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Smog, bene ma non benissimo. Il piccolo-grande mistero dei dati Arpa (con studio)

Un paio di giorni fa abbiamo pubblicato questo pezzo: Smog, 2018 a pieni polmoni (al momento) per Como. Mai l’aria fu tanto respirabile. In sostanza abbiamo dato conto, con grafico dei dati Arpa – Agenzia Regionale per l’Ambiente – circa lo stato di salute dell’aria comasca dal primo gennaio a sabato scorso. Ne è emerso un quadro, oggettivamente, inatteso. Solo tre giorni di superamento dei limiti (50 microgrammi per metro cubo) stabiliti dalla Legge. Ebbene se nella forma i dati sono corretti abbiamo appreso grazie a alcuni nostri lettori che la situazione è ben diversa. I dati che abbiamo preso in considerazione sono mediati con Cantù ed Erba. Un sistema, una scelta, di Regione Lombardia che abbassa i valori in un’area che non è certamente omogenea. Il punto è che nella prima pagina di riferimento, verificando i dati, abbiamo espressamente chiesto – nei menù a bandiera – che ci fossero forniti i numeri relativi esclusivamente a Como città. Perché il sito Arpa non spieghi esplicitamente quali siano i dati forniti (aggregati appunto) non sappiamo dirlo. Pertanto ci siamo affidati a Patrizia Signorotto del Circolo Legambiente, Angelo Vassallo.

Dati centralina di Como primo trimestre 2018 – prime considerazioni

Si conferma che il 2018 risulta uno dei migliori trimestri (gennaio-marzo) degli ultimi anni per la qualità dell’aria a Como. Infatti

• 24 giorni di superamento del limite giornaliero previsto per legge di 50 ug/mc per il PM10 (al 20 marzo 2018) contro i 41, ad esempio, del primo trimestre del 2017

• Medie giornaliere contenute entro i 91 ug/mc per il PM10 e 78 per il PM2,5, senza i valori altissimi quali quelli del gennaio- febbraio 2017 (con picchi fino a 220 ug/mc di PM10 e 177 ug/mc di Pm2,5)

Questo è dovuto esclusivamente alla favorevoli condizioni meteo, con più ventilazione e pioggia non abbondante ma frequente. Infatti nessun provvedimento strutturale per diminuire le emissioni da traffico e riscaldamenti è stato messo in opera. Resta il fatto che 24 giorni di superamento non sono pochi, tenendo conto che se ne dovrebbero avere non più di 35 nell’anno solare; e che se in mancanza di un valore limite giornaliero per il PM2,5 (che è il più pericoloso) dovessimo considerare il valore consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di 25 ug/mc avremmo nel suddetto trimestre già 49 superamenti in 79 giorni! A Como infatti si ha la triste caratteristica di un alto rapporto tra concentrazioni di PM2,5 e PM10 (con superamento nel 2017 per le PM 2,5 del valore medio annuo definito per legge di 25 ug/mc; tale valore nel 2020 sarà abbassato a 20 ug/mc e senza provvedimenti strutturali sarà superato sempre …) e questo depone male per la salvaguardia della salute, vista la maggiore insidiosità delle polveri a diametro inferiore (nel caso del PM2,5, diametro inferiore a 2,5 micrometri , in grado di raggiungere con il loro potenziale tossico ed infiammatorio le regioni più profonde dei nostri polmoni).

Lettura Dati sito Arpa Lombardia

I dati giornalieri provenienti dalla stazione di misura presente nella città di Como (posta in viale Cattaneo) si recuperano andando sul sito di ARPA Lombardia, nella sezione Qualità dell’Aria:

1. cliccando nel menù orizzontale in alto l’opzione “stazioni fisse”
2. posizionandosi sul simbolo in corrispondenza di Como e cliccando
3. si apre un menù con selezionata la stazione di “Como centro” e si deve cliccare sulla freccia
4. si apre infine la pagina con le misure relative alla stazione

 

 

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