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“Via Giovio, strada delle erbe aromatiche e dei fiori commestibili”: la visione di Giò Ratti

C’è la Santoreggia (celebrata da Virgilio e Plinio) pianta tipica del Lario. Ci sono le infinite varietà delle erbe (solo il timo, per dire, ne conta 50), ci sono i fiori da guardare e mangiare. C’è l’idea di una via botanica, di una piazza animata, di una nuova Vasca, un nuovo imbocco del Centro Storico, alternativo e organico ai tradizionali flussi dei pedoni. Lo raccontiamo da qualche giorno, prima il successo del mercato artigianale dei I Bélée Faa a man di sabato scorso:

Il sorriso di Nena e Giusy, un sogno e un’idea di città. Così rinasce Piazza Medaglie d’Oro

Poi i commercianti che, guidati dall’artista Mr. SaveTheWall, non hanno nascosto l’ambizione:

“Noi, la nuova Vasca tra mercati e arte”

 

E oggi c’è Giovanni Ratti, figlio d’arte, erede di quell’Alfredo Ratti fondatore di Rattiflora, anima di Orticolario, flower designer e artista. Nel sangue le passioni del padre, Giovanni si muove con scioltezza e genio fra cucine e botanica in un dialogo continuo, quasi alchemico, fra le due discipline. Così coinvolto dai negozianti della zona in queste ore lancia l’idea: “Via Giovio diventi la via delle erbe aromatiche, antica tradizione comasca. Erbe e fiori edibili da esporre, toccare, annusare e mangiare”.

GALLERY: IL PROGETTO IN ANTEPRIMA

Abito in zona – racconta – e molti conoscendo il mio amore per i fiori, che poi sono il mio lavoro, mi hanno chiesto di abbellire una zona che, per alcuni frangenti è leggermente secondaria rispetto al solito giro che si fa da Porta Torre”.

VIDEOINTERVISTA

Mi piacerebbe molto, con l’aiuto dei commercianti, esporre le erbe con nomenclatura: per annusarle, toccarle, coglierle, mangiarle o semplicemente guardarle. Immagino si possano realizzare delle sedute, piccole aree di sosta. Quindi erbe e fiori saranno inseriti in contenitori naturali, in legno, in modo che le persone possano conoscere le infinite varietà: solo di timo, per capirci, ce ne sono 50. C’è una pianta tipica del lago di Como che è la Santoreggia, fiorisce in questo periodo è di un fucsia meraviglioso e si usa nell’essiccazione del missoltino. Penso a una via delle erbe aromatiche, una possibilità in più anche per il turisti di conoscere qualcosa di tipico. Italiano ma soprattutto comasco, la cultura delle erbe aromatiche è tradizione del Lario. Ci sono molti produttori a Bellagio, si dice che quando la pianta aromatica vede il lago cresce meglio. Nessun problema per le auto: il senso è unico e le sedute sarebbero laterali con contenitori appesi per non dare fastidio”.

Giovanni Ratti, biografia

Figlio d’arte viene influenzato dalla presenza carismatica del padre Alfredo Ratti, noto esperto botanico e con una passione verso la cucina, la stessa tramandata al figlio. Inizia la sua passione per la cucina sin da piccolo fondendola con l’arte floreale in un’unione romantica e allo stesso tempo contemporanea. Diplomato in orto-floro-frutticultura presso Fondazione Minoprio dove prende parte attivamente come docente di arte floreale. Si perfeziona in Olanda da uno dei migliori fioristi europei dove partecipa a molti corsi e
concorsi con vere e proprie opere d’arte. La passione per la cucina lo accompagna in tutto questo tempo per poi essere affiancata con l’uso dei fiori ed erbe nei suoi piatti.
Inizia un percorso culinario al fianco dello Chef Giancarlo Morelli, mentore e amico, insegna alcuni dei segreti della cucina tradizionale italiana, dove gestisce la parte dei catering e negli stessi anni viene conferita una stella Michelin allo Chef Morelli. Durante questa unione la conoscenza floreale e arborea si mischia alla straordinaria conoscenza dello Chef Morelli creando un connubio perfetto tra fiori eduli e cibo. L’accademia culinaria di Stresa, promossa dallo chef Antonino Cannavacciuolo è il luogo dove perfeziona le tecniche e segreti della cucina italiana.
La sua cucina è una cucina semplice, curata e sempre in evoluzione, i materiali sono scelti e curati dello stesso per garantire freschezza e genuinità ai suoi piatti. La sua continua curiosità nel mondo degli alimenti, delle spezie e delle cucine di tutto il mondo lo appassiona fino seguire, duranti i viaggi, corsi di cucina internazionale da quella thailandese, cinese, giapponese, indiana, marocchina, libanese, greca cogliendone la storia e l’essenza per un possibile utilizzo con la nostra cucina. La sua esperienza in continua evoluzione permette di arricchire il suo bagaglio culturale cosi come il suo orto, in continua evoluzione con Antiche varietà di erbe aromatiche, fiori e ortaggi vengono coltivati e curati direttamente da lui cosi il sapiente utilizzo delle stesse si fonde con tutti gli altri ingredienti armoniosamente creando un’esperienza sensoriale al
palato.

 

  1. Marco

    Bella visione, peccato che a occhio e croce… tempo tecnico 2 minuti parte il saccheggio

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