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Roberta, 26 anni di meravigliose vittorie. Contro la Sclerosi Multipla

Convivere da 26 anni con una malattia, la Sclerosi Multipla, per la quale non c’è cura. Con le difficoltà e le disabilità che la patologia porta con sé e la certezza che da questa situazione non è possibile uscire vivi. Fiaccherebbe molti, forse tutti, ma non Roberta Amadeo, 48 anni e residente a Cermenate.

Aveva solo 22 anni quando le è stata diagnosticata la malattia ma da allora non si è preclusa niente. Ha frequentato l’università diventando un brillante architetto ma soprattutto si è impegnata nel sociale. Già nel 1993 è diventata socia e volontaria AISM (Associazione italiana sclerosi multipla) fino a ricoprire la carica di presidente nazionale nel 2007 e poi di nuovo nel 2013.

Dal momento della diagnosi però nel cuore di Roberta c’era un vuoto che non riusciva a colmare: nella sua vita non c’era più lo sport. “Già da bambina utilizzavo la pratica sportiva come valvola di sfogo e ho iniziato a praticare judo – spiega Roberta – che però ho dovuto lasciare intorno ai 15 anni senza sapere il perché: avevo una serie di disturbi sensitivi, di equilibrio, di deficit di forza dei quali all’epoca non conoscevo la causa. Tutto mi è stato più chiaro quando mi hanno diagnosticato la Sclerosi Multipla”.

Per anni lo sport è dovuto rimanere solo nei pensieri di Roberta. “All’epoca si credeva comportasse uno sforzo eccessivo per un fisico già debilitato – ricorda la donna – Oggi invece studi dimostrano che lo sport rilascia endorfine che hanno effetti positivi sull’umore ma anche sulla forza muscolare. Senza contare che aiuta a contrastare la sedentarietà”.

Così qualche anno fa Roberta ha riabbracciato la sua vecchia passione per la bicicletta in una forma nuova, l’handbike. La sua grinta le ha permesso di laurearsi più volte campionessa italiana nonché di vestire la maglia rosa. Non ci sono stati però solo momenti belli. “Non posso dimenticare la prima vittoria al Campionato italiano handbike nel 2011 a Catania. – ricorda Roberta – L’episodio più brutto invece è del 2012, dovevo iniziare la preparazione per le gare ma ho avuto una ricaduta per la malattia e ho dovuto posticipare di alcuni mesi”.

Nel futuro c’è però un sogno. “Sì, vorrei che anche i malati di Sclerosi Multipla potessero portare alti i colori dell’Italia ad una manifestazione ciclistica internazionale. Io ci proverò il prossimo anno, durante le prove per la Coppa del Mondo”.

Il pezzo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.
(Dopo la pausa natalizia ComoZero settimanale torna da venerdì 11 gennaio 2019)

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