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Villa Olmo, un lido chiamato amore: Sara, Martina, Oliver e gli altri. Fotostorie d’agosto

 Non è solo un lido, è un pezzo enorme di storia per migliaia di comaschi. Memoria d’infanzia, primi amori estivi, tintarelle e tuffi.

Dopo un paio d’anni complicati il lido di Villa Olmo ha finalmente riaperto le porte.

Così, per una volta, niente foto per dire che è una valida (e certo lo è) via di fuga dalla canicola infilata nelle regole per preservarsi (abiti freschi, non uscire nelle ore calde, bere frullatoni freddi e solite robe) nella stagione calda.

Per una volta vogliamo raccontare chi (e perché) il lido lo sceglie. Un viaggio fotografico, con piccole storie, curato interamente dal nostro Carlo Pozzoni.

Aurelio Vitale 78 anni, di Rebbio lo frequenta da ragazzino, si ricorda quando con gli amici adolescenti prendeva il bus per venirci. Sente il lido “come una seconda casa”, ora ci viene con la moglie la figlia e la nipotina di 7 anni. “Dal 2014 il lago è anche balneabile – dice – ed è ancora più bello tornarci”. 


Oliver e Giulia, tedeschi. Lavorano a Milano ma appena possono fanno una puntata al lido perché “è un bel posto, il panorama è stupendo però il lago Costanza è meglio!”.

MartinaGiuliaSara e Francesca, studentesse. Vengono da Vimercate e amano molto il lago. Sono arrivate al lido tramite il passaparola di un’amica. Di solito andavano a Mandello Lario “dove l’acqua è più bella e pulita, però qui il panorama è stupendo”.

Maria Ambrosoli, con la figlia Valeria Cattaneo Korbmacher che vive in Germania. Frequentano il lido dagli anni ’70 “perché abitando in città era il posto più vicino per prendere il sole. Negli anni è molto migliorato. In Germania posti così non esistono”.
Maria Ambrosoli fu assessore allo sport e turismo con il sindaco Spallino, è colei che ha inventato Como Estate. “Se posso permettermi di dare un consiglio all’attuale giunta direi che dovrebbero avere più coraggio e voglia di fare, ha volte si ha l’impressione che vivano alla giornata”.

GALLERY SFOGLIA

Fotoservizio ©Carlo Pozzoni per ComoZero, tutti i diritti riservati.

  1. Taverossa

    Ma qualcuno non doveva farsi biondo?

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