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Ticosa, il piano di Galli: “Bonifica conclusa a ottobre 2020” (E i costi superano gli 11 milioni)

Certo, ci sono le consuete e doverose mani avanti, dati i precedenti come dargli torto.

Chi tocca la Ticosa, soprattutto quando si parla di bonifica, rischia di contaminarsi. Quindi “al netto dei pareri, al netto dei passaggi, al netto dei rischi” (e di ogni possibile sciagura) “la bonifica potrebbe essere conclusa a novembre 2020”.

Così ha parlato, oggi pomeriggio l’assessore Marco Galli in Commissione 2 a Palazzo Cernezzi. Il titolare della delega al Verde ha presentato il cronoprogramma che planerà in giunta “tra metà e fine marzo”.

Insomma qualcosa si muove, finalmente, e l’ormai mitologica Cella3 dovrebbe essere finalmente ripulita dai veleni in meno di due anni (comunque con estremo ritardo).

“Dopo l’approvazione della giunta e previo bollino verde della Provincia – dice Galli – avvieremo l’appalto per giugno. Si tratta di una gara europea e quindi i tempi non sono velocissimi”.

Affidamento previsto per gennaio 2020, cantiere entro marzo e conclusione “tra settembre e ottobre dello stesso anno”.

L’importo richiesto alle casse del Comune è di 6milioni ma “considerati eventuali imprevisti, il costo dell’operazione oscilla tra 4.5 e 5 milioni di euro, ci cauteliamo con un milione in più perché l’imponderabile è sempre dietro l’angolo. Comunque risparmieremo ogni euro”. Non bruscolini: fino a oggi sono stati spesi 5 milioni e mezzo di euro. Ora se ne prevedono altri 6 per una sola porzione dell’area. Alla fine di tutto la bonifica potrebbe esser pesata 11 milioni e mezzo di euro.

Tecnicamente il Comune opererà su due fronti: acqua e terra. Le acque di falda saranno monitorate per due anni “solo con l’arrivo dei risultati decideremo come agire” evidenzia l’assessore, precisando comunque che nello stesso progetto vengono previste teutte le alternative possibili (come per esempio i pozzi barriera). Sul fronte terra saranno scavati 10mila metri cubi di terra, fino a una profondità di due metri.

  1. Luisa Corti

    Vabbè, come dire: nulla di fatto…

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