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Turismo, urlo Cassani (Albergatori): “Vuoto politico. I coprifuoco? Non c’è visione”

Nelle ore in cui si insedia a Palazzo Cernezzi il nuovo assessore a Turismo e Cultura, Carola Gentilini (qui la presentazione), riproponiamo la lunga intervista concessa pubblicata sull’ultimo numero di ComoZero settimanale dal presidente degli albergatori, Roberto Cassani. 

Roberto Cassani è stratega abile. Sa come (e quando) spostare il pezzo sulla scacchiera. Tradizionalmente diplomatico, le – rare – volte in cui decide di affondare lo fa fino in fondo. La stagione turistica è a un tiro di schioppo (sì, la destagionalizzazione e tutto il resto ma è la primavera a aprire le cataratte dei grandi flussi) e le proiezioni annunciano numeri pari se non superiori al 2018.

“E’ chiaro, è sotto gli occhi di tutti – dice il presidente degli albergatori comaschi – che manca una regia, magari c’è impegno ma non visione. Parlo del capoluogo ma mi riferisco a tutte le amministrazioni della provincia. E’ un momento di vuoto politico sulla gestione del turismo”.

Nessuno fa niente?
Chi si è occupato veramente del tema in questi anni è stata la Camera di Commercio ma adesso, vista la fusione con Lecco, è in un momento di transizione.

Cosa serve?
Dobbiamo adeguare le infrastrutture e i servizi ai nuovi flussi.

Diversamente?
Andiamo a farci veramente male.

Per esempio?
Prenda piazza De Gasperi, il tribunale nei giorni scorsi ha deciso per il coprifuoco definitivo alle 23, gli esercenti (condannato anche il Comune, Ndr) devono anche indennizzare per 60mila euro il residente. Se questa è visione turistica non so dove andremo.

Che rapporto avete con il Comune di Como?
All’apparenza assolutamente collaborativo poi constatiamo che i tempi del privato sono una cosa mentre quelli del pubblico sono biblici.

Qualche esempio?
Il progetto di riqualificazione dei giardini a lago. E’ partito con la precedente giunta (Lucini, Ndr) ed è ancora al palo. Poi c’è la questione della tassa di soggiorno.

Cioè?
Vorremmo ci dicessero dettagliatamente come viene investita. La destinazione è il turismo ma non ci pare vi siano tutti questi investimenti. Andrebbe dedicata a infrastrutture e arredi urbani, a servizi per gli ospiti che comunque migliorerebbero la vita dei comaschi.

Di cosa si lamentano i turisti?
Fortunatamente la bellezza del luogo li incanta. Ma i problemi di mobilità, parcheggi, trasporto pubblico sono in cima alla lista delle cose non gradite.

C’è anche la cronica carenza di taxi in alta stagione.
In accordo con i tassisti stiamo chiedendo una revisione del regolamento per aumentare la copertura delle fasce orarie.

In tutto questo non c’è (ancora) un assessore al turismo dopo le dimissioni di Simona Rossotti.
C’è un vuoto. Il sindaco Landriscina ha l’interim, abbiamo chiesto di sapere chi siano i candidati alla successione. Pensiamo serva una nomina competente.

Quindi?
Quindi non politica.

Le hanno anticipato nomi?
No.

Faccia una richiesta precisa al sindaco.
Servono programmazione e investimenti. Non è utile una visione limitata, bisogna guardare i prossimi anni. Bisogna calendarizzare gli eventi. L’anno scorso avevamo periodi densissimi alternati al deserto. Agosto è stato morto come da tradizione di una città che non era turistica.

Quali le colpe di questa amministrazione?
Difficile dirlo. Certo la conflittualità interna, che non riguarda solo il Comune di Como, la paura dell’opinione pubblica, degli avversari politici. Io dico: se mi candido per fare certe cose o le faccio o vado a casa. Non si può cercare continuamente il compromesso.

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