Attualità

Mattina al Mercato Coperto: sì, c’è un mini-esercito di questuanti (ma è molesto?)

Si è discusso a profusione, in città, sulla reale consistenza di un fenomeno che pure occupa l’agenda politico-amministrativa del Comune di Como da mesi: la questua. Non c’è bisogno di grandi riepiloghi rispetto a una cronaca ancora “fresca”: a dicembre, sollevò un polverone l’ormai celebre ordinanza definita antiaccattonaggio – valevole soltanto per 45 giorni – che nasceva testualmente per vietare il “mendicare in forma dinamica, ponendo in essere forme di accattonaggio molesto ed invasivo, e in forma statica, occupando spazi pubblici anche con l’utilizzo di cartoni, cartelli e accessori vari che causano disagio al passaggio dei pedoni”, ma che alla fine salì alla ribalta nazionale per l’episodio delle colazioni negate ai clochard a San Francesco.

In questi giorni, invece, siamo alla vigilia di un provvedimento decisamente più strutturato: il nuovo regolamento della polizia locale di Como, ora in bozza e a breve destinato al voto in consiglio comunale. Anche in questo caso, l’obiettivo è sostanzialmente sovrapponibile a quello messo nero su bianco nell’ordinanza del 2017 con l’aggiunta del cosiddetto “Daspo urbano”, ossia l’allontanamento coatto per coloro che si trovassero a mendicare in forma “molesta e invasiva”.  E’ noto che a livello politico questa serie di provvedimenti è da tempo caldeggiata soprattutto dalla Lega Nord mentre sul fronte delle associazioni è più di tutte Confesercenti a chiedere un intervento drastico sul fenomeno della richiesta di elemosina. In particolare – e veniamo all’oggi – l’associazione presieduta da Claudio Casartelli giusto il 15 marzo scorso aveva scritto in una nota ufficiale: “La bozza del nuovo regolamento di polizia locale di Como, con l’inserimento del divieto di accattonaggio molesto nelle zone del Mercato Coperto e di quello sotto le mura e l’allontanamento dei trasgressori, va sicuramente nella direzione giusta: finalmente, forse, riusciremo a restituire i mercati ai cittadini, facendone luoghi decorosi e sicuri, dove i clienti, specialmente le donne sole e gli anziani più deboli, non vengano importunati e infastiditi. Attendiamo di essere convocati dal sindaco Mario Landriscina per poter fornire il nostro ulteriore contributo di idee e di proposte sul regolamento”.

Ebbene, per uscire da un dibattito tanto acceso sulla carta e sui social e vedere di persona come stanno le cose, oggi siamo andati esattamente al Mercato Coperto, consigliati venerdì scorso da alcuni esercenti della struttura. Il risultato – che non vuole prendere posizione ma documentare dal vivo una situazione – è evidente oltre ogni possibile dubbio. Effettivamente, il Mercato Coperto è letteralmente circondato da questuanti (fotogallery sfogliabile qui sotto).

“Arrivano all’apertura – ci hanno confermato alcuni negozianti dietro garanzia di riservatezza – si mettono ognuno a un ingresso o un’uscita del mercato e chiedono le monetine a chiunque passi dalla loro zona. Alcuni altri stanno invece accanto ai parcometri”. Impossibile negare, la realtà riscontrata stamane è stata esattamente quella. Sia le grandi entrate sulle scalinate di via Sirtori e – dall’altro capo del mercato – in via Mentana sono presidiate ognuna da uno o due giovani extracomunitari. Molti, come si vede dalle immagini, usano il classico cappellino per chiedere l’elemosina. Altri porgono la mano. Non raramente, i passanti lasciano qualche centesimo ma abbiamo personalmente assistito a diversi casi di persone palesemente infastidite dalle richieste.
Ecco, le richieste: a dire il vero, sembra quasi una sorta di richiesta “due-punto-zero”, quella che va in scena ogni mattina agli angoli del Mercato Coperto. E’ verissimo che si può essere avvicinati anche più volte in pochi minuti, ma – nelle circa due ore di osservazione diretta – la domanda di una moneta non è stata mai assillante o insistita oltremodo: mano o cappellino tesi per qualche istante e nulla più. Nessun inseguimento, nessun atteggiamento “minaccioso”. Piuttosto, non è raro che – soprattutto nei confronti delle signore più anziane – che il giovane di turno si offra per portare le borse piene fino all’auto o alla fermata del bus più vicina, in cambio di una piccola ricompensa economica: stamane, nessuno ha accettato.

Insomma, quella che abbiamo potuto documentare è una realtà che si colloca esattamente a metà tra gli estremi delle due narrazioni ricorrenti e opposte: sì, al Mercato Coperto di Como non si può negare che sia effettivamente in servizio un piccolo esercito permanente di questuanti di origine africana (in misura minore nomadi), esercito che presidia stabilmente ogni accesso alla struttura salvo sparire attorno alle 12.30, in parte diretto verso Milano con i treni di passaggio a Como Borghi. In secondo luogo, è vero che molti passanti o clienti (ma anche alcuni venditori) dei banchi hanno mostrato qualche vistosa insofferenza per le richieste, anche se quasi sempre il “contatto” si è risolto con qualche sbuffo, qualche mugugno e poco più. Infine – sul fatto che un simile atteggiamento possa rientrare nella categoria del “molesto” e “invasivo” – il campo delle opinioni potrebbe ampliarsi a dismisura. Ma, a quanto pare, sarà la polizia locale di Como, a brevissimo, a dare il metro direttamente sul campo.

  1. Anna Padalino

    Quindi,solo la questua molesta è proibita?Io di questuanti molesti non ne trovo e,se lungo il mio tragitto ne incontro tanti stabilisco un budget e non vado oltre.Menomale che in città non ci sono solo persone la cui vista viene disturbata dalla povertà!!!!A me la questua non disturba. Mi farebbe molto piacere che nessuna persona avesse bisogno di chiedere l’elemosina, farebbe bene alla vista dei benpensanti!!!e al cuore dei……buonisti…..

  2. Ambrogio Rossi

    Il commento della Sig.ra Padalino è l’esempio classico di come molte persone si fermino all’apparenza e non siano capaci di capire la reale portata del problema,siamo tutti d’accordo che i mendicanti oggetto dell’articolo non costituiscono di per se un problema, il vero problema è che sono gestite da delinquenti che li reclutano e li distribuiscono in aree strategiche della città con l’intento di raccogliere denaro, insomma queste persone sono gestite da sfruttatori e più soldi gli diamo più ne vedremo sulle nostre strade .Sveglia!

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