Attualità

Tumore al seno, rivoluzione al Valduce: nata la Breast Unit. Diagnosi, terapie e amore per le pazienti

ll tumore al seno è la neoplasia più frequente in assoluto per incidenza nella popolazione femminile. Le statistiche riportano che 1 donna su 8 in Italia si ammala di tumore al seno), 52.800 casi solo nel 2018 e il numero è in continuo aumento.
La buona notizia è, però, che è anche in aumento la percentuale di donne che guarisce da questa malattia (oggi la sopravvivenza media a 5 anni dalla diagnosi è di circa l’87%) e il merito è non solo delle nuove terapie ma anche, soprattutto, della diagnosi precoce. E Como in questo campo può vantare davvero un fiore all’occhiello.

È stato, infatti, presentato oggi il Centro di Prevenzione Donna “San Camillo” dell’Ospedale Valduce, la Breast Unit per dirla con un termine anglosassone.

“Il nostro ospedale sta crescendo ma questo non significa solo comprare nuovi macchinari – spiega la procuratrice speciale dell’ospedale Mariella Enoc – significa soprattutto organizzarsi in maniera diversa, dimenticando i dipartimenti separati tra loro in favore di una circolarità tra le diverse specialità. E questo nuovo reparto è un piccolo esempio di questa volontà di far collaborare tra loro alte professionalità con lo scopo di trovare la cura migliore per la paziente”.

“Dati scientifici dimostrano che il tasso di sopravvivenza a un tumore alla mammella è più elevato se la donna viene seguita da un team multidisciplinare – aggiunge Luciana Ambrosiani, primario di Anatomia Patologica e responsabile della Breast Unit – È necessario prendersi cura della donna in tutti i passaggi, dalla prevenzione all’eventuale diagnosi fino alla cura”.

E da questa volontà nasce, dopo 6 mesi di lavori, questo nuovo reparto che riunisce su un unico piano (nell’ex-casa del cappellano e nella casa del clero messe a disposizione dalle suore della Congregazione) tutte le specialità che ruotano intorno alla figura della donna e alle sue possibili patologie che prima si trovavano in diverse zone dell’ospedale e che oggi, invece, possono dialogare più facilmente tra loro (Mammografia, Ecografia, Moc, Chirurgia e Genetica senologica e Ginecologia).

Un lavoro che si concretizza in circa 16 mila mammografie di screening all’anno (una ogni 5 minuti, nel nuovo reparto) e 8 mila mammografie cliniche, “una sorta di medicina di genere – dice Ambrosiani – che trova riscontri importanti sul piano scientifico”.

Ma il nuovo reparto, oltre all’area dedicata alla prevenzione e alla parte ambulatoriale e di terapia, dà spazio anche a un altro aspetto importante per le pazienti: l’aspetto emotivo. Oltre al servizio psicologico ella nuova unità ha trovato sede anche l’associazione di volontariato Noi Sempre Donne, da sempre presente in Valduce.
“San Camillo, patrono degli ammalati a cui è dedicato il nuovo Centro, invitava sempre a mettere più cuore nelle mani – spiega la madre generale Emanuela Bianchini – e questo è anche lo scopo della nostra Congregazione: curare i corpi senza dimenticare la persona”.
“Il nostro auspicio è quello di riuscire ad avere sempre davanti la persona malata e non la malattia”, le fa eco Ambrosiani concludendo la presentazione.
E i tempi? Per una mammografia di controllo (quella che normalmente si fa ogni anno o ogni due) si parla di 14 mesi mentre per un primo esame o per le urgenze si devono aspettare solo 2 o 3 giorni.

  1. Tiziana

    Ho avuto modo ( ahimè!) di sperimentare di persona l’efficienza e la professionalità di questo reparto: la sua sinergia con le diverse specialità che interessano i tumori femminili, è stata a dir poco sorprendente, come la componente umana nei confronti del paziente oncologico. Un ringraziamento particolare al dott. VISCHI SILVIO sempre “sul pezzo”, anche nella più critica decisione, al prof. ROESEL, al personale che lavora nella diagnostica e a quello paramedico, che si avvale di persone formate ed efficienti.

  2. Daniela

    Sono stata operata nel 2011 dal dottor ROESEL ,e a livello estetico dal dottor VISCHI SILVIO, devo dire di essere pienamente soddisfatta sia a livello di trattamento che di terapia. Un ringraziamento speciale ai medici che mi hanno seguita. Daniela Cesarani.

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata