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Villa Olmo, Comune e Dolce e Gabbana rassicurano: “Il verde sarà ripristinato”

Buona notizia per i prati di Villa Olmo, inaugurati di fresco ma inevitabilmente trasformati in maxipasserella per le cene e gli eventi serali di Dolce e Gabbana.
Ieri le foto di una nostra lettrice sull’inevitabile stress a cui saranno sottoposte le aree verdi fino al prossimo 11 luglio avevano animato un ampio dibattito e preoccupazioni sulle condizioni in cui sarà l’erba al momento dello smontaggio di palchi e passerelle.

Oggi, però, ecco la rassicurazione ufficiale giunta da Palazzo Cernezzi: “In merito all’utilizzo del parterre di Villa Olmo per l’evento di Dolce&Gabbana – si legge in una nota ufficiale – si precisa che nei contratti stipulati con il Comune è prevista una specifica voce che li impegna al ripristino delle aree verdi eventualmente danneggiate durante la fashion week. Lo stesso impegno è previsto per il resto del parco e per la villa”.

  1. Domenico Vandelli

    Ma perchè i prati devono essere “inevitabilmente trasformati in maxipasserella”?
    Questo modo rozzo di utilizzare il patrimonio culturale della città era proprio necessario in cambio di 70.000 Euro?
    Ma se la logica è questa allora lasciamo coprire di pubblicità il Duomo a patto che dopo lo puliscano! Sarebbe una ulteriore formidabile promozione per il Lario e chissà quanti milioni di indotto …

  2. riccardo

    non vedo il problema, non stanno verniciando color oro la facciata della villa. installano strutture temporanee per una manifestazione. ci si dimentica che i concerti organizzati nel parco della villa prevedevano l’installazione di palco e sedute sul prato.
    a fine manifestazione se il prato sarà danneggiato sarà possibile ripristinarlo.

  3. Stefano Legnani

    Ci sono volute settimane, durante le quali era vietato calpestare il parterre, per favorire la crescita dell’erba e rendere il manto erboso calpestabile. Il problema non sono i soldi che Dolce & Gabbana pagherà per ripristinare il verde; il problema è il rischio di dover attendere molte settimane per la ricrescita dell’erba e poter nuovamente calpestare il manto erboso. E’ vero che sul prato sul retro della villa venivano installate le sedute per i concerti (a volte le sedie addirittura con le gambe collocate direttamente sul prato), ma ciò rovinava il prato.

  4. Fabio Germinario

    È un vizio italiano: produrre progetti blockbuster. Di solito gli ingredienti sono i maestri del colore, questa volta gli stilisti. Puro intrattenimento a pagamento nei luoghi dell’arte e della cultura europea. Privati senza scrupoli e pubbliche autorità senza un progetto mettono a rischio pezzi artistici unici oppure deturpano architetture storiche con il pretesto della “cultura di massa” e previo risarcimento assicurato. Dobbiamo impedire che i luoghi della bellezza e dell’arte europei siano trasformati in divertimentifici mordi-e-fuggi. Citando lo storico dell’Arte, Tomaso Montanari: “Rompiamo la gabbia degli eventi e rituffiamoci nel fitto contesto di arte e paesaggio che rende l’Italia unica al mondo. Riallacciamo il passato al presente, attraverso una conoscenza vera e libera. Fuori dal mercato, nel cuore delle nostre città”.

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