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Spina nera polveriera: nel cuore della Valbasca, un gioiello restaurato e dimenticato

A volte, specie nella pubblica amministrazione, la linea tra un successo e una pastoia burocratica è tracciata nel solco di una pratica arenata.

Ed è questo il caso della ex Polveriera di Albate, nel Parco della Spina Verde. Della struttura, abbandonata dopo la fine della guerra, si è spesso parlato nell’ambito di potenziali progetti di recupero, tradottisi in realtà solo nella primavera del 2019, quando i lavori di restauro sono terminati.

Oggi l’immobile, con un punto ristoro, docce e spogliatoi, è finito e pronto per essere data in carico a un gestore. Se non fosse, però, per l’ennesima battuta d’arresto.

“Il progetto è stato completato. L’ex Polveriera potrebbe essere data in gestione ma siamo fermi. Non per colpa nostra- ha spiegato il presidente del Parco Spina Verde, Giorgio Casati- alla struttura non arriva elettricità. La cabina elettrica è stata installata regolarmente. Manca solo la documentazione del Comune di Como per autorizzare Enel a renderla effettivamente funzionale”. Secondo Casati, gli uffici di competenza sono stati sollecitati diverse volte.Ma dall’assessorato al Patrimonio, presieduto da Franco Pettignano, non sembra esserci stata alcuna risposta. “Abbiamo ricevuto alcune manifestazioni di interesse da privati -prosegue Casati- ma senza allacciature non possiamo mostrare l’immobile a potenziali gestori”.

L’ex Polveriera, spiega Casati, è una struttura ricettiva polivalente per i tanti visitatori che ogni giorno passano dal parco e che per tanto tempo non hanno avuto a disposizione servizi adeguati. “Prima chi voleva dell’acqua doveva andare fino al cimitero di Lipomo, cosa di per sé incredibile” commenta il presidente.

”All’ex Polveriera ci sono docce, spogliatoi e bagni per i visitatori. Una grande sala bar e caffetteria con tavolini e sedie. Abbiamo anche predisposto una cucina con cappa. C’è addirittura una sala in cui poter tenere eventi come cresime, comunioni o matrimoni. Il tutto è recintato e controllato -conclude- speriamo si possa superare questo ostacolo entro settembre”.


Raggiunto da ComoZero, l’assessore Pettignano non ha fornito una tempistica per lo sblocco della situazione: “L’istruttoria è aperta e sta passando per gli uffici. Aspettiamo i tanti pareri chiesti che non competono solo al Patrimonio, quando sarà tutto pronto potremo procedere”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. giorgio

    E così la stagione ormai è persa..

  2. Sapere aude

    “senza allacciature non possiamo mostrare l’immobile a potenziali gestori”: falso, il Comune di Como ha per es. espletato diversi bandi e sopralluoghi senza che ci fossero le utenze attive, per gli interessati la struttura è comunque visitabile, magari dando prima una bella tagliata all’erba.

  3. La risposta dell’Assessore è assolutamente politica e in perfetto politichese. Tradotta in Italiano potrebbe suonare ….non ne so nulla, mi faccia sentire gli uffici ma siamo sicuri che dipenda tutto da noi?….
    Alla fine non ha comunicato date e non ha spiegato quali siano i vincoli ostativi al disbrigo delle pratiche. In altri termini non ne sapeva nulla.
    Non è imbarazzante che non sappia nulla della “polveriera”, è imbarazzante che non sappia mai nulla. Portiamo pazienza……in questo giro ci toccano questi e, memori del cambio di casacca, ci toccano pure autoriciclati.

  4. Andreab

    Ma docce e spogliatoi per cosa?

    • Comino

      Lavarsi

      • Riccardo

        Molti fanno jogging in Valbasca

  5. Luisa Corti

    Dormitorio per i richiedenti asilo ?

  6. Angelo Testa

    Io vado tutti i giorni in Val Basca e ci sono 5 o 6 persone che corrono ma per fare la doccia serve portare il ricambio, telo doccia e sapone, ma dove si lascia, ci sono armadietti?
    Poi ci sono persone che portano i cani a passeggiare ma non penso siano sufficienti per gestire un bar, insomma mi sembra che sia la seconda, la prima era per le rane, buco nell’acqua del presidente

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