Cronaca

Arrestato il gestore dell’Hotel Volta di Canzo: clandestini e indigenti lavoratori in nero

Il gestore dell’Hotel Volta di Canzo è stato arrestato per il reato di sfruttamento del lavoro e il relativo immobile sequestrato in via preventiva per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

È questo il bilancio dell’attività di polizia giudiziaria portata a termine nelle prime ore di questa mattina dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Como (ITL) e dal Nucleo Carabinieri Ispettorato Lavoro (N.I.L.) dello stesso Ufficio. L’iniziativa è stata eseguita grazie alla collaborazione fondamentale della Stazione Carabinieri di Asso ed ha visto l’intervento dei NAS di Milano oltre che dei Vigili del Fuoco, ognuno per gli aspetti di competenza.

Le indagini sono state promosse a seguito di un’ispezione avviata a maggio dal personale dell’Ispettorato che aveva portato alla sospensione dell’attività imprenditoriale dell’Hotel Volta, a causa dell’impiego esclusivamente di personale “in nero”. Lo scorso ottobre, la Stazione Carabinieri di Asso aveva segnato all’Ispettorato la prosecuzione dell’attività lavorativa nonché la possibile commissione di reati di competenza.

Così i militari del Nucleo Tutela Lavoro di Como dopo un mese di indagini hanno avuto la certezza che l’ordine di sospensione intimato al legale rappresentante della struttura alberghiera citata, risultava non rispettato. Oltre a questo, le forze dell’ordine hanno raccolto elementi probatori tali da ipotizzare l’esistenza del reato di cosiddetto “caporalato” con particolare riferimento allo “sfruttamento dei lavoratori”.

Risultavano inoltre evidenti ulteriori reati legati al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e numerosissime violazioni in materia di tutela della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro e di mancata osservazione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

I lavoratori oggetto di sfruttamento risultano essere nove, dei quali due clandestini e le vittime del reato versano tutte di in stato di bisogno, dovuto alla loro situazione economico familiare poiché prive di dimora e dei mezzi necessari al loro sostentamento. In particolare, in un caso, è stato accertato l’attività lavorativa veniva compensata esclusivamente con il vitto e l’alloggio, senza corresponsione di alcuna retribuzione.

L’arrestato è stato tradotto al Carcere Bassone in attesa dell’interrogatorio da parte dell’Autorità Giudiziaria, mentre la proprietà dell’immobile sotto sequestro è risultata del tutto estranea ai fatti.

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