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Lo spettro della Balena Rossa. Nel ventre del gigante spiaggiato sul sogno di Camerlata

Che poi, entrando dall’imbocco da via Badone, con quel portico alto e arioso che ti accoglie – peraltro in una splendida ottobrata comasca – uno nemmeno riesce a pensarne così male.

Il colpo d’occhio fugace, improvviso, quasi addolcisce la mole pachidermica del complesso bianco-rosso-arancio, gigantesca balena dormiente tra i clacson di via Paoli e Varesina.

E poi, lungo i primi 30 metri del vialetto a uso pubblico di questo strano cetaceo di cemento, si intuiscono persino forme di vita ordinate, tenaci, ostinate. Studi professionali, uffici, le vetrate linde di un negozio. Tutto ben tenuto, ben amministrato da chi di dovere. Poi, il buio.

Ogni vertebra calpestabile sulla spina dorsale del bestione è un passo verso il nulla. Come un anno fa, come due anni fa e chissà fino a quando ancora.

Nei mille ventri della balena, anche dove in apparenza non si dovrebbe o forse non si potrebbe, c’è qualche anima inghiottita. Si sentono rumori, voci. Se finite lì di straforo o meno, resta un mistero.

D’altronde, ciò che si può osservare su questo atollo nascosto nel cuore di Camerlata, senza infrangere norme o divieti, non permette di azzardare liceità.

L’occhio può descrivere, però.

Nella metà oscura, c’è un bosco.

Che non ha nulla di fiabesco o di verticale. Rovi, spine, palloni rigonfi di sterpaglie verde-marrone che come un Blob hanno inglobato giardini, balconi, appartamenti per famiglie fantasma. Cancelletti spalancati ma sinistramente infranti, tapparelle che non è chiaro se tolgano la luce agli interni o proiettino il buio all’esterno.

Alla fine della spina dorsale, verso l’uscita su via Cuzzi, è meglio non immaginare la notte. Portoni imbrattati, una finestra infranta che apre uno squarcio horror sulle viscere del bestione, bottiglie come vegetazione, l’oblio sul decoro come cornice.

Nascevano a metà anni 2000, le “Residenze di Camerlata”, come “contesto signorile con ampi spazi a verde, al riparo dai rumori della grande viabilità, sviluppate lungo l’importante viale alberato pedonale”.

Tra l’allora e l’oggi, traversie legali, sogni e vetri in cocci, il flop di un’utopia giunta nel 2018 sul tavolo del prefetto e descritta dai residenti della zona con toni drammatici. Qualche stralcio dell’ingiallita lettera spedita al Comune ed emersa nel novembre di un anno fa, dà il sapore perfetto del piatto.

“Le encomiabili iniziative di sgombero (ad esempio Ticosa) che la vostra Amministrazione sta ponendo in essere – si leggeva – rischiano di rendere le Residenze di Camerlata il ricovero più prossimo per coloro che devono ricollocarsi e potrebbero unirsi con una semplice incursione ai misteriosi personaggi che già oggi hanno iniziato a occupare gli appartamenti e le aree comuni – anche sotterranee – del complesso di Camerlata”.

Seguiva un dettagliato elenco specifico dei problemi, che andavano – ma probabilmente tuttora vanno – dal “verde incolto” alle “luci assenti”, fino a “portoncini di ingresso con vetri rotti”, “vani scale crollati”, “impianti elettrici scoperti e fatiscenti”.

E ancora: “Sospetta occupazione abusiva di almeno un appartamento”, “un appartamento in cui si esercita attività di prostituzione”, “furti nelle cantine”, “tentativi di furto di diversi scooter”, “tre auto abbandonate da anni e di dubbia provenienza”, “bottiglie di birra, mozziconi e altro, lasciati a terra, il che fa fortemente sospettare che qualcuno passi la notte”.

Seguirono giorni di dibattiti e annunci. Ma, ad aprile, anche un misterioso incendio notturno di materassi e giacigli.

Non ne vuol proprio sapere di morire davvero, lo spettro della balena di Camerlata.

L’articolo che hai appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Purtroppo va ringraziato chi ha consentito tale insediamento, manco i casermoni di Baggio sulla tangenziale ovest di Milano!
    Anche le vendessero a poche migliaia di euro con un simile biglietto da visita..bisognerebbe avere l’esatta quantità di appartamenti e fare un censimento di quelli sfitti ed occupati abusivamente

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