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Torte&Tortellini: via Lambertenghi si fa forno e pastificio con Massimo, Stefano e Fabrizio

a storia di Massimo Turolla, fornaio e pasticcere di via Lambertenghi, sa di avventura. “Faccio questo mestiere da 43 anni. Ho lavorato dappertutto – racconta – sono stato per anni sulle navi da crociera. Sbarcato a Nassau, alle Bahamas, ho capito che volevo rimanere. Ho lavorato come pasticcere in un albergo 5 stelle. Ho fatto anche una torta per i Kennedy”.


Una vita movimentata, dice, sorridendo dietro ai folti baffi bianchi. Traversate oceaniche per poi tornare a Como, nel 1987 e aprire “La vecchia Como”, pasticceria e caffetteria, l’anno successivo. “Siamo in una posizione un po’ nascosta. Anche se molti stranieri finalmente si stanno spostando dal centro e rimangono affascinati dal nostro locale, una casa del 1500”.

Il laboratorio di Massimo pullula di giovani stagisti pronti ad imparare il mestiere. “La vita della pasticceria è però diversa da quello che mostrano in televisione – spiega – la passione gioca un ruolo importante, certo, però prima viene tanta gavetta e soprattutto dedizione alla professione”.

Pochi metri più in là, altre mani sono impegnate a impastare sin dalle prime ore del giorno nel laboratorio de “L’ora della pasta”, il pastificio di via Lambertenghi. Sono quelle di Stefano Zanoni e Fabrizio Comerio.

Ex cuoco, il primo, ed ex giornalista il secondo, i volti giovani dei due soci sono difficili da associare ad un’attività artigianale dal sapore antico come quella del pastaio.

“Nel 2011 ci guardavano tutti come se fossimo pazzi – racconta Stefano, che ha aperto il locale insieme al padre, ora pensionato, a cui è poi subentrato Fabrizio – e invece negli anni ci siamo allargati e il nostro viaggio continua”.

Stefano viene da una famiglia di artigiani. Il nonno faceva l’orologiaio in via Giovio, a Como. Il padre, dopo aver lasciato il pastificio al figlio, si è poi trasferito in Liguria, dove ha aperto un laboratorio di orologeria.

Fabrizio, invece, dopo anni nella cronaca locale e il giornalismo di sport per la Gazzetta, è ora socio dell’amico incontrato alle superiori. “Stefano mi ha insegnato ad amare questo mestiere. Non hai orari ma è molto soddisfacente. Non hai capi a parte i tuoi clienti”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

  1. Luisa Corti

    In bocca al lupo e avanti così.

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