Attualità

Ztl, pochi secondi di ritardo (per lavorare): multe per 1.400 euro. “E io ora non vivo più”

“Io faccio questo lavoro da 27 anni. Da 4 sono qui e prima non avevo mai preso nemmeno una sola multa. Ora me ne sono arrivate 15 in un colpo. Non vivo più, rischio di chiudere”.

Gioacchino Dell’Olio, gioielliere nel suo negozio “Mattimartin” di via Ballarini – pieno centro storico e, ironia della sorte, a due passi dalla sede centrale di Confcommercio – è disperato. E per molti aspetti c’è da capirlo: a distanza di 3 mesi dalle infrazioni e senza alcun preavviso, gli è arrivata una montagna di pesantissime multe da pagare. Tutte prese al varco del vigile elettronico di via Cairoli, all’uscita dalla Ztl.

“Ma tutte – racconta – per ritardi sull’orario delle 10.30 a cui ho diritto per due, tre, massimo sei minuti”. L’elenco di contravvenzioni (lo vedete sotto) fa paura anche soltanto su un banale foglio A4, dove ne è impilata una dozzina sul totale.

“La prima di quelle sul foglio è del 7, ma ne ho ricevuta un’altra del 5 dicembre. Sempre identico il motivo: pochissimi minuti di ritardo sull’uscita dalla Ztl in via Cairoli – racconta ancora Gioacchino Dell’Olio – E pensare che fino all’attivazione del nuovo sistema (il 3 dicembre 2018, come scrivemmo qui) non avevo mai preso una multa eppure lavoro qui in centro da quattro anni”.

Tenendo presente che ogni multa può oscillare tra i 71 euro (se pagata entro 5 giorni dalla notifica effettiva) e i 96 la somma che deve pagare il commerciante oscilla tra i 1.000 e i 1.400 euro. Un’enormità.

“E attenzione – spiega con grande preoccupazione il commerciante – per ora mi sono state recapitate solo quelle fino al 7 febbraio scorso. Ma come sono passati quasi 3 mesi dalla prima (presa il 5 dicembre e pagata subito a inizio marzo, ndr), oggi vivo nella paura che ne possano arrivare ancora tantissime per il periodo successivo al 7 febbraio. A quel punto sarei in ginocchio, costretto a lavorare per pagarle. O addirittura, obbligato ad andarmene”.

L’obiezione che si può fare è semplice: perché non riesce a rispettare l’orario di uscita alle 10.30?

“Io e mia moglie veniamo qui in auto alle 9 del mattino – spiega prontamente Gioacchino – Ma ogni giorno allestiamo le vetrine, visto che non abbiamo serrande blindate e trattiamo merce di valore. Dunque arriviamo e il lavoro è lungo. Poi dopo le 9 apriamo e capita sempre il cliente che arriva poco prima delle 10.30, la telefonata, il pagamento che va rifatto, o magari semplicemente il traffico nella stessa Ztl, che costringe chi di noi se ne va a rallentare e a perdere minuti prezosi. Tra l’altro, tutte le multe sono arrivate davvero per sforamenti minimi, segno evidente che siamo sempre partiti per tempo. E non certo che io o mia moglie ce la prendiamo comoda”.

Nei tentativi di parlare con la polizia locale per capire che strada sia possibile seguire (se esiste) per tentare di trovare una soluzione, Dell’Olio afferma che “tutto ciò che mi è stato detto è di fare ricorso, niente di più. Ora ho chiesto i primi consigli all’avvocato, ma quella cifra è enorme. Se dovessi pagare tutto, praticamente avrei lavorato 3 mesi per pagare le contravvenzioni, dopo una vita onesta”.

La conclusione è amarissima: “Io non so cosa dire, così non vivo più e non si riesce a lavorare. Non so se è capitato ad altri, io sono deluso e scoraggiato, mia moglie sta peggio di me. Dice di andarcene, di chiudere. Io chiederei soltanto un aiuto per capire se esista una possibilità per non essere messo in ginocchio dal vigile elettronico. Speriamo esista”.

