Attualità

Spazio gioco via Palestro, Ghirotti (Cgil) accusa: “Apertura bluff è una privatizzazione”

Prima l’annuncio poi l’accusa. Stamani l’assessore alle politiche educative, Amelia Locatelli, ha annunciato la riapertura dello spazio gioco di via Palestro, chiuso da tempo.

Via Palestro, piccola sorpresa: riapre lo Spazio Gioco. Nidi: liste d’attesa ancora bloccate

Notizia digerita malissimo da Alessandra Ghirotti, Funzione Pubblica Cgil, che in serata ci ha contattato. “Il Comune di Como tramite l’assessore – accusa la sindacalista – aveva assicurato a luglio che lo spazio non sarebbe stato chiuso, a fine agosto poi abbiamo scoperto che non lo avrebbero riaperto. Oggi apprendiamo da voi, senza nessuna informazione preventiva, che la gestione verrà affidata con bando a una cooperativa”.

Doppia beffa secondo Ghirotti: “Questo significa che, sì, il Comune riapre un servizio ma risparmia sui costi del lavoro, le cooperative hanno stipendi ben diversi dal pubblico e trattamenti ben diversi del personale. Si sono rischi anche per la qualità del servizio non solo per i lavoratori”.

“E’ una dismissione di fatto – conclude Ghirotti – una privatizzazione non una sola riapertura. Ricordiamo peraltro che si verificherà compromissione tra pubblico e privato perché la struttura confina con l’asilo nido”.

  1. ettore

    INDAGARE !!!!!!!
    e basta se tutto a posto un plauso all’assessore se tale comportamento influira’ sull’utilizzo dello spazio o lo compromettera’ ….allora dimissioni dell’assessore !!!!!

  2. Andrea

    Mi sembra di aver capito (ma qualcuno mi corregga se sbaglio) che il personale che seguiva lo spazio gioco è stato spostato sugli asili nido, in modo da coprire maggiormente quel servizio. Quindi, a fronte della difficoltà (presumo) del Comune nel fare nuove assunzioni, in questo modo mantengo il servizio dello Spazio Gioco e riduco (anche se non in modo sufficiente) le sofferenze del settore Asili Nido. Mi sembra una scelta sensata, se così fosse.

  3. Gioele

    Non mi sembra che ci sia nulla di male, In ogni caso con la cooperativa deve essere definito, a livello contrattuale un livello di servizio atteso e garanzie sulle capacità professionali e sulla moralità del personale che opererà nella struttura. E’ necessario essere molto attenti quando si parla di bambini ed esternalizzare un’attività a privati non significa delegare a loro tutte le responsabilità.

Rispondi a ettore Annulla risposta

la tua mail non sarà pubblicata