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Viale Geno, irregolarità e pericoli: Butti e Landriscina convocati dal prefetto, si cambia

Ora, forse, si capisce meglio il senso della nuova segnaletica orizzontale posata in viale Geno tra grandi frecce e indicazioni, seppur perfettibili nella realizzazione.

Emerge ora, infatti, che a fine maggio l’allora prefetto Bruno Corda convocò in via Volta il sindaco Mario Landriscina e l’assessore all’Urbanistica Marco Butti e, assieme alla polizia stradale, mise sul tavolo il dossier sulla pericolosa situazione della nobilissima zona.

Una decisione, quella del rappresentante del governo in città, maturata – ironia della sorte – sulla base delle denunce ribadite in più occasioni tra fine 2015 e 2016 proprio dallo stesso Butti, che ai tempi sedeva ancora all’opposizione e da lì segnalò (dopo accurate misurazioni sul campo) le numerose irregolarità che contraddistinguono viale Geno.

Denunce che hanno trovato in larga parte conferma dalle controverifiche della polizia stradale e che hanno confermato criticità sulla dimensione dei parcheggi blu, alcuni troppo stretti o troppo corti rispetto a quanto indicato dal Codice della strada, sulla larghezza insufficiente della carreggiata per garantire il doppio senso in sicurezza, fino ai pericoli per i pedoni sui marciapiedi costretti talvolta ad “ospitare” le auto che tentano di evitare la collisione.

E così, due mesi fa, ecco la convocazione in prefettura. E un input – giusto per non usare la parola diktat – alla giunta, sulla base anche di contromisurazioni effettuate dalla Polstrada che effettivamente hanno confermato le criticità (con potenziali conseguenze anche sulla validità delle multe elevata in zona).

Ecco, dunque, la soluzione in arrivo: una sorta di portale conta-ingressi all’imbocco di viale Geno collegato a sensori posizionati su tutti gli stalli disseminati lungo il viale e a un pannello a messaggio variabile.

Un sistema che dovrà funzionare su due fronti: bloccare le auto di turisti o automobilisti di passaggio in assenza di una reale disponibilità di stalli liberi; e nel contempo – sullo schema della Ztl in centro – permettere a residenti e autorizzati in genere di poter comunque accedere alle proprietà o ai posti di lavoro. Il tutto, organizzato su un flusso in entrata da piazza Matteotti e uno in uscita da via Coloniola.

A occuparsi di redigere un primo progetto è Como Servizi Urbani che per una prima stima aveva valutato in circa 35mila euro la somma necessaria per un sistema “leggero”.

Già passata la stagione clou di quest’anno, però, è probabile che quello stesso progetto venga affinato e migliorato al di fuori dell’emergenza e possa essere realizzato prima della prossima primavera.

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