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Quel giorno Tom Hanks: “Caro Ugo, mi fai una lampada?”. Il designer comasco agguanta la star

“Ciao Tom, ti piacciono le mie lampade?”. “Belle! Vediamoci quest’estate al mare, così me ne porti una”.

Sembrerebbe un discorso tra amici, niente di speciale. E invece è un piccolo capolavoro di sfacciataggine (quanto basta), fortuna (che non guasta mai) e talento (molto). I protagonisti? Tom Hanks (sì, lui) e Ugo Ambroggio, fotografo e designer noto in città (è titolare, insieme al socio Gabriele Rovelli, dello Studio Aleph).

Perché, tra un servizio fotografico e l’altro, nella piccola officina ricavata nella portineria di casa, in pieno centro storico, Ambroggio dà una seconda vita a vetri, crick, ingranaggi e pezzi recuperati andando a fotografare vecchie fabbriche e li trasforma in pezzi unici o piccole serie di complementi per locali pubblici (come il Cafè&Bistrot dello chef stellato Antonino Cannavacciuolo). “Ormai è un vero e proprio lavoro – racconta – Mi piace soprattutto realizzare lampade da tavolo e un giorno, smontando una vecchia macchina per scrivere, mi sono accorto che bastava assemblarla diversamente per realizzarne una. E da quel momento ne ho fatte diverse partendo da un modello particolare: la Olympia elettrica degli anni ‘70”.

E Tom Hanks? “Cercando su Internet le macchine da acquistare, sono incappato nel suo nome. È un fanatico di macchine per scrivere e ha forse la collezione più grande al mondo. Ha anche scritto un libro e realizzato un’App che simula il rumore e i caratteri di tutti i modelli”.

Il cliente perfetto, insomma. “Circa un mese fa, un po’ per scherzo ho mandato su Instagram a lui e a sua moglie le foto di quattro lampade. E lei mi ha risposto subito”. E da lì è iniziata la classica trattativa fatta di silenzi e trucchetti vecchi come il mondo (ma che funzionano sempre): “Dopo qualche giorno di silenzio, le ho scritto che una delle lampade era stata venduta. Una piccola bugia, ma si è mossa subito a rispondermi”.

E così, lui e il figlio si sono ritrovati di notte sul divano a chattare con la moglie di Tom Hanks (o con lui?) e a rispondere alle tipiche domande di chi sta facendo un acquisto online: quanto costa? Come faccio a pagare? E la spedizione?
“Secondo me aveva paura che gli volessi rifilare un bidone, tipo truffa di Totò che vende la Fontana di Trevi. Ma poi mi si è accesa la lampadina: Paros”.

L’isola greca? “Lì ho una piccola casa – spiega – E lui ha una casa sull’isola di fronte, Antiparos. A fine luglio ci vedremo lì e gli consegnerò di persona la lampada”. Semplice, no? Ma Ugo Ambroggio non è nuovo ad avere pezzi nelle case dei cosiddetti vip: “Anni fa ho realizzato 4 lampade per i Pooh. E George Clooney ha nella dépendance di Villa Oleandra alcuni scatti che ho realizzato all’edificio preesistente, una vecchia fabbrica di tele metalliche”.

Ma in questo caso c’è un problema da risolvere: come riuscire a imbarcare quella lampada sul volo per la Grecia? Perché ormai l’ultimo messaggio è stato mandato e parla chiaro: “See you in Paros, Tom”. Ci vediamo a Paros, Tom.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem

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