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Tronchi, dissesto, pericoli: Spina Verde horror tra Baradello e Parco delle Rimembranze

Scena da una devastazione. Arrivano dalla Spina Verde, nello specifico nel tratto compreso tra la fine di via Castel Baradello (poco dopo l’ex ristorante Ul Ginoeucc) in direzione del Parco delle Rimembranze.

Si tratta di un percorso dove, qualche tempo fa, una frana spazzò via la strada che portava al Baradello, per cui venne comunque realizzata un parziale messa in sicurezza con la costruzione anche di un nuovo tratto di strada verso la Baita (Amici del) Baradello, che sale a sinistra.

Nel tratto verso destra, invece, ovvero come detto in direzione del Parco della Rimembranza, non è accaduto praticamente niente. E dunque, dopo una cinquantina di metri di strada asfaltata che terminano contro una sbarra in ferro ci si imbatte in un pannello informativo superstite con qualche tag e circondato dalle erbacce, comincia il sentiero che si può osservare nelle foto.

A monte e a valle del sentiero spicca l’incuria: valletti di scolo dell’acqua pieni di rami e fogliame (una delle due frane fu causata da queste situazioni), scale senza più mancorrenti, staccionate rovinate, crollate, inesistenti. Per non parlare degli alberi pericolanti o caduti sul sentiero. Il grande castagno che appare a un certo punto del sentiero cadde addirittura più di un anno fa ma era rimasto coricato sul pendio qualche metro più in su. In queste ultime 2 o 3 settimane è scivolato fin sul sentiero, ostruendolo quasi del tutto.

Prima della scalinata che sale al grande prato, dove c’è un altare costruito dagli Alpini e qualche barbecue in cemento, rimane soltanto il tetto di un altro pannello informativo. E anche sopra la scalinata (via degli Alpini) dormono appoggiati, sospesi, diversi alberi.

Per capirsi, da questa strada si sale verso la baita-ostello Respaù e poi su ancora verso la casa scout don Titino Levi (ex baita Elisa), il Pianvalle e il Monte Croce.

(Per la redazione dell’articolo ha collaborato Marco Bestetti)

  1. Frequento molto bene la zona e ci terrei a fare i seguenti distinguo:
    La situazione legata alle piante cadute e che incombono od ostruiscono i sentieri sono dovute ai venti degli ultimi giorni e quindi è comprensibile un po di ritardo sulla rimozione da parte dell’ente Parco (moltiplicate gli interventi per tutta la spina verde e capirete)
    E’ vero che il pannello informativo è superstite (ci sono oltre a questo anche le insegne dei sentieri) ma è comunque stato installato recentemente.
    Quello che risulta assolutamente pertinente e che al netto degli alberi caduti il sentiero descritto è in assoluto degrado da diversi anni e senza parapetti di sicurezza e questo nonostante sia indicato ufficialmente come sentiero (n.10b) nelle ultime cartine del Parco!!! In realtà l’inizio di questo sentiero (in corrispondenza della fine di via castel baradello) non è neppure indicato da cartelli segnaletici che invece sono presenti piu avanti. L’ente parco dovrebbe decidersi: o lo toglie dalla carta e ne chiude l’accesso o lo indica meglio e lo tiene manutenuto almeno dal punto di vista sicurezza.

    • Larix

      Condivido pienamente le sue conclusioni sui doveri del Parco.
      Mi permetto però di confermare quanto scritto nell’articolo a proposito degli alberi caduti (ci sono passato sotto con i miei figli durante la nevicata di quest’inverno) e sul pannello informativo, che sta lì da prima della frana, quindi non proprio di recente.
      Mi creda, ci abito, è così.
      Emanuele Caso ha descritto correttamente lo stato dei luoghi e, comunque, il senso dell’articolo rimane intatto.

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