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“Sono indignato, salviamo il Novocomum”. La rabbia di Francesco Castiglioni, decano degli architetti comaschi

“Sono indignato”. E l’indignazione nel caso di uno dei padri nobili dell’architettura comasca ha un peso specifico notevole. Impossibile da ignorare. Anche e soprattutto se il personaggio in questione tipicamente non ama la piazza e la dichiarazione.

Francesco Castiglioni, tanto per ricordare, ha progettato l’Edificio per residenze, uffici e negozi di via Milano 138, gli Edifici per residenze Filca-Casa di via Masaccio a Prestino, la Scuola dell’infanzia di via Varesina a Camerlata e l’Edificio per residenze e uggici di via Sant’Elia, via Recchi.

Entusiasta, nel 2004, strinse la mano a un giovane Fabrizio Musa autore del murale Novocomum di via Ballarini, realizzato in occasione di GT04, il centenario della nascita di Giuseppe Terragni.

Dell’addio al wallpaint che da 15 anni apre le porte di piazza Duomo, abbiamo scritto ieri:

Via Ballarini, lavori in corso. Dopo 15 anni addio per sempre al Novocomum di Musa 

Novocomum addio. Terragni: “Che tristezza”. Gaddi: “Salvare l’opera? E’ ancora possibile” 

A Terragni e Gaddi segue la rabbia di Castiglioni. “Non capisco come i comaschi possano accettare una decisione di questo tipo, e dico decisione per non utilizzare un termine più pesante. E’ un risultato non accettabile non solo dai pochi che penso in qualche modo di rappresentare ma da tutta la città”.

Musa, 15 anni fa, durante la realizzazione

Così oggi Castiglioni ha alzato il telefono. “Ho provato a contattare il presidente del mio Ordine, Michele Pierpaoli, così come il capogruppo della Civica insieme, Franco Brenna. Spero mi richiameranno, credo di poter dare ancora qualche suggerimento, invito e sollecitazione”.

Una sorta di chiamata alle armi in difesa dell’opera: “Spero che la cultura comasca abbia un sussulto, si mobiliti per salvare e difendere l’opera. Leggo che la proprietà deve aprire delle finestre sulla facciata. Va bene, paghiamo questo scotto ma salviamo il resto del wall-paint tutelandolo nei limiti del possibile”.

Ph: Pozzoni

In queste ore è intervenuto l’assessore all’Urbanistica, Marco Butti che ha spiegato iter amministrativo e ragioni (risposta nemmeno troppo indiretta agli strali di Gaddi)

Comprendo tutte le posizioni ma tengo a sottolineare che nessuno ha voluto mancare di competenza, capacità e volontà. Sono stati prodotti tutti gli sforzi possibili anche nel confronto con la proprietà e l’artista per provare a mantenere il murales. Questo non è stato possibile alla luce degli interventi che caratterizzeranno l’immobile, sia sulla facciata, sia con l’apertura delle finestre, essenziali per la nuova distribuzione e vivibilità dell’immobile.

Inoltre il permesso di costruire convenzionato non è stato rilasciato per puro vezzo ma dopo la fondamentale autorizzazione della Soprintendenza. Il progetto, prima del rilascio, è stato visionato anche dalla Commissione del Paesaggio visto il delicato ambito in cui sorge l’edificio.

Un grazie sincero a Fabrizio Musa per la sensibilità dimostrata in questi giorni particolarmente caldi. Non è escluso, anzi, che In futuro potranno esserci sorprese su altri palazzi.
PS: sicuramente il 2004 è stato un grande anno per la memoria e valorizzazione del Razionalismo. Da quel momento è calato il silenzio e solo dopo 13 anni è stato dato vita al Protocollo d’Intesa tra l’Amministrazione Comunale e l’Archivio Terragni. E’ una goccia, può darsi, ma da una goccia può nascere un’onda di cultura e razionalismo e tutti siamo chiamati ad alimentare e cavalcare questa onda

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