Attualità

Viale Geno, la furia di Dato: “ComoNuoto, gestione esclusiva, sottratta alla città e non democratica”

Sarà l’attesa per l’esito della gara, saranno anni di battaglie drammaticamente conclusi in uno scisma senza precedenti, sarà che nemmeno il tempo ha capacità taumaturgiche tanto potenti da sanare certe fratture.

Sarà pure un po’ di tutto questo, fatto sta che la temperatura delle vasche in ComoNuoto sfiora l’ebollizione.

E’ di poche ore fa la notizia: solo la prossima settimana si conoscerà l’assegnatario del bando per la gestione della struttura (con vasche, ristorante e parterre) che campeggia al fondo di viale Geno.

Buste aperte lunedì e, perfettamente da pronostico, due concorrenti:  la storica ComoNuoto e Pallanuoto Como, in partnership con Crocera StadiumS.S.D.R.L (società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata).

Al momento entrambi i Club presentano i requisiti per partecipare alla gara. La commissione si è riunita nuovamente stamani per entrare nel merito delle offerte ma, spiegano da Palazzo Cernezzi, è necessario che i concorrenti forniscano alcuni chiarimenti (qui i dettagli).

Contestualmente il presidente di ComoNuoto, Mario Bulgheroni, sia tramite il sito del Club (qui) sia attraverso un commento lasciato su queste pagine (qui) ha preso una posizione chiarissima, prima ha ricostruito la storia del sodalizio d’acqua dolce – chiaramente dal proprio punto d’osservazione – poi ha concluso il mini-excursus con un inciso (presente nel commento su ComoZero ma non nella nota ufficiale) destinato inevitabilmente a incendiare gli animi:

la Como Nuoto ha donato alla città’ perché i cittadini ne potessero usufruire un impianto natatorio in riva al suo lago.

Spero almeno che la città le sia riconoscente

Sul sito di Comonuoto la chiosa è diversa:

Il Presidente, il Consiglio direttivo, I soci, gli atleti e le loro famiglie sono certi che la città ne terrà conto nel presente ed anche nel futuro

Insomma, nonostante le variazioni tra una versione e l’altra, tanto è bastato per scatenare le ire del concorrente diretto, PallanuotoComo appunto, e del suo presidente, Giovanni Dato, che pochi minuti fa ha diffuso una nota durissima:

Sono fortemente preoccupato per le affermazioni lette in data odierna sul sito di Como Nuoto. Affermazioni che tendono chiaramente a influenzare la comunità e non solo, in un momento molto delicato: il testo si conclude con “siamo certi che la città ne terrà conto”. Una dichiarazione che di per sé pare un problema prima di tutto d’opportunità politica, ma questo non sta a noi giudicarlo. Nel merito delle dichiarazioni del presidente Bulgheroni ci sentiamo di chiarire a nostra volta un paio di punti:

– se si vuole far valere la storia di un’associazione urge guardare anche ai pregressi economici della stessa. Non siamo certi questo convenga a Como Nuoto.

– Como Nuoto non “ha dato alla città l’attuale sede”, provvedendo a mantenerla. Como Nuoto ha gestito in via esclusiva un bene, privando dello stesso la città, vincolandolo a uno statuto non democratico (articolo 10 dello statuto, cento anni trascorsi senza che abbia attecchito il principio della democrazia). Ne ha goduto fino in fondo. E alla manutenzione (importante) dovrà provvedere chi vincerà il bando, essendoci molte voci da mettere a norma.

– Chiunque abbia realizzato opere all’interno del sito di Villa Geno, o altri, lo ha fatto per la propria fruizione piena del sito. Ennesima dimostrazione, oltre allo statuto a nostro avviso discriminatorio, che Como Nuoto sente proprio un bene pubblico. Chiunque abbia realizzato delle opere all’interno di una struttura pubblica, lo ha fatto come compensazione del beneficio di avere un canone ben al di sotto del prezzo di mercato. Quindi anche la piscina è stata realizzata coi soldi di tutti i comaschi.

– Per essere associazione senza scopo di lucro occorre che tutti possano accedere liberamente a un bene così importante. Altrimenti il lucro sta proprio nel goderne in via esclusiva. Ci auguriamo che questo concetto venga compreso a prescindere dall’esito del bando.

COMONUOTO Vs PALLANUOTO COMO: TUTTE LE CRONACHE

  1. Riccardo

    Sembra la fotocopia della brutta storia del lido di Villa Olmo, ricorsi e richieste di sospensive del secondo classificato anche qui?

  2. Comino

    Io sono per la democrazia e la correttezza, quindi che vinca il migliore. Per me però la Como nuoto è sempre stata la Como nuoto, per tante generazioni. Quale famiglia comasca non ci è passata? Mi farà strano vedere la sede gestita da altri e in altro modo… In effetti in Como nuoto ci si sente parte di un club, quasi come un canottieri. Spero non diventi un lido.

    • Mattia I

      Sarà pure strano, però può darsi che se passano altre società faranno entrare anche cittadini senza essere soci, ahimè in Como nuoto per entrare devi essere socio.

      • Andrea

        Chiunque gestirà, dovrà essere una associazione sportiva dilettantistica, quindi continueranno a poter entrare solo i soci. Non è un lido con scopo di lucro, è una piscina destinata primariamente alla pratica degli sport natatori, come anche previsto dal bando.
        Differenza che deve essere ben chiara. Se qualcuno la prendesse in gestione per trasformarla in un lido aperto al pubblico (pagante), andrebbe contro la storia della piscina e le disposizioni del bando.

      • Comino

        Sono sempre stato socio e non mi sono posto il problema, ma mi risulta che sia possibile accedere alla piscina per i corsi di nuoto o pallanuoto senza la quota sociale completa ma con un corrispettivo legato a corso e lezioni, o sbaglio? Forse sbaglia anche il sito? http://www.comonuoto.it/scuola-nuoto.asp?id_cat=6 .
        Penso invece che manchi informazione o VERO interesse da parte dei cittadini che lo credono un club esclusivo in tutto.

  3. Danilo

    Andrea, non ne sarei tanto sicuro. Penso, invece, che si possa aprire al pubblico in quanto per assenza di fini di lucro non si intende che non possono essere svolte attività commerciali bensì che i proventi dell’attività non possono, in nessun caso, essere divisi anche indirettamente tra i gestori e gli associati. Deve essere tutto reinvestito nella società senza trarne benefici personali in pratica. Ma non sono un commercialista, lascio la parola a chi ne sa più di me.

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