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Segre cittadina onoraria, Landriscina: “Sono pronto è un onore, ma il Consiglio sia unito senza eccezioni”

“Intervengo sul tema della concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre, ormai tra i pochissimi superstiti e testimoni diretti di quella tragedia immane che fu l’Olocausto”.

“Innanzitutto, mi associo incondizionatamente alla condanna nei confronti di chi esercita la minaccia come strumento di prevaricazione verso chiunque teorizzando un mondo dove la violenza e la sopraffazione tendono a sovvertire la verità il rispetto delle altrui esperienze e convinzioni e quindi la pace sociale”.

Così, questa sera, all’apertura dei lavori in Consiglio Comunale a Como, il sindaco, Mario Landriscina.

Ha scandito le cronache locali e nazionali la vicenda della senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto e vittima di minacce vigliacche di tale violenza da portare le forze dell’ordine a metterla sotto scorta. In questi giorni sono state molte le città italiane che hanno aperto un dibattito per concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice.

A Como la proposta è partita dall’ex sindacalista e deputata Adria Bartolich con immediata ridda di dichiarazioni politiche su tutti i media cittadini.

Questa sera è stato il primo cittadino a fare sintesi, in aula.

“Ho letto con attenzione le varie dichiarazioni che diversi tra i presenti hanno ritenuto di dover rilasciare. Ne ho trovate molte appropriate, sia quelle a favore sia anche relative a voci di dissenso”, ha detto sottolineando poi: “ho colto specifiche sollecitazioni e confido ottimisticamente che non siano previsti tentativi potenzialmente indirizzati a una svilente strumentalizzazione politica”.

Poi la sottolineatura: “A questo proposito mi sono  ripetutamente chiesto come mai un’opportunità così significativa, alla luce dell’alto profilo del personaggio e di quanto ha rappresentato e tuttora rappresenta nella nostra Storia, anche quella locale, sia stata presa in considerazione solo ora. Astenendomi dal cadere in fin troppo facili considerazioni, poiché eserciterei gli stessi opportunistici errori che condanno, ho trovato molto concreto attenermi esclusivamente al pensiero della senatrice che secondo un suo consolidato stile, sempre costruttivo e tendenzialmente riservato, propone una visione che penso possa unire tutti al di la di una testimonianza storica che mai dovrà essere archiviata o sminuita”.

Così la proposta: “Il tema che raccoglie le sue esperienze e di quanti hanno vissuto sulla propria pelle le molteplici aberrazioni di cui taluni uomini sono capaci, tema scandito in diversi contesti storico-etnici, sia assolutamente attuale e superi ogni singola espressione di pensiero. Quindi ritengo possa essere rappresentato dalla sua esplicita volontà di contrastare ogni fenomeno di odio o intolleranza. Se quindi noi sapremo riconoscerci in questa trasversale condanna, senza eccezioni e distinguo, se tutti noi, indipendentemente dalle appartenenze, sposeremo incondizionatamente quella necessità di contrasto, sarà motivo di orgoglio e soddisfazione per me offrire alla senatrice la cittadinanza onoraria di Como il cui consiglio comunale avrebbe in tal senso aderito al raggiungimento del nobile obiettivo che la senatrice si è posta durante tutta la vita. Sono pronto a fornire indicazioni agli uffici in tal senso e confido che tutto il consiglio si riconosca in questa proposta”.

 

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