In caso di storie simili da segnalare: redazionecomozero@gmail.com oppure tramite la nostra pagina Facebook

PER APPROFONDIRE: Como, Ztl killer: 17mila multe. E “quota 100” beffa i vigili: ne arrivano 10, ne escono 7

  1. Carlo B

    Tutti noi abbiamo la vita lavorativa cadenzata dagli orari, e tutti noi rischiamo di pagare salato i nostri ritardi.
    La ZTL ha vissuto per troppi anni l’anarchia più assoluta, ora c’è un sistema che appunto spacca il secondo, e ci si deve giustamente adeguare.
    Suggerirei al Sig. Gioacchino, visto lo sforamento di pochi minuti, di anticipare alla mattina, invece che alle 9, vada in negozio alle 8:30 o anche alle 8 e non avrà più problemi, esattamente come molti di noi che, per essere puntuali al lavoro o ad appuntamenti con clienti, si alzano anche alle 5

    • Comino

      No, Carlo, l’elasticità di una manciata di minuti (ripeto: unaanciata di minuti, non di più) deve essere contemplata in questo tipo di controlli. Esattamente come la tolleranza sulla velocità degli autovelox. E come quella sul scadere del biglietto dei posteggi a pagamento. La soluzione per vincere la causa comunque é semplice: dichiarare di essersi affidati ad alcuni orologi pubblici!

  2. Luisa Corti

    Tutte scuse, tutti hanno problemi di orari: le vetrine si possono fare dopo, ad esempio. La verità è che prima dell’entrata in vigore delle telecamere di controllo in uscita della ZTL vi era l’anarchia assoluta. Gli orari ci sono sempre stati: cerchiamo di non fare un eroe di una persona che non ha rispettato le regole più volte.

  3. Andreab

    Dura lex sed lex… ma poi: un gioielliere del centro storico rischia di chiudere per 1500 euro? Ma mi faccia il piaceeeere.

  4. Giovanni

    Immagino che il permesso del signore sia quello “RIFORNIMENTO ATTIVITA’
    COMMERCIALI – ART 6 LETT. B)” dell’ordinanza, che prevede l’accesso dalle 6 alle 10.30, con 30 minuti consentiti di sosta.

    http://www.comune.como.it/export/sites/default/it/doc/modulistica/polizia-locale-modulistica/ZTL-permesso-utenti-altre-tipologie/Permessi-orari-ingresso-tempi-sosta-e-limitazioni.pdf

    Se arriva in ZTL alle 9, con mezz’ora di sosta in via ballarini o dintorni, alle 9.45, anche considerati i tempi di accesso, parcheggio, semafori e traffico, dovrebbe già essere sul lungo lago. A quanto pare invece il citato signore parcheggia tranquillamente per 90 minuti, cioè il triplo del tempo consentito. Sforamento di pochi minuti? Scarsa tolleranza? Mah….

  5. giorgio

    Non riesco bene a capire il punto: il permesso ZTL serve per entrare, scaricare la merce e uscire.

    Se invece di solo scaricare, uno allestisce anche la vetrina e fa altre mansioni, ovvio che il tempo scorra e si supera il limite.

    Quando arriva alle 9, dovrebbe scaricare e portare via il mezzo; l’allestimento potrebbe essere fatto intanto dalla moglie.

  6. Uno Essebi

    Si tratta del tipico atteggiamento del popolo italico che è perennemente afflitto dalla “sindrome del tuttavia”. Esempio: è fatto assoluto divieto di sostare nella ztl oltre l’orario consentito dal permesso. Tuttavia, i gioiellieri, opportunamente dotati di moglie, che devono allestire la vetrina e potrebbero inopportunamente essere ostacolati nella tempestiva uscita dalla predetta ZTL da clienti ritardatari, pagamenti non conclusi o traffico sulla Nomentana possono giovare di un preciso periodo di impunità (una manciata di minuti). Patetico!

  7. La scusa addotta è risibile…non ho serrande blindate. Tratti merce di valore. Dotati di sistemi di sicurezza adeguati e basta. Poi mi sfugge come la cosa sia legata allo sforamento degli orari. Siete in due. Uno resta in negozio l’altro esce dalla ztl. Arrivi al mattino alle 9? Mi sembra un pò tardino per un’attività. Arriva un’ora..anche solo mezz’ora prima e il problema non si pone. Allestisci le vetrine ogni mattina? Nè dubito dato che non vendi frutta o verdura che vanno via ogni giorno ma oggetti di valore. Insomma a mio parere sei solo il solito distrattone menefreghista che finchè non c’erano controlli stringenti faceva come cavolo gli pareva..ora che ci sono piange. L’italiota medio.

  8. Modi

    Alla ricerca del…Caso perduto.
    Altri casi umani?
    Un bell’ autogol…

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata