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San Francesco, Locatelli: “Non è uno sgombero”. Cgil: “Serve subito un dormitorio”

Ieri il Comune di Como ha annunciato un intervento di pulizia e sanificazione dei portici dell’ex chiesa di San Francesco, dove ormai da mesi dorme un numeroso gruppo di senzatetto.

“A seguito delle degenerate condizioni igienico sanitarie in cui da tempo versano i portici di San Francesco – riportava una nota dell’amministrazione – e viste le numerose segnalazioni dei cittadini, in particolare dei residenti della zona, e di molti lavoratori del Palazzo di Giustizia di Como, l’Amministrazione Comunale procederà nei prossimi giorni ad effettuare interventi di pulizia straordinaria e di igienizzazione dell’area”.

Oggi l’assessore ai servizi sociali e vicesindaco, Alessandra Locatelli, speficifica: “L’intervento che ho organizzato per ripristinare igiene e decoro a San Francesco, non è uno sgombero forzato, ma ha tutta l’intenzione di voler scoraggiare le presenze e garantire la tutela della salute dei nostri cittadini”.

“Il provvedimento di pulizia straordinaria non sarà occasionale – aggiunge – ma ripetuto. La presenza delle forze dell’ordine, come da mia richiesta, è mirata a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza durante le operazioni dell’impresa.
Gli agenti della Polizia di Stato potranno, se lo riterranno, procedere ai controlli e alle identificazioni dei soggetti presenti sul posto. Ritengo che, nel rispetto di tutti, in virtù anche delle numerose segnalazioni che abbiamo ricevuto da parte di cittadini esasperati, sia doveroso non indugiare”. Una risposta, almeno indiretta, alle accuse di Angelo Taborelli che ieri, su queste pagine, si è rivolto direttamente a Locatelli:

Angelo Taborelli, chirurgo forzista e furioso: “Locatelli, il decoro a San Francesco non vale?”

“L’amministrazione comunale ha compiuto un passo importante. La prima riunione del Tavolo del decoro sociale segna un salto di qualità, non solo lessicale. Dal decoro urbano si è passati al decoro sociale”, attacca intanto dalla segreteria Cgil, Matteo Mandressi.

“Ora – spiega  – non resta che trarre le giuste conseguenze, affrontando in termini sociali il problema dello stazionamento dei senzatetto sotto i portici di San Francesco. L’annunciata sanificazione dell’area viene coniugata, nelle parole degli assessori Locatelli e Galli, a un problema igienico sanitario. E’ quindi evidente che il comune di Como non può continuare a sostenere che quella sia una situazione normale. E’ tollerabile che un numero variabile di persone, tra venti e quaranta, non abbiano altra soluzione, nella civile Como, che passare le proprie notti all’ addiaccio sotto un portico? Siamo di nuovo a chiedere con forza, alla Giunta cittadina, di aprire un dormitorio pubblico che risponda definitivamente ad un’emergenza non più sostenibile”.

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