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Sei ore di musica in 4 mesi, troppe. Cascina Respaù si mette il bavaglio: “Stop ai concerti”

Il silenzio cala (anche) su Cascina Respaù. E’ un copione arcinoto quello che va in scena a qualche centinaio di metri dal torrione del Baradello. Esattamente come accaduto, e accade, in piazza De Gasperi (qui le cronache) musica e residente sono ingredienti che non si amalgamano nello stesso spazio.

Certo, le variazioni, quantomeno topografiche, sono evidenti: la storia si sposta dal centro città a bosco e valletti ma per il resto il canovaccio è rispettato.

Un post pubblicato dai gestori della struttura (che ospita un ristorante con ostello a pochi metri da Parco delle Rimembranze) racconta la decisione di chiudere gli appuntamenti – ormai tradizione – con i concerti estivi (peraltro merce rara in città, quest’anno). Di fatto è un’autocensura:

Cari amici e amiche,
È con rammarico che dobbiamo annullare la serata di musica dal vivo prevista per venerdì con i Superbears.
Chi di voi è già stato alle nostre feste sa benissimo che sono sempre state all’insegna del sano divertimento e del rispetto, ma, nonostante questo (e nonostante ci troviamo in un bosco lontano da tutto) qualcuno ha pensato bene di bloccare questo “sabba satanico” per preservare la quiete pubblica (?!?!) e la propria idiosincrasia nei confronti delle cose belle.
A causa dell’ egoismo e delle ridotte misure del cervello di una singola persona, molte altre dovranno rinunciare ad una bella serata di divertimento.
Noi non ci Imbruttitamo ed andiamo avanti a fare il nostro lavoro con allegria e coinvolgendo voi, bella gente.
Al posto del concerto ci sarà il nostro consueto aperitivo del venerdì Friday I’m in Love, per l’ occasione sussurreremo solo ninne nanne 🙂
Un grazie comunque alle autorità del Parco Spina Verde che ci hanno supportato e hanno provato fino all’ultimo a farci svolgere la festa, ma si sa, davanti alle minacce dei prepotenti a volte è meglio fare un passo indietro, un sorriso e lasciarli da soli a combattere le proprie guerre con se stessi.

Insomma, fusti e frasche non bastano ad ammortizzare i suoni. “Non conosciamo il residente – spiega Alessandro Donegana, uno dei due titolari – mai avuto rapporti diretti. Sappiamo che si è lamentato con la direzione del Parco Spina Verde”. Di cosa parliamo? “Di quattro concerti in tutto tra giugno e settembre, autorizzati dal Parco, per cui paghiamo Siae e musicisti. Evernti che durano un’ora e mezza, dalle 22.30 a mezzanotte, 6 ore di musica in un’estate. Niente di più. Tanto è bastato perché arrivassero una volta i vigili e un’altra la polizia. In entrambi i casi il concerto era già finito”.

Il problema è, prima di tutto, economico. “Il danno per gli affari c’è, le feste con musica portano fatturato, però abbiamo deciso di cancellarle. Non sappiamo cosa possa succedere e non possiamo permetterci di essere multati, il rischio economico è troppo grande”.

  1. Andrea Angelo Bordiga

    Bisognerebbe capire quali sono le infrazioni che vengono commesse in questi concerti. Se rinunciano vuol dire che il rischio di commetterne non è trascurabile.. Il problema sta anche li….

  2. Andrea Angelo Bordiga

    Ma polizia e carabinieri non hanno nulla di più utile da fare? Piuttosto facciano controlli sulle strade…

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