura ha deciso di bloccare l’iniziativa con “carattere commemorativo o rievocativo” per “evidenti ragioni di sicurezza”.

A Como oggi intanto è spuntato un cartello anonimo che celebra l’evento. Lo segnala una lettrice, con foto scattata a una delle pensiline dei bus di via Canturina. Facile immaginare che altri cartelli siano stati piazzati in diversi punti cittadini (aveste documentazione: redazionecomozero@gmail.com). Ricordiamo che la rappresentazione e celebrazione del Fascismo rappresenta un reato sancito in primis dalla Costituzione e poi dalla Legge Scelba: qui.

  1. Manzo Rob

    Un grande classico: me lo immagino già il giovane palestrato, nike ai piedi, taglio fresco, convinto di essere fascista ma in realtà trattasi di un semplice ignorantello che cade in continuazione in mille contraddizioni.
    Non vi odia nessuno, siete delle nullità, nella vita siete dei falliti e lo sarete per sempre: se potete, un consiglio fraterno, cambiate strada. Se non volete farlo continuate a vivere nell’odio e tra le nullità e l’appiattimento.

  2. 100 anni….e li porta proprio tutti!! Era Giovinezza negli anni ’20, oggi è solo Vintage e neppure dei più rimpianti!

  3. Comino

    100 anni fa nasceva. In effetti è una data storica, degna di nota, da ricordare. É comunque morto giovane, anche se purtroppo non abbastanza. Ha ragione Manzo, adesso é solo “moda” o desiderio di definizione di uno stile per chi una propria personalità non è riuscito a formarsela autonomamente. Io comunque sono contrario ai reati di apologia perché lo rendono una cosa esistente, seria, importante agli occhi di chi pensa di volerci fare parte. O di chi pensa che possa diventare davvero una minaccia.

  4. Yvonne

    Consiglio a tutti (di ds e di sn) di riguardare su Rai Play la bellissima puntata di Passato e presente, con Paolo Mieli, dedicata alla nascita dei fasci di combattimento.

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