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Zecche, zanzare, topi. Il grido d’auto di Ponte Chiasso e Rebbio: “Ostaggi dei parassiti”

Un po’ di pioggia, un po’ di sole e in un attimo quella che era dell’erba incolta diventa una foresta che par d’essere in Amazzonia. Del tutto normale, accade in ogni dove, insomma è la natura. Quel che serve, a casa propria ma soprattutto nelle aree pubbliche, è la manutenzione, la cura, il taglio dell’erba. Pena il fiorire di insetti, quali zecche e zanzare, pericolosi per la salute dell’uomo.

Il perché di questa premessa (botanica) è legato alle svariate segnalazioni arrivate in redazione relativamente non solo al verde abbandonato soprattutto nei quartieri cittadini ma anche alla mancata disinfestazione in città volta a evitare il proliferare di zecche e zanzare.

“La situazione nel nostro quartiere con il caldo è diventata insostenibile – racconta Ettore Tocci, residente a Ponte Chiasso – le zanzare sono tantissime e non è possibile stare fuori casa senza essere punti. Ho fatto diverse segnalazioni in Comune chiedendo se la disinfestazione fosse stata fatta perché nel quartiere non abbiamo visto nessun avviso, malgrado sul sito del Comune fosse scritto che era in previsione per il 3 e 4 giugno”.

Ogni anno infatti, come da indicazioni di Ats e del Ministero della Salute, andrebbero effettuate disinfestazioni larvicide e adulticide che riducano sensibilmente la popolazione delle zanzare. Inoltre privati, aziende e Comuni dovrebbero evitare ristagni d’acqua e la mancata cura del verde in quanto condizioni perfette per il proliferare di questi insetti.

E soprattutto nel quartiere di Ponte Chiasso queste situazioni non mancano. Oltre al verde abbandonato a se stesso, ci sono diverse aree (private) nel più totale degrado ma anche rogge (ovvero canali artificiali che convogliano corsi d’acqua) non curate. E’ il caso ad esempio di quella che si trova dietro la stazione, a lato dell’area ex Lechler ma anche di quella che costeggia via Valeria e parte di via Bellinzona. In questi luoghi l’acqua stagnante fa da padrona così come le zanzare: bastano pochi minuti per diventare un loro succulento pasto.

“Al di là del fastidio, quello che mi fa paura è il fatto che in queste zone già l’anno scorso il sindaco in una ordinanza per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse da insetti vettori (settembre 2018, Ndr) scriveva di una presenza conclamata di zanzara tigre” ha aggiunto Tocci.
E se a Ponte Chiasso i residenti combattono strenuamente con le zanzare, a Rebbio la situazione non è migliore. E’ infatti allarme zecche.

“Purtroppo il disordine e la mancata manutenzione del verde cittadino non sono una novità nelle periferie – spiega Antonella Pinto, referente cittadina di Como Sud – il problema è che negli ultimi mesi ci è stata segnalata la presenza di zecche: alcuni bambini le hanno prese giocando nelle aree verdi delle scuole del quartiere ma anche al Parco Negretti”.

E’ infatti proprio all’inizio della bella stagione che questi parassiti escono dai loro rifugi nella vegetazione alla ricerca di un ospite al quale attaccarsi.
“Neppure nel nostro quartiere ci sono state attività di disinfestazione – aggiunge Pinto – e infatti abbiamo avuto anche delle segnalazioni di ratti”.

Tra le cause strettamente connesse alla presenza delle zanzare nei quartieri c’è anche la mancata pulizia dei corsi d’acqua che attraversano la città. Sono infatti impressionanti le fotografie dello stato in cui versano i torrenti Cosia e Breggia arrivate in redazione. Più che fiumi appaiono come stagni.

In primo luogo i letti dei due corsi d’acqua sono completamente infestati da erbacce ormai cresciute a dismisura. In secondo luogo la carenza idrica degli ultimi mesi ha portato progressivamente i due torrenti a diventare poco più che rigagnoli d’acqua stagnante, verde e melmosa, luogo ideale per la riproduzione delle zanzare.

Uno spettacolo poco dignitoso quello in cui versano i due torrenti della città di Como: inaccettabile da guardare per chi arriva in città come visitatori e da vivere per i cittadini comaschi, soprattutto per i tanti residenti delle case costruire ai lati dei torrenti.

Proprio come Rita Fasana, residente di via Navedano a Camnago Volta, che ci spiega: “Poco lontano da casa mia c’è una vasca del Cosia completamente piena di detriti, arbusti e alberi che si sono fermati prima del ponte”. Le fa eco la referente di quartiere Franca Ronchetti: “L’erba ormai è così alta che non si vede più l’acqua. Prima ogni due anni circa veniva a pulirlo ma da 7 o 8 anni non si vede più nessuno”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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