Attualità

Violenze, droga e ora il coprifuoco alle 18. Una bomba sociale terrorizza via Anzani

Una bomba sociale pronta ad esplodere, o forse già esplosa. Difficile definire altrimenti il tratto di via Anzani che va dal civico 27 alla zona della storica edicola all’incrocio con via Magenta. Una lingua d’asfalto dove il mix tra immigrazione, residenza e convivenza difficile si è fatto incandescente e tesissimo.

Partiamo da ciò che ha portato a galla questa situazione a nervi tesi. Si tratta di un’ordinanza del sindaco Mario Landriscina, fortemente sostenuta dall’assessore a Polizia Locale e Protezione Civile, Elena Negretti, e concordata con il prefetto Ignazio Coccia durante uno degli ultimi Tavoli per l’ordine e la sicurezza. Il provvedimento, in vigore da venerdì scorso, è davvero clamoroso: coprifuoco imposto con chiusura tassativa anticipata alle ore 18 a ben tre locali della zona, il negozio Asian Alimentari al 27/c; la sala scommesse (ex) “Gold Bet (ora Sgam, srls)”, esattamente accanto; e infine lo storico Bar Maiorca all’angolo con via Magenta.

Il tutto, per 40 giorni, con impatto evidente sulle attività economiche. Ma leggendo l’ordinanza, i contenuti del provvedimento appaiono devastanti.

All’origine di questo pugno di ferro calato sul quartiere figura infatti – citiamo passi dell’ordinanza – la presenza di troppi “soggetti ubriachi e aggressivi”, “con avventori colti in flagranza mentre urinavano davanti al portone o contro le autovetture parcheggiate in loco” in particolare dei residenti del civico 27 di via Anzani, giunti “a manifestare timori ad entrare nel proprio portone” per i raduni quotidiani di “decine di persone, principalmente di origine extracomunitaria”.

Ben 3 gli esposti dei residenti in merito ai fatti appena citati, datati rispettivamente 11 e 16 settembre 2018 e 9 ottobre. Ma c’è di più: hanno pesato, e molto, anche i pressoché costanti interventi delle forze dell’ordine nella zona in questione (8, 9, 14, 22, 26 e 27 settembre scorsi e poi ancora 4 e 15 ottobre successivi) che hanno riscontrato quanto lamentato dagli abitanti “e hanno proceduto a identificare e denunciare, in più circostanze, soggetti responsabili di violazioni penali e amministrative”.

In particolare, il 2 ottobre, “in occasione di un controllo da parte della Polizia di Stato di un gruppo di circa una decina di soggetti extracomunitari presenti all’interno della sala scommesse, uno dei controllati, in stato di alterazione per abuso di sostanze alcoliche tentava di aggredire il funzionario ed i militari della Guardia di Finanza anch’essi presenti sul posto”.

Un quadro di illeciti “impattanti sulla sicurezza urbana” e su quella dei cittadini “che appare pregiudicata in particolare “lungo il marciapiede di Via Anzani e Via Magenta in corrispondenza dell’esercizio “Asian Alimentari”, della sala scommesse (ex) “Gold Bet” (ora Sgam Srls) e del Bar Maiorca; all’interno del parco giochi di Via Anzani; e in prossimità del vialetto adiacente l’edicola di Via Anzani”.

E ancora: “Nell’area di Via Anzani si stanno registrando episodi di illegalità legati a fenomeni quali lo spaccio di droga, violenza, risse, danneggiamenti e condotte illecite che stanno pregiudicando la sicurezza dei cittadini e nuocendo fortemente e in modo crescente sulla vivibilità ed il decoro della zona”; “le condotte censurabili vedono protagonisti quasi sempre soggetti con precedenti di polizia, precedenti penali o non in regola con il permesso di soggiorno i quali in mancanza di altra occupazione, stazionano per ore sui marciapiedi prospicienti le attività sopra indicate, sulle panchine ubicate nei pressi dell’edicola o all’interno del parco, in condizioni psicofisiche compromesse dall’abuso di bevande alcoliche o dall’uso di sostanze stupefacenti”.

Tutte persone “principalmente di origine extracomunitaria” e – secondo gli esposti e le verifiche delle forze dell’ordine – sempre radunate all’esterno delle tre attività ora “piombate”, tanto “che nel tratto di Via Anzani e di Via Magenta in prossimità delle attività commerciali sopra indicate, si è constatato una consistente presenza sulla pubblica via di vuoti di lattine e bottiglie di birra ed alcolici, sovente in frantumi, con evidente pregiudizio, in particolar modo per i bambini”.

Tutto finito con il coprifuoco, dunque? Nient’affatto.
Perché nelle maglie del provvedimento è finito, come detto, anche il Bar Maiorca. Che proprio non ci sta. “E’ assurdo che dobbiamo pagare così pesantemente anche noi che non c’entriamo nulla – afferma Fabiana Maiorca – Non abbiamo mai creato problemi, tanto meno i nostri clienti. Figuriamoci: siamo stati i primi noi a chiamare la polizia quando c’è stato qualche problema, proprio perché noi siamo qui da tanti anni e non vogliamo problemi”.

“Ora che succede? – prosegue la giovane titolare – Per noi chiudere alle 18 è un danno pesantissimo, sia economico che d’immagine. Stiamo valutando di fare ricorso, ma abbiamo comunque bisogno di percorsi veloci. Quaranta giorni di coprifuoco per noi sono insostenibili. Stiamo subendo un’ingiustizia enorme, piuttosto che far chiudere tutti sarebbe stato molto più logico aumentare i controlli e i pattugliamenti in zona”.

