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Val d’Intelvi, le favole diventano realtà. Il gatto, la volpe e quelle visite notturne ai ragazzi di Anffas

A volte, alcuni eventi della vita di tutti giorni hanno dell’eccezionale che pare uscito da un libro o da una canzone.

La vicenda capitata qualche giorno fa a Sara Marchetto, educatrice per persone con disabilità, potrebbe venire direttamente dalle pagine de “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry, da quelle di “Pinocchio”  di Carlo Collodi, oppure, dalla canzone di Edoardo Bennato “Il gatto e la volpe”.

“Lavoro per Anffas (una onlus che lavora con persone disabili e le loro famiglie Ndr) e abbiamo portato i nostri ragazzi in montagna per qualche settimana a Casasco, in Val D’Intelvispiega Sara – notte dopo notte abbiamo notato una piccola volpe tornare tutte le sere per mangiare quei piccoli avanzi di cibo lasciati dal pranzo e dalla cena”.

Foto, cortesia di Sara Marchetto

Una delle ultime sere del soggiorno di Sara in montagna, la volpe si è è poi spinta fin sull’uscio della baita, in cerca di cibo, incappando in un gatto altrettanto affamato.

“Ci sono stati degli sguardi di fuoco che non ti dico – scherza l’educatrice – i ragazzi e gli educatori hanno praticamente adottato la piccola volpe, anche dopo il mio rientro e l’hanno ribattezzata il “Volpino Dino”.

 

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