Giovanna, battagliera edicolante esattamente di fronte al bar, dall’altro lato dell’incrocio, è pienamente solidale con Fabiana: “E’ assurdo quello che sta accadendo. Se succede qualcosa, tutti noi qui siamo i primi ad avvertire chi di dovere, proprio perché ci teniamo. Il bar non ha nessuna colpa, posso dirlo senza problemi”.

Poi, una piccola ulteriore rivelazione: “Qui accanto è stata tolta una panchina, per evitare assembramenti. A cosa è servito? A niente: trovare anche 10-15 bottiglie e lattine di birra resta la normalità, e non le dico cosa troviamo d’altro dopo la notte perché ho pudore. Non è con queste cose che si risolvono i problemi: servono più controlli costanti delle forze dell’ordine, semmai”.

Testimonianze e interventi a redazionecomozero@gmail.com

  1. Peppermind

    È ora di finirla con questa gente, bisogna sbrigarsi a rispedirli da dove sono venuti. Sono cresciuto in via Anzani e vederla ridotta così, come chissà quante realtà italiane, perché 4 deficienti si sono messi in testa di voler accogliere il mondo intero non mi sta bene. Stiamo solo portando danno e degrado alla società e tutto questo non fa che alimentare solamente odio e razzismo. Anche un bambino lo capirebbe.

  2. Gioele

    Gli alcolici li hanno portati dall’Africa? Non credo. È necessario anche cominciare a punire non solo gli immigrati che delinquono ma anche quegli esercenti che continuano a vendere alcol a chi è già ubriaco. I delinquenti non sono solo quelli che danno fastidio ma anche e soprattutto chi ne approfitta.

  3. Paolo

    Dovrebbero tornare a spacciare i comaschi come un tempo.Quelli sì che non davano fastidio🙄.
    Scherzi a parte gioco d’azzardo e alcol sono le isole infernali nelle quali si rifugia il disagio.Eliminare il disagio resta l’unica via.Proibire e reprimere non sono mai soluzioni.

  4. Rossi

    C’entra solo in parte, ma anche fuori dal bar di cui si parla ci sono persone poco raccomandabili. Il Bar potrebbe fare un restyling, diventare più bello e meglio frequentato. Infine, l’edicola: perché non rivernicia la saracinesca (o chiede a Per Como Pulita di farlo) che ha tante scritte, di cui una enorme e bruttissima? Anche queste cose rendono un quartiere più piacevole.

  5. Lella Sassella

    I contenuti dell ordinanza sono devastanti verissimo e colpiscono attivita commerciali (Bar Maiorca ) che nulla o quasi hanno a che vedere .Applicare il copri fuoco alle 3 attività citate nn risolverà il problema di fondo Condurrà gli ” stolti avventori ” solo a spostarsi ad altri BUIII incroci …avete mai percorso quel tratto di via Anzani …provateci ~ risiedo da ben 30 anni in via Anzani. , il degrado prima era in piazzetta , ricordate Bar Nuovo anni 70/80 … SOLO una buona illuminazione risolse all epoca il problema dello spaccio… Mi chiedevo dove fossero finiti i vigili dei quartieri… Uno dei pochi provvedimenti saggi della precedente amministrazione.

  6. GIOVANNA MERONI

    Buongiorno sig. Rossi mi sa che non ha letto bene l’articolo per rispondere cosi….comunque per quanto riguarda la saracinesca ridipinta anni fa e ritrovate scritte dopo solo 3 giorni con l’aggiunta della scritta “coglioni”, per quanto riguarda il bar invece se uno ordina caffè e paga non chiedi i connotati esiste anche la privacy idem se gli vendi i giornali, purtroppo qui i problemi sono ben altri e come detto sabato all’ispettore di polizia,intervenuti alla mia ennesima telefonata per rischio di ennesima rissa, dovevate fare tanto ma tanto prima ora è tardi!!!! ma noi che siamo commercianti qui da piu’ di 30 anni non ci stiamo

  7. Maurizio

    Ritengo la situazione al quanto spiacevole per tutti ma sono Dell’idea che tutti dovremmo fare il nostro pezzettino, la presenza di forze Dell’ordine è scontata, polizia, carabinieri, polizia locale e finanza dovrebbero monitorare incessantemente la zona, penso che frequenti passaggi siano un alto deterrente, però anche chi gestisce il bar dovrebbe essere più severa sulla distribuzione degli alcolici… Il fatto che uno paga non é motivo di concedergli un ulteriore rincaro della sua alterazione anche perché se poi nascono risse o altro chi paga le conseguenze è il bar stesso sia per gli eventuali danni e che immagine. Concordo che chiudere alle 18:00 un attività possa creare un danno economico ai rispettivi titolari, l’orario di chiusura ideale sarebbe le 20:00 anche perché andare oltre, alzerebbe di gran lunga il pericolo di fare spiacevoli incontri. Chiaramente è solo la mia modesta opinione.

  8. Rossi

    @Grazie della risposta Signora Meroni, io comunque persevererei contro i writer. “Per Como Pulita” a volte ha ri-imbiancato anche 7 volte il sottopassaggio di Porta Torre. Grazie comunque